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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 40521/2024 del 05/11/2024

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Impugna l'ordinanza del Tribunale del riesame che aveva confermato il sequestro preventivo finalizzato alla confisca di somme (fino a euro 60.359,53) ritenute provento di reati di frode nelle domande per contributi agrari. L'accusa sostiene che il ricorrente, mediante false attestazioni (mendacio) nella procedura di concessione in affitto del fondo promossa da "Calabria Verde" e nelle Domande Uniche di Pagamento (DUP) rivolte ad AGEA/ARCEA, si è posto nelle condizioni per percepire indebitamente aiuti. La questione giuridica centrale è se la falsità relativa alla prima procedura (concessione in affitto) possa estendersi automaticamente alla seconda (DUP/erogazione dei contributi) oppure se occorra dimostrare una attività decettiva anche nei confronti dell'ente erogatore o un collegamento funzionale tra le due procedure.

La decisione

La Corte di Cassazione ha ritenuto il ricorso fondato: ha annullato l'ordinanza impugnata e ha rinviato per nuovo giudizio al Tribunale di Catanzaro. La Cassazione ha rilevato che il Tribunale del riesame non si è uniformato ai principi già stabiliti nella precedente sentenza (10/01/2024) che aveva chiesto di chiarire se la falsa attestazione fosse stata resa anche in sede di DUP o se esistesse un collegamento per cui "Calabria Verde" svolgesse anche l'istruttoria per AGEA/ARCEA. Il Tribunale di rinvio aveva affermato un "unico disegno criminoso" senza fornire i chiarimenti richiesti dalla Cassazione; perciò la decisione è stata annullata e rinviata per un nuovo esame conforme alle indicazioni della Corte suprema.

Norme richiamate

  • art. 321 co. 2 cod. proc. pen.

    Norma che disciplina il sequestro preventivo finalizzato alla confisca; applicata quale base procedurale per bloccare somme ritenute provento dei reati contestati.

  • art. 240 cod. pen.

    Richiamato nel contesto della disciplina della confisca e dei beni oggetto di misure patrimoniali connesse a reati.

  • art. 322 ter e art. 640 quater cod. pen.

    Norme riferite ai reati contro il patrimonio e agli artticoli connessi alla frode informatica/falsa documentazione; richiamate a cornice dei delitti che giustificavano il sequestro.

  • art. 81 co. finale e art. 640 bis cod. pen.

    Articolazioni relative alla responsabilità per il reato continuato/concorsuale e alla truffa aggravata ovvero al delitto di frode nell'ottenimento di erogazioni pubbliche; utilizzate per definire i capi di imputazione contestati.

  • art. 61 n. 2 e art. 483 cod. pen.

    Richiami alle circostanze aggravanti (art. 61 n.2) e alla falsità in atti pubblici o amministrativi (art. 483) come elementi del quadro accusatorio.

  • art. 76 DPR 445/2000

    Disciplina le conseguenze penali delle false attestazioni in documenti amministrativi; rilevante per valutare la rilevanza penale delle dichiarazioni rese nelle istanze amministrative.

  • art. 23 co. 8 D.L. n. 137/2020 e art. 8 D.L. 198/2022

    Norme procedurali riferite alla trattazione del ricorso con contraddittorio scritto (modalità specifiche di trattazione del ricorso).

  • art. 627 cod. proc. pen.

    Richiama l'obbligo del giudice di adeguarsi ai principi di diritto stabiliti dalla Corte di Cassazione nella sentenza rescindente; la Corte ha censurato il mancato adeguamento del Tribunale del riesame.

  • art. 324, comma 51 cod. proc. pen.

    Richiamato in relazione alla competenza del giudice a cui rinviare per nuovo giudizio (testo della sentenza), indicazione procedurale di competenza per il nuovo esame.

Massime di principio

  • La falsità accertata in una procedura amministrativa non si estende automaticamente ad altre procedure autonome: occorre prova di falsità anche nella specifica istanza rivolta all'ente erogatore (AGEA/ARCEA) o di un collegamento funzionale oggettivo tra le istruttorie.
  • Per disporre il sequestro preventivo per confisca delle somme occorre che il fumus commissi delicti sia adeguatamente motivato con riferimento ai fatti specifici e non su generalizzazioni o su una presunta "unicità" del disegno criminoso senza prova del nesso tra le procedure.
  • Il giudice di rinvio deve uniformarsi puntualmente ai quesiti e alle indicazioni della Cassazione in sede di annullamento con rinvio; decisioni che non colmano le lacune indicate dalla Corte sono annullabili.
  • In presenza di procedimenti amministrativi distinti, la prova del nesso funzionale può essere fornita dimostrando che l'istruttoria per l'erogazione dei contributi era effettivamente rimessa a terzi (es. "Calabria Verde") senza ulteriori controlli da parte dell'ente erogatore, oppure che la falsa attestazione è stata ripetuta anche nella DUP.
  • Il ricorso contro misure reali (sequestri) può avere successo se il giudice non indica in modo specifico e circostanziato come le dichiarazioni false hanno inciso direttamente sull'erogazione delle somme contestate.
  • In casi analoghi è fondamentale esaminare separatamente ogni atto amministrativo e verificare chi aveva la responsabilità istruttoria e di controllo per stabilire la rilevanza penale delle dichiarazioni.

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