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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 48930/2022 del 23/12/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Il Procuratore Generale ha impugnato la sentenza di patteggiamento del Tribunale di Cagliari (pena: 1 anno di arresto e €11.000 di ammenda) per reati relativi alla lottizzazione abusiva in area sottoposta a vincolo paesaggistico, lamentando l'omessa applicazione della confisca del terreno abusivamente lottizzato ai sensi dell'art.44, comma 2, del d.P.R. 380/2001.

La decisione

La Cassazione ha rigettato il ricorso del Procuratore Generale. Ha ritenuto che la confisca urbanistica non sia automatica e debba essere valutata in base alle concrete modalità del reato, all'impatto sul territorio e all'eventuale titolarità dell'area da parte di terzi. Nel caso di impugnazione della mancata confisca da parte dell'accusa, grava sull'accusa l'onere di allegare puntualmente i presupposti per l'applicabilità della misura ablativa: il Procuratore non ha fornito tale allegazione né ha contestato l'assenza di ordine di demolizione; la Corte ha inoltre considerato rilevanti gli elementi difensivi relativi al ripristino dello stato dei luoghi e al dissequestro già intervenuto, concludendo per il rigetto del ricorso.

Norme richiamate

  • d.P.R. 380/2001, art. 44, secondo comma

    La confisca urbanistica non è considerata automaticamente applicabile all'accertamento del reato di lottizzazione abusiva: occorre valutare le modalità concrete del reato, l'impatto sul territorio e la titolarità dell'area; non costituisce misura di automatico effetto.

  • d.P.R. 380/2001, art. 32

    Norma citata come parte della fattispecie contestata (disposizioni urbanistiche rilevanti per il reato di lottizzazione abusiva); la sentenza si sofferma però soprattutto sulle condizioni per la confisca ex art.44.

  • d.lgs. 42/2004, art. 181, comma 1-bis

    Norma relativa alle violazioni in materia di beni paesaggistici, richiamata nel capo di imputazione per l'aggravante del vincolo paesaggistico; contribuisce alla qualificazione della gravità dell'intervento sul territorio.

  • cod. proc. pen., art. 444

    Regola il patteggiamento (applicazione della pena su richiesta delle parti); la sentenza impugnata è stata pronunciata ai sensi di tale articolo.

  • cod. proc. pen., art. 445

    Attribuisce al giudice che omologa il patteggiamento la possibilità di disporre misure non disponibili alle parti, come la confisca; ma l'applicazione deve comunque rispettare i presupposti di legge e i principi di proporzionalità.

  • cod. proc. pen., art. 448, comma 2-bis

    Limita i motivi di ricorso in Cassazione avverso la sentenza di patteggiamento a specifiche fattispecie; il ricorso del Procuratore è ammesso ma le doglianze devono essere fondate e ben articolate.

  • cod. pen., art. 240, secondo comma

    Richiamato per il principio che la confisca trova fondamento quando l'area assume carattere di pericolosità rispetto all'assetto del territorio e alla potestà amministrativa; la misura presuppone un contrasto concreto con l'interesse pubblico alla tutela del territorio.

  • Convenzione europea dei diritti dell'uomo, art. 7 (Corte EDU, sent. Sud Fondi e altri, 20.1.2009)

    La giurisprudenza europea ha trattato la confisca urbanistica alla luce del divieto di pene senza legge; la Corte ha richiamato questi principi nel sensO che la confisca può rientrare nella nozione di sanzione e va valutata con attenzione rispetto ai diritti dell'imputato.

Massime di principio

  • La confisca urbanistica non è automatica al mero accertamento del reato di lottizzazione abusiva: occorre valutare le modalità concrete dell'intervento, l'effettivo impatto sul territorio e la titolarità dell'area.
  • Nel giudizio di patteggiamento il giudice può disporre la confisca, ma solo se sussistono i presupposti di legge e nel rispetto dei principi di proporzionalità e adeguatezza.
  • Se il giudice di merito omette di disporre la confisca e l'accusa impugna per tale omissione, grava sul Procuratore l'onere di allegare puntualmente i fatti e gli elementi di diritto che dimostrino la sussistenza dei presupposti per la confisca.
  • Misure alternative o fatti intervenuti prima della sentenza (es. ripristino dello stato dei luoghi, rimozione di opere, dissequestro) possono ostare all'applicazione della confisca se riducono o eliminano l'impatto lesivo sul territorio.
  • In caso di titolarità dell'area da parte di terzi, o di modalità non prettamente 'materiali' dell'intervento, la valutazione della confisca richiede particolare attenzione e non può essere automatica.

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