Cassazione Penale, Sentenza n. 40507/2024 del 05/11/2024
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
Impugnazione avverso l'ordinanza che aveva dichiarato inammissibile l'istanza di riesame proposta da A.C. contro l'ordinanza di custodia cautelare del 9/05/2024 (misura disposta il 05/02/2024 dal GIP del Tribunale di Benevento per il reato di cui all'art. 612-bis c.p.), nell'ambito di un conflitto di competenza tra Tribunale di Benevento e Tribunale di Avellino. Il ricorrente sosteneva che il provvedimento di "conferma" della custodia (o la sua ricognizione) adottato in seguito alla risoluzione del conflitto dovesse essere considerato autonomo e impugnabile ai sensi dell'art. 309 c.p.p., e che il termine per proporre il riesame dovesse decorrere, anche nella fattispecie, secondo le regole di cui all'art. 32, comma 3, c.p.p.
La decisione
La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha ritenuto che, una volta che la Suprema Corte abbia stabilito la competenza del giudice che originariamente emise la misura, l'ordinanza originaria si stabilizza e il termine per proporre il riesame decorre dalla comunicazione dell'estratto della sentenza che ha risolto il conflitto (nella specie notificata al ricorrente il 15/04/2024). L'istanza di riesame depositata il 09/05/2024 risultava quindi tardiva rispetto al termine di cui all'art. 309 c.p.p. Il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali ai sensi dell'art. 616 c.p.p.; non è stata disposta la sanzione pecuniaria a favore della cassa delle ammende. È stato altresì disposto che, in caso di diffusione del provvedimento, vadano omessi generalità e dati identificativi in ossequio all'art. 52 d.lgs.196/2003.
Norme richiamate
Indica il delitto per il quale è stata disposta la custodia cautelare oggetto del procedimento.
prevede la provvisoria persistenza di efficacia della misura anche nel caso in cui il giudice che la dispone solo «successivamente» ad essa si dichiari incompetente
La Corte interpreta l'art. 27 come meccanismo che consente la persistenza provvisoria della misura quando sorge un problema di competenza, evitando che l'ordinanza originaria perda automaticamente efficacia fino alla determinazione definitiva della competenza.
articolo 32, comma 3, cod. proc. pen.
il termine di 20 giorni previsto dall'articolo 27 predetto decorre, in caso di conflitto negativo di competenza, dalla comunicazione dell'estratto della sentenza emessa dalla Suprema Corte volto a risolverlo
Stabilisce quando decorre il termine per la rinnovazione della misura in caso di conflitto di competenza; la Corte ha applicato tale criterio per determinare il dies a quo rilevante ai fini della tempestività dell'istanza di riesame.
articolo 309, commi 1 e 3, cod. proc. pen.
termine dei dieci giorni previsto dall'art. 309, commi 1 e 3, cod. proc. pen.
Regola il termine per proporre il riesame contro l'ordinanza di custodia cautelare; la Corte ha ritenuto che, quando l'ordinanza originaria si stabilizza per effetto della decisione della Cassazione, il termine di 10 giorni decorre dalla comunicazione dell'estratto della sentenza che ha risolto il conflitto.
Norma che pone a carico del ricorrente le spese del procedimento in caso di dichiarazione di inammissibilità; la Corte l'ha applicata per la condanna alle spese processuali.
art. 52 d.lgs.196/2003
Principio di riservatezza dei dati personali: la Corte ha disposto l'omissione delle generalità e dei dati identificativi in caso di diffusione del provvedimento.
art. 94, comma 1-ter, disp. att. cod. proc. pen.
Disposizione procedurale richiamata per gli adempimenti a cura della cancelleria a seguito della sentenza.
Massime di principio
- Se un giudice emette una ordinanza di custodia e poi si dichiara incompetente, la misura può comunque permanere provvisoriamente in base all'art. 27; la sua definitiva efficacia dipende dalla successiva risoluzione del conflitto di competenza.
- Quando la Corte di Cassazione o altro giudice competente assegna definitivamente la competenza al giudice che originariamente emise la misura, l'ordinanza originaria si stabilizza e il termine per impugnare il riesame decorre dalla comunicazione dell'estratto della sentenza che ha risolto il conflitto.
- Se il ricorrente intende contestare la legittimità della misura adottata dal giudice che si è dichiarato incompetente, può scegliere tra impugnare tempestivamente l'ordinanza iniziale o attendere la decisione sul conflitto: in quest'ultimo caso il dies a quo per proporre il riesame può risultare la notifica dell'estratto della decisione che stabilizza la competenza.
- Se il giudice competente, entro i termini di legge, adotta un nuovo provvedimento rinnovando la misura, quest'ultimo diventa il titolo cautelare principale e sostituisce l'ordinanza originaria; le impugnazioni possono divenire prive di effetto se il titolo viene tempestivamente sostituito.
- Per tutelarsi, l'interessato deve monitorare i termini processuali collegati sia all'ordinanza originaria sia alle eventuali decisioni sulla competenza e valutare l'opportunità di proporre impugnazioni immediate o di attendere la stabilizzazione del quadro processuale.
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