Cassazione Penale, Sentenza n. 12730/2026 del 07/04/2026
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
I ricorrenti impugnano l'ordinanza del tribunale del riesame che aveva confermato la convalida del sequestro d'urgenza su immobili/aree per presunti reati edilizi e paesaggistici (art. 44 DPR 380/01; artt. 142 lett. a) e b) e 181 D.lgs. 42/2004). Denunciano, in primo luogo, violazioni processuali relative agli artt. 322-bis, 324 e 309 c.p.p.: avrebbero subito tardiva o omessa trasmissione di atti da parte della Procura e tardiva decisione del tribunale del riesame; in subordine contestano la valutazione di merito del tribunale circa la qualificazione delle opere (si tratta di manutenzione o di opere stagionali o invece di ampliamenti/strutture stabili?), la lettura della documentazione tecnica (relazione del geometra Nieddu) e delle note del Servizio Tutela Paesaggio, nonché la valutazione sulla non maturazione della prescrizione e sull'esistenza di esigenze cautelari attuali e concrete.
La decisione
La Corte di Cassazione ha dichiarato i ricorsi inammissibili. Ha ritenuto generica e non sufficientemente specificata la censura sulla tardiva trasmissione degli atti (mancanza di indicazione puntuale di quali atti, date e rilevanza), e ha richiamato il principio per cui eccezioni sulla tardività devono essere sollevate tempestivamente al tribunale del riesame. Sul merito sostanziale, la Corte ha confermato i principi di diritto richiamati dal tribunale del riesame (natura 'permanente' del reato edilizio durante l'esecuzione delle opere; principio di 'immanenza' dell'abusività e valutazione unitaria dell'opera; prosecuzione di lavori su opera abusiva che integra nuovi reati; valutazione delle opere stagionali vs strutture stabili). In diritto processuale, ha ricordato i limiti del sindacato in Cassazione su provvedimenti cautelari (ammissibile solo per violazione di legge e motivazione manifestamente assente o apparente). Conseguentemente i ricorrenti sono stati condannati al pagamento delle spese processuali e al versamento di € 3.000,00 alla Cassa delle Ammende.
Norme richiamate
art. 322-bis cod. proc. pen.
Richiamato nella censura processuale sulla trasmissione degli atti; la Corte rileva che la deduzione è generica e non specifica gli atti e le date che renderebbero illegittima la procedura
art. 324 cod. proc. pen., comma 3 e comma 7
Regola la trasmissione degli atti per il riesame; la Corte precisa che il termine previsto ha natura meramente ordinatoria e che il termine per la decisione decorre dal momento in cui il tribunale ritiene completa l’acquisizione degli atti
art. 309, comma 5 cod. proc. pen.
Il termine perentorio di cinque giorni per la trasmissione degli atti (previsto dall'art. 309 per misure personali) non è applicabile automaticamente al riesame dei sequestri, per il quale vale l'art. 324
art. 44 lett. c) DPR 6 giugno 2001, n. 380
Norma penale in materia edilizia; la Corte conferma che interventi realizzati su opere già abusive possono costituire prosecuzione dell’abuso e nuovi reati (natura permanente dell'illecito nella fase di esecuzione)
art. 142 lett. a) e b.; art. 181
Rilevate contestazioni paesaggistiche; la Corte valuta non condivisibili le censure difensive quando l'opera ha carattere stabile e incidente sul paesaggio, esclusa la ricaduta nella categoria di semplici opere stagionali amovibili
art. 35 legge 28 febbraio 1985 n. 47
Richiamata nella parte sulla disciplina del condono: fino alla effettiva sanatoria l'opera mantiene il carattere abusivo e la prosecuzione dei lavori fuori dai limiti procedurali può integrare reato
DPR n. 31/2017 art. 2 allegato A; art. 3 allegato B punto 26
Valutazione sulla non applicabilità delle esclusioni di autorizzazione paesaggistica per opere che, per dimensione e fissaggio, non rientrano tra gli elementi 'facilmente amovibili' elencati nell'allegato
Richiamato nel quadro giuridico generale sulle autorizzazioni edilizie e limiti della sanatoria condizionata; la Corte ricorda orientamenti che escludono estinzione del reato con permesso condizionato alla successiva sistemazione
art. 31, comma 9 DPR 6 giugno 2001, n. 380
Relativo all'ordine di demolizione; la Corte sottolinea che l'ordine demolitorio conseguente a condanna va eseguito sull'immobile nella sua interezza e non neutralizzato dalla mera dichiarazione di prescrizione
Norma invocata per l'onere di spese a carico dei ricorrenti in caso di inammissibilità: la Corte ha condannato i ricorrenti al pagamento delle spese processuali
Massime di principio
- Avverso ordinanze su sequestri il ricorso per Cassazione è ammesso solo per violazione di legge; è indispensabile una censura specifica e documentata (atti, date, rilevanza) per farlo ammettere
- Le eccezioni sulla tardiva trasmissione di atti al tribunale del riesame devono essere sollevate tempestivamente davanti al medesimo tribunale; in Cassazione la censura processuale generica è inammissibile
- Nel diritto penale edilizio il reato di costruzione abusiva ha natura permanente durante l'esecuzione delle opere: la cessazione si individua con la sospensione o ultimazione dei lavori o con la sentenza; comunque l'abusività permane sull'immobile fino ad eventuale sanatoria
- Il principio di 'immanenza' significa che qualsiasi intervento successivo su un'opera ancora abusiva può costituire prosecuzione dell'abuso e dar luogo a nuovi reati; perciò non è possibile distinguere facilmente fra parti 'regolari' e 'illecite' quando si valuta l'unitarietà dell'opera
- La prescrizione in materia edilizia va determinata considerando l'opera nel suo complesso; chi invoca l'estinzione per prescrizione deve allegare e documentare gli elementi in suo possesso che individuano la data di fine esecuzione delle opere
- Opere definibili 'stagionali' sono tali solo se effettivamente leggere, facilmente amovibili e con destinazione temporanea: strutture permanenti o fissate al suolo non rientrano e possono integrare violazioni penali e paesaggistiche
- La revisione del merito (ri-valutazione dei fatti, valutazioni tecniche o fotografie) non è ammissibile in Cassazione se si tratta di contrapporre una diversa ricostruzione plausibile a quella del giudice di merito; il sindacato è limitato alla legittimità della motivazione
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