Cassazione Penale, Sentenza n. 48929/2022 del 23/12/2022
Sintesi
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Favorevole al resistente
La controversia
La ricorrente ha impugnato l'ordinanza che rigettava la richiesta di revoca o sospensione dell'ordine di demolizione relativo a opere edilizie abusive realizzate dall'originario proprietario (Giancarlo Bannino). Ha dedotto: 1) la possibilità di sanatoria per le opere (richiamando domande di condono del precedente proprietario e una propria istanza ex art. 46 co. 5 DPR 380/2001) e la prevalenza della normativa regionale siciliana; 2) la propria qualifica di acquirente di buona fede (acquisto all'asta giudiziaria) e la conseguente inapplicabilità della demolizione; 3) la prescrizione dell'ordine di demolizione per decorso di tempo; 4) violazione di principi costituzionali e convenzionali (art.7 L.47/1935, art.97 Cost., Protocollo n.1 CEDU) e del principio di affidamento a causa del consolidamento della situazione nel tempo.
La decisione
La Corte ha rigettato il ricorso. Ha ritenuto non sanabili le opere perché realizzate in area sottoposta a vincolo paesaggistico e la normativa statale (art. 32 DL 269/2003, conv. L.326/2003) prevale sulla normativa regionale; ha escluso la buona fede dell'acquirente, rilevando che la ricorrente era a conoscenza della situazione processuale e dell'ordine di demolizione; ha affermato che l'ordine di demolizione ha natura ripristinatoria (non punitiva) e pertanto non è soggetto a prescrizione prevista per le sanzioni penali o per le sanzioni pecuniarie, né confligge con i principi invocati dalla ricorrente. Conseguentemente è stato confermato il mantenimento dell'ordine demolitorio e condannata la ricorrente alle spese processuali.
Norme richiamate
D.P.R. n. 380 del 2001, art. 44 lett. c)
Norma richiamata in relazione alla responsabilità penale per abusi edilizi; il giudice ha confermato la condanna dell'autore degli abusi ai sensi di tale disposizione
Decreto legge 30 settembre 2003, n. 269 (conv. L. 24/11/2003 n. 326), art. 32 comma 27 lett. d)
Prevede che la sanatoria non può essere concessa su aree soggette a vincoli di inedificabilità assoluta o relativa; la Corte ha interpretato che questa limitazione si applica e impedisce la sanatoria per opere realizzate in zona gravata da vincolo paesaggistico
D.P.R. n. 380 del 2001, art. 46 comma 5
Regola la procedura per le istanze di sanatoria; la Corte ha ritenuto che la presentazione di istanze (anche successive) non sia sufficiente a sanare opere che la legge statale esclude dalla condonabilità
Legge Regionale Sicilia 10 agosto 1985, n. 37, art. 23
Norma regionale che subordina la sanatoria al nulla osta degli enti di tutela; la Corte ha chiarito che la disciplina regionale non può derogare a una normativa statale introdotta successivamente, quindi non può consentire la sanatoria ove la legge statale la vieti
Legge n. 47 del 1935, art. 7
Invocata dalla ricorrente in tema di tutela dell'affidamento/certezza dei rapporti; la Corte ha ritenuto la censura infondata perché la tutela del territorio e la natura ripristinatoria dell'ordine demolitorio prevalgono sulla pretesa stabilizzazione dell'abuso
Art. 1 Protocollo addizionale alla CEDU (tutela della proprietà)
La Corte ha ritenuto che l'ordine di demolizione, avendo funzione ripristinatoria e finalità di tutela del territorio, non contrasta con i principi della CEDU in modo da rendere illegittimo l'ordine stesso
Legge n. 689 del 1981, art. 28
Riferita dalla difesa in tema di prescrizione delle sanzioni pecuniarie; la Corte ha confermato che le prescrizioni previste per sanzioni penali o pecuniarie non si applicano all'ordine di demolizione, che ha natura non punitiva
Massime di principio
- Le norme statali in materia di condono edilizio (DL 269/2003 conv. L.326/2003) prevalgono sulla normativa regionale successiva: se la legge statale esclude la sanatoria per aree vincolate, la regione non può derogare per rendere sanabili tali opere
- La presenza di un vincolo paesaggistico o di inedificabilità che rende l'opera manifestamente non sanabile impedisce l'accoglimento di istanze di condono, anche se presentate dal precedente proprietario o dall'acquirente
- L'acquirente all'asta non è automaticamente tutelato come 'acquirente di buona fede' quando era a conoscenza, o poteva agevolmente conoscere, della esistenza di procedimenti o di un ordine di demolizione: l'aggiudicazione non esclude le conseguenze dello stato giuridico dell'immobile
- L'ordine di demolizione ha natura ripristinatoria (obbligo di fare per ragioni di tutela del territorio) e non è assimilabile a una sanzione penale o pecuniaria soggetta a prescrizione: il decorso del tempo non estingue automaticamente l'obbligo demolitorio
- La presentazione tardiva o successiva di domande di sanatoria non sospende automaticamente l'esecuzione dell'ordine giudiziale di demolizione se l'opera è legalmente non sanabile
- Nelle valutazioni processuali è determinante l'accertamento dell'effettiva illegittimità persistente dell'opera e la funzione pubblicistica dell'ordine di demolizione; la tutela del territorio può prevalere sull'interesse alla conservazione dell'opera da parte di terzi
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