Cassazione Penale, Sentenza n. 48931/2022 del 23/12/2022
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
Ricorso avverso l'ordinanza del Tribunale di Napoli - Sez. distaccata di Ischia che aveva rigettato la richiesta di revoca/annullamento dell'ingiunzione a demolire relativa a un manufatto a Lacco Ameno. La ricorrente, subentrata jure successionis, fondava la sua istanza sul rilascio di un permesso di costruire in sanatoria dal Comune (23.7.2021) rilasciato ai sensi del d.l. 109/2018 ("Decreto Genova"). Contestava: 1) la corretta applicabilità del decreto Genova e l'interpretazione che vieterebbe la sanatoria per immobili soggetti a ordine di demolizione; 2) l'interpretazione del silenzio-assenso della Soprintendenza in materia paesaggistica (art. 146 d.lgs. 42/2004 e art. 17-bis L.241/1990); 3) la qualificazione urbanistica dell'area (presunta zona R.U.A. del PTP 2018) e l'inesistenza del vincolo di inedificabilità assoluta.
La decisione
La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile per genericità e manifesta infondatezza. Ha confermato che il giudice dell'esecuzione può e deve verificare la legittimità del titolo abilitativo; ha ritenuto legittima la valutazione del G.E. che ha escluso la validità del titolo in sanatoria perché: a) la disciplina del d.l. 109/2018 non è applicabile agli immobili su cui grava un ordine di demolizione o ripristino impartito dal giudice penale (divieto previsto dalla normativa richiamata); b) mancava l'autorizzazione paesaggistica, condicio sine qua non per la sanatoria in zona vincolata; c) il regime del silenzio-assenso (art. 17-bis L.241/1990) non è applicabile alle autorizzazioni paesaggistiche e non prevale sulla speciale disciplina di tutela paesaggistica. Sul terzo motivo (qualificazione della zona), la Corte ha escluso la sindacabilità in sede di legittimità trattandosi di valutazione di merito. La ricorrente è stata condannata alle spese processuali e al versamento di una somma alla Cassa delle Ammende ai sensi dell'art. 616 c.p.p.
Norme richiamate
d.l. 109/2018 (convertito nella L. 130/2018 - "Decreto Genova")
l'istanza di concessione dei contributi è presentata dai soggetti legittimati di cui all'art. 21, comma 2, ai Comuni indicati dall'art. 17 unitamente alla richiesta del titolo abilitativo necessario in relazione alla tipologia dell'intervento progettato"; "il procedimento per la concessione dei contributi è sospeso nelle more dell'esame delle istanze di condono e la loro erogazione e' subordinata all'accoglimento di dette istanze"
La Corte ha ritenuto che la speciale procedura e il regime dei contributi previsti dal decreto Genova non siano applicabili agli immobili per i quali il giudice penale ha ordinato demolizione o ripristino (divieto menzionato dalla normativa), e che il rilascio del contributo e del titolo abilitativo siano collegati e subordinati all'iter previsto dal decreto.
art. 21, comma 2-bis (richiamato nel contesto del Decreto Genova)
nessun contributo può essere concesso per gli immobili danneggiati dal sisma oggetto di ordine di demolizione o di ripristino impartito dal giudice penale
Interpretato come divieto che impedisce l'applicazione della sanatoria speciale/contributi per i casi soggetti a ordine di demolizione penale.
d.lgs. 42/2004 (Codice dei beni culturali e del paesaggio), art. 46 e art. 146
parere della Soprintendenza; termine di 45 giorni per la pronuncia della Soprintendenza (silenzio-assenso evocato dalla difesa)
La Corte ha rilevato che per le aree vincolate l'autorizzazione paesaggistica richiede una pronuncia esplicita della Soprintendenza e che il silenzio-assenso generale non opera per le autorizzazioni paesaggistiche; la mancanza del parere rende illegittimo il titolo in sanatoria.
L. 47/1985, art. 32
"fatte salve le fattispecie previste dall'articolo 33, il rilascio del titolo abilitativo edilizio in sanatoria per opere eseguite su immobili sottoposti a vincolo e' subordinato al parere favorevole delle amministrazioni preposte alla tutela del vincolo stesso e che qualora tale parere non venga formulato dalle suddette amministrazioni entro centottanta giorni dalla data di ricevimento della richiesta di parere, il richiedente può impugnare il silenzio-rifiuto"
Sottolinea la necessità del parere favorevole per sanatorie in aree vincolate e prevede rimedio contro il silenzio-rifiuto; conferma che la disciplina speciale richiede pronuncia esplicita.
L. 724/1994, art. 39
riferimento alla disciplina del silenzio-assenso per alcune fattispecie di ampliamento (art. 39, comma 7 e comma 8)
La Corte ha richiamato l'interpretazione consolidata secondo cui la formazione del silenzio-assenso prevista da talune disposizioni si applica solo alle ipotesi di violazioni in zone non vincolate e non alle nuove costruzioni o ampliamenti che comportino aumento di volume in area vincolata.
art. 17-bis L. 241/1990
Norma generale sul silenzio-assenso; la Corte ha escluso la sua applicazione sovrapponendola alla disciplina speciale di tutela paesaggistica, per la quale è richiesta pronuncia esplicita.
art. 20, comma 4 L. 241/1990 (richiamato dalla giurisprudenza)
Principio che vieta la formazione per "silentium" dei provvedimenti conclusivi in procedimenti che implicano la tutela di "interessi sensibili" (tra cui il paesaggio): rafforza l'esigenza di pronuncia espressa per autorizzazioni paesaggistiche.
art. 616 c.p.p.
Norma applicata per la condanna della ricorrente al pagamento delle spese processuali e alla somma equitativamente liquidata alla Cassa delle Ammende.
Massime di principio
- Il giudice dell'esecuzione ha il potere-dovere di verificare la legittimità e l'efficacia di un titolo in sanatoria: non è precluso il sindacato sull'atto amministrativo che dovrebbe impedire la demolizione.
- Le sanatorie speciali (es. previste per eventi sismici) possono essere escluse quando la normativa prevede espressi divieti per immobili soggetti ad ordine di demolizione/ripristino da parte del giudice penale; la mera richiesta o l'assenza di domanda di contributo non aggira tale divieto.
- Per opere in aree sottoposte a vincolo paesaggistico il rilascio del titolo in sanatoria è subordinato al parere favorevole delle amministrazioni preposte alla tutela del vincolo: il silenzio-assenso non è normalmente applicabile alle autorizzazioni paesaggistiche.
- La disciplina generale sul silenzio-assenso (L.241/1990) non prevale sulla normativa speciale in materia di tutela paesaggistica o su procedure di condono dotate di specifici requisiti e termini.
- Le contestazioni relative alla concreta qualificazione urbanistica dell'area (zonizzazione, PTP vs PRG) sono valutazioni di merito non rivedibili in sede di legittimità quando richiedono accertamenti fattuali; in tali casi la cassazione è inammissibile su profili puramente di fatto.
- Chi propone istanza di sospensione/revoca di ordine di demolizione per effetto di un titolo amministrativo in sanatoria deve dimostrare in modo puntuale la piena legittimità formale e sostanziale del titolo (inclusi pareri paesaggistici e rispetto dei vincoli).
- In sede di esecuzione, l'assenza o l'illegittimità dell'autorizzazione paesaggistica rende inefficace la sanatoria e legittima la prosecuzione delle misure demolitorie disposte dalla sentenza penale.
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