Cassazione Penale, Sentenza n. 34951/2025 del 27/10/2025
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
Impugnazione dell'ordinanza di riesame che aveva confermato gli arresti domiciliari: il ricorrente denunciava mancata autonoma valutazione degli elementi difensivi (in particolare una consulenza tecnica e sentenze tributarie favorevoli), carente e contraddittoria motivazione sui gravi indizi di colpevolezza, insufficiente e non attuale valutazione del pericolo di reiterazione del reato (anche in ragione della cessazione delle cariche sociali e del tempo intercorso) e mancanza di adeguata motivazione circa la scelta della misura cautelare custodiale senza aver esaurito misure meno gravose.
La decisione
Il ricorso per cassazione è stato respinto come infondato. La Corte ha ritenuto che il Tribunale del riesame avesse correttamente preso in considerazione e confutato la consulenza difensiva e gli altri elementi prospettati dalla difesa, operando una valutazione autonoma e non meramente riproduttiva del provvedimento di primo grado. Ha confermato l'esistenza di gravi indizi in relazione a plurimi episodi di bancarotta fraudolenta e reati tributari, ricostruendo unitariamente una strategia distrattiva e dissipativa posta in essere dal gruppo societario riconducibile ai Molinari. Quanto al pericolo di reiterazione, la Corte ha ritenuto motivata la valutazione del Tribunale, fondata sulla continuità e spregiudicatezza delle condotte, sulla dimostrata capacità organizzativa e sulla possibile strumentalizzazione di reti societarie anche estere, per cui la misura custodiale era proporzionata e necessaria rispetto ad alternative meno afflittive.
Norme richiamate
riconoscimento della responsabilità concorrente tra più soggetti per i reati contestati
d.lgs. n. 14/2019 (indicatori di bancarotta fraudolenta), artt. 322 e 329
art. 322 commi 1 e 3; art. 329 commi 1 e 2
le fattispecie di bancarotta fraudolenta per distrazione e documentale sono state ritenute sussistenti in presenza di cessioni e accolli privi di contropartita reale e di sistematiche omissioni fiscali
legge fallimentare (norme anteriori), artt. 216 e 223
art. 216 commi 1, n.1,2 e 3; art. 223 commi 1 e 2
riferimento storico alle fattispecie di bancarotta ora disciplinate dal d.lgs. 14/2019
d.lgs. n. 74/2000, art. 2 comma 1 e art. 10‑quarter comma 2
contestazione di reati tributari connessi a fatture per operazioni inesistenti e compensazioni con crediti fittizi
codice civile, artt. 2403, 2403‑bis e 2409
omissioni dei sindaci lamentate in relazione al mancato impedimento del dissesto societario
codice di procedura penale, art. 292 comma 2
doglianza sulla presunta nullità del provvedimento per mancata autonoma valutazione degli "elementi forniti dalla difesa"; la Corte precisa il contenuto limitato di tale nozione
codice di procedura penale, art. 309 comma 9
norma sul riesame e sui criteri motivazionali applicabili al giudizio cautelare
codice di procedura penale, art. 606 comma 1 (lett. b, c, e)
norme sulle censure proponibili in cassazione e relative modalità di deduzione
codice di procedura penale, art. 274 comma 1 lett. c) e art. 275
criteri per la valutazione delle esigenze cautelari (pericolo di reiterazione) e per l'idoneità/proporzionalità della misura; la Corte ha ritenuto che il giudice di merito abbia applicato correttamente tali principi
disposizioni transitorie codice proc. pen., art. 173 disp. att.
riferimento procedurale alla modalità di motivazione del ricorso e dei limiti della memoria difensiva
Massime di principio
- Il giudice della cautela e il tribunale del riesame devono valutare autonomamente gli elementi difensivi oggettivi e "concludenti", ma non sono obbligati a rielaborare puntualmente ogni argomentazione difensiva o a condividere interpretazioni alternative non oggettive
- La valutazione dei gravi indizi può fondarsi su una lettura unitaria e non parcellizzata del materiale probatorio: operazioni societarie, pagamenti preferenziali, omissioni fiscali e distrazioni patrimoniali possono concorrere a ricostruire una strategia unitaria illecita
- Il pericolo di reiterazione può essere motivato anche dalla continuità e programmazione delle condotte, dalla professionalità dimostrata e dalla capacità di avvalersi di reti societarie (anche all'estero), e non viene automaticamente escluso dalla mera cessazione formale delle cariche sociali
- Decisioni favorevoli in sede tributaria o valutazioni amministrative non vincolano il giudice penale, che può valorizzare indagini penali più approfondite
- La scelta di una misura custodiale deve rispettare idoneità, proporzionalità e adeguatezza; tuttavia, se il giudice di merito motiva che le esigenze cautelari non sono fronteggiabili con misure meno afflittive in ragione di elementi concreti, tale valutazione è di difficile sindacato in Cassazione
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