Cassazione Civile, Ordinanza n. 30504/2024 del 26/11/2024
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al ricorrente (contribuente)
La controversia
La controversia nasce da un avviso di classamento catastale con cui l'ufficio aveva riclassato un'unità immobiliare ai sensi dell'art. 1, comma 335, della legge n. 311 del 2004, nell'ambito di una revisione dei parametri catastali della microzona. La contribuente aveva impugnato l'atto, ma la Commissione tributaria regionale del Lazio aveva rigettato l'appello, ritenendo sufficiente una motivazione che richiamasse la norma applicata e il procedimento seguito. In cassazione la contribuente deduceva tre motivi: con i primi due denunciava la violazione e falsa applicazione dell'art. 1, comma 335, l. 311/2004 e dell'art. 7 l. 212/2000, nonché la nullità della sentenza per omessa pronuncia ex art. 112 c.p.c., sostenendo che il riclassamento catastale, in quanto esito di una revisione microzonale, richiedeva una motivazione specifica sugli elementi concreti riferiti al singolo immobile e non solo sulla disciplina astrattamente applicata; con il terzo motivo, assorbito, contestava ulteriori profili della decisione di merito. La ricorrente difendeva inoltre la tempestività del ricorso, evidenziando che la prima notificazione era stata tentata entro il termine, ma era andata a vuoto per un errore non imputabile a lei, poiché l'indirizzo dell'Ufficio risultava ancora quello vecchio nel sito dell'Agenzia; ricevutane notizia, aveva riattivato il procedimento notificatorio con tempestività mediante nuova notifica PEC.
La decisione
La Corte ha ritenuto tempestivo il ricorso, valorizzando il principio secondo cui, se la notificazione non va a buon fine per cause non imputabili al notificante, questi conserva gli effetti della richiesta originaria riattivando il procedimento con immediatezza, entro il limite della metà del termine di impugnazione. Nel merito ha accolto il primo e il secondo motivo, assorbito il terzo, affermando che l'avviso di classamento adottato ex art. 1, comma 335, l. 311/2004 non può essere motivato soltanto con il richiamo alla norma e al procedimento seguito, ma deve indicare gli elementi concreti che incidono sul diverso classamento della singola unità immobiliare, così da consentire al contribuente di comprendere le ragioni dell'atto. Poiché non erano necessari ulteriori accertamenti di fatto, la Corte ha cassato senza rinvio la sentenza impugnata e, decidendo nel merito, ha annullato l'atto di riclassamento. Le spese sono state compensate integralmente in ragione del consolidamento dell'orientamento giurisprudenziale e dell'intervento della Corte costituzionale.
Norme richiamate
art. 1, comma 335, legge 30 dicembre 2004, n. 311
Il riclassamento catastale disposto nell'ambito della revisione della microzona richiede una motivazione specifica riferita al singolo immobile, non essendo sufficiente il mero richiamo alla norma o al procedimento seguito.
art. 7, legge 27 luglio 2000, n. 212
L'atto tributario deve essere motivato in modo da rendere conoscibili al contribuente le ragioni concrete della pretesa.
L'omessa pronuncia su una censura ritualmente devoluta integra nullità della sentenza.
art. 61 d.P.R. n. 1142 del 1949
Richiamato dalla ricorrente a sostegno della censura sull'estimo catastale.
art. 360, primo comma, n. 3, c.p.c.
Parametro del motivo di ricorso per violazione e falsa applicazione di legge.
art. 360, primo comma, n. 4, c.p.c.
Parametro del motivo di ricorso per nullità della sentenza per omessa pronuncia.
È il termine di riferimento rispetto al quale, in caso di notifica non andata a buon fine per causa non imputabile, la riattivazione del procedimento notificatorio deve avvenire entro la metà del termine.
Non citato espressamente nel testo come norma applicata, ma il tema probatorio emerge nella verifica della causa non imputabile del mancato perfezionamento della notifica.
Massime di principio
- In caso di notificazione di un atto processuale non andata a buon fine per cause non imputabili al notificante, gli effetti della richiesta originaria si conservano se la parte riattiva il procedimento con immediatezza e completa la notifica entro un termine pari alla metà di quello previsto per l'impugnazione, salvo circostanze eccezionali provate rigorosamente.
- Nel riclassamento catastale effettuato ex art. 1, comma 335, l. n. 311/2004, la motivazione non può esaurirsi nel richiamo alla revisione della microzona e alla disciplina applicata: l'atto deve esporre gli elementi concreti, riferiti alla singola unità immobiliare, che giustificano il diverso classamento.
- Quando il provvedimento catastale è fondato su valutazioni generali della microzona, occorre comunque un raccordo motivazionale tra il mutato assetto dei valori medi e la specifica posizione del bene, così da consentire al contribuente un'effettiva difesa.
- Se la carenza di motivazione dell'atto emerge in modo tale da non richiedere ulteriori accertamenti di fatto, la Corte di cassazione può cassare senza rinvio e decidere nel merito annullando l'atto impugnato.
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