Cassazione Penale, Sentenza n. 48928/2022 del 23/12/2022
Sintesi
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Favorevole al resistente
La controversia
Impugnazione per violazione di legge per mancanza del fumus del reato previsto dall'art. 1161 codice della navigazione. Il ricorrente sosteneva che l'area era utilizzata solo quattro mesi all'anno e che la permanenza delle strutture nel resto dell'anno non configurava occupazione abusiva del demanio marittimo; inoltre contestava che, al momento dell'accesso dei militari, le strutture non fossero "in utilizzo".
La decisione
Il ricorso è stato dichiarato inammissibile per sopravvenuta carenza di interesse: il difensore ha rinunciato al ricorso perché il GIP di Castrovillari aveva ammesso il prevenuto alla definizione del procedimento mediante oblazione, con estinzione del reato. Per tale motivo è venuta meno la materia del contendere ai sensi dell'art. 591, comma 1, lett. a), cod. proc. pen. Non è stata disposta condanna alle spese né il versamento alla Cassa delle ammende, poiché la sopravvenuta modifica del regime cautelare e l'estinzione derivano da nuovi elementi non esistenti al momento della proposizione del ricorso.
Norme richiamate
art. 1161 codice della navigazione
art. 1161 codice della navigazione
La norma è stata richiamata come titolo del reato contestato (occupazione del demanio marittimo). Il ricorso contestava la sussistenza del fumus rispetto a tale fattispecie, ma la questione non è stata esaminata nel merito per sopravvenuta estinzione del reato.
decreto di sequestro preventivo ex art. 321 c.p.p.
Il decreto di sequestro preventivo è stato emesso dal GIP e convalidato; la legittimità del sequestro era oggetto del riesame e dell'impugnazione originaria, collegata alla presunta occupazione abusiva del demanio.
art. 23, comma 8, d.l. n. 137 del 2020
art. 23 comma 8, d.l. n. 137 del 2020
Richiamato come riferimento procedurale per la definizione del ricorso (modalità di definizione/termine), indicazione di norma applicabile al procedimento di definizione.
art. 591, comma 1, lett. a), cod. proc. pen.
art. 591, comma 1, lett. a)
Applicata per dichiarare l'inammissibilità dell'impugnazione per sopravvenuta carenza di interesse quando il motivo di impugnazione viene meno per cause sopravvenute (qui: estinzione del reato mediante oblazione).
Massime di principio
- La rinuncia all'impugnazione o l'estinzione del reato sopravvenuta (es. oblazione) elimina l'interesse a proseguire l'appello/cassazione e porta all'inammissibilità del ricorso ai sensi dell'art. 591 c.p.p.
- L'inammissibilità per sopravvenuta mancanza di interesse non comporta automaticamente condanna alle spese o sanzioni se la causa della sopravvenienza è modifica del regime cautelare o estinzione fondata su elementi intervenuti dopo la proposizione del ricorso.
- Nel merito dei sequestri di aree demaniali marittime, l'uso temporaneo (es. alcuni mesi l'anno) non esclude automaticamente l'illecito: la valutazione del fumus richiede accertamenti sul titolo, sulla durata dell'occupazione e sul fatto che le strutture siano concretamente "in utilizzo" al momento dell'accesso.
- Per contestare efficacemente il fumus del reato collegato a occupazioni demaniali, il resistente deve fornire elementi probatori chiari (titoli abilitativi, termini di rimozione, documentazione che attesti l'assenza di utilizzo al momento del controllo).
- È opportuno allegare rapidamente al giudice documentazione che dimostri la definizione del procedimento (es. ordinanza di oblazione) quando tale evento sopravviene, perché ciò può determinare l'immediata inammissibilità dell'impugnazione.
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