Cassazione Penale, Sentenza n. 48927/2022 del 23/12/2022
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
Il ricorrente chiedeva la nomina di un consulente d'ufficio (CTU) per determinare le modalità esecutive dell'ordine di demolizione emesso dalla Procura della Repubblica di Salerno (ord. 29/06/2009 n.77/2006 R.E.S.A.). Vi era contrasto tra la consulenza del pubblico ministero, che proponeva la demolizione dell'intera area lasciando solo i plinti, e la consulenza difensiva, che sosteneva si potesse conservare i plinti e l'intero scheletro ligneo demolendo solo le opere che avevano determinato il cambio di destinazione d'uso, in difformità del titolo edilizio n.209 del 1998. Il Tribunale aveva rigettato la richiesta di CTU ritenendo inaffidabile la consulenza difensiva perché fondata solo su fotografie del 1998 e sullo stralcio della prima pagina di un'ordinanza dirigenziale (n.860/1999). In cassazione si deduceva nullità per motivazione mancante, contraddittoria e illogica e omessa valutazione di prove decisive, sostenendo che la consulenza difensiva poggiava sull'autorizzazione comunale n.209 del 18/06/1998 che legittimava il ripristino conforme alle opere realizzate.
La decisione
La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha ritenuto che il Tribunale avesse esaminato e valorizzato le prove in modo logico e coerente, arrivando a una diversa valutazione della consistenza probatoria degli atti (sopralluoghi del consulente del PM del 1 e 11 aprile 2019 ritenuti aggiornati e descrittivi; consulenza difensiva basata su fotografie del 1998 e su stralcio parziale dell'ordinanza ritenuta inidonea). La Corte ha escluso il vizio di travisamento della prova ai sensi dell'art.606 lett. e) c.p.p. perché non è stata introdotta materia estranea o omessa la valutazione di una prova decisiva, ma semplicemente è stata compiuta una diversa valutazione di merito non sindacabile in Cassazione. Ha altresì ritenuto infondati i profili di motivazione apparente o mancante. Il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e alla somma di euro 3.000 in favore della cassa delle ammende.
Norme richiamate
La Corte specifica che il ricorso è stato trattato ai sensi di questa norma (disciplinante la trattazione dei ricorsi per cassazione in materia penale), senza fornire ulteriore interpretazione normativa specifica nel testo.
art. 606 lett. e) cod. proc. pen.
La Corte richiama il criterio sul "travisamento della prova": è configurabile se nella motivazione si introduce un fatto non presente nel processo o si omette la valutazione di una prova decisiva. Nel caso concreto la Corte ritiene che il Tribunale abbia valutato le prove e che la diversa valutazione contestata dal ricorrente costituisca mera rivalutazione di merito non consentita in sede di legittimità.
Massime di principio
- La Corte di Cassazione non ammette in sede di legittimità una semplice richiesta di rivalutazione del merito probatorio: la diversa valutazione delle prove operata dal giudice di merito è legittima e non costituisce automaticamente "travisamento" della prova.
- Per sostenere un travisamento della prova ai sensi dell'art.606 lett. e) c.p.p. è necessario dimostrare che la motivazione contiene elementi estranei al processo o che una prova decisiva è stata omessa dalla valutazione; non basta contestare l'apprezzamento dato dal giudice.
- Nelle richieste di CTU o nella produzione di consulenze tecniche, la consistenza e l'aggiornamento della documentazione probatoria sono essenziali: fotografie datate o documenti parziali (es. solo la prima pagina di un provvedimento) possono rendere la consulenza difensiva inidonea a scalfire la credibilità di una perizia aggiornata del pubblico ministero.
- In tema di impugnazioni penali, una motivazione è considerata adeguata se mostra un'analisi coerente e logica delle prove; l'indicazione puntuale delle ragioni per cui si preferisce una consulenza rispetto a un'altra sufficiente a escludere il vizio di motivazione.
- Un ricorso inammissibile può comportare condanne alle spese processuali e, nei casi penali, anche sanzioni pecuniarie come la condanna alla cassa delle ammende; occorre valutare la ragionevolezza del ricorso prima di proporlo in Cassazione.
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