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Cassazione Penale, Ordinanza n. 30525/2026 del 10/08/2026

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

INAMMISSIBILITA

Favorevole al resistente (pubblico ministero)

La controversia

L'imputato ha proposto ricorso per cassazione avverso la sentenza della Corte di appello di Bologna che aveva confermato la condanna a sei mesi di reclusione pronunciata dal Tribunale di Bologna. Il ricorso deduceva violazione di legge e vizio di motivazione per la mancata applicazione della causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto di cui all'art. 131-bis c.p. In concreto, la Corte territoriale aveva valorizzato, da un lato, il fatto che l'imputato fosse in possesso di un permesso di soggiorno rilasciato dalla Repubblica Federale di Germania con divieto di allontanarsi da quello Stato, e aveva ritenuto implausibile la giustificazione fornita; dall'altro, con riferimento al reato in materia di armi, aveva richiamato che in passato all'imputato era già stato contestato il medesimo reato e che il porto abusivo riguardava due lame distinte. La censura mirava, in sostanza, a ottenere una diversa valutazione di tali elementi ai fini dell'applicazione dell'art. 131-bis c.p.

La decisione

La Corte di cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso. Ha ritenuto manifestamente infondate le doglianze sulla particolare tenuità del fatto, osservando che la Corte territoriale aveva fatto corretto riferimento ai principi consolidati e aveva fornito una motivazione adeguata e coerente sul diniego del beneficio, con specifico riguardo sia alla posizione del titolo di soggiorno tedesco sia alla contestazione in materia di armi e al porto abusivo di due lame distinte. Le censure erano dirette a sollecitare una diversa lettura del materiale valutativo, operazione non consentita in sede di legittimità. Conseguentemente, il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e della somma di euro 3.000 alla Cassa delle ammende.

Norme richiamate

  • art. 131-bis c.p.

    La causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto non era applicabile nel caso concreto, perché la motivazione della Corte territoriale sul diniego era ritenuta congrua, coerente e conforme ai principi di legittimità.

  • art. 13, comma 13, d.lgs. 286/1998

    Norma incriminatrice contestata all'imputato; la sentenza non ne sviluppa il contenuto, limitandosi a registrare la conferma della condanna per tale reato.

  • art. 4 l. 110/1975

    Norma incriminatrice contestata in materia di armi; la sentenza non ne sviluppa il contenuto, limitandosi a registrare la conferma della condanna per il porto abusivo di due lame distinte.

  • art. 616 c.p.p.

    È la base della condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali e della somma in favore della Cassa delle ammende in conseguenza dell'inammissibilità del ricorso.

Massime di principio

  • Il diniego della particolare tenuità del fatto è correttamente motivato quando il giudice di merito valorizza elementi concreti idonei a escludere l'esiguità dell'offesa e la non occasionalità della condotta, purché la risposta sia coerente e ancorata ai dati del caso.
  • In sede di legittimità non è consentito trasformare il motivo di ricorso in una richiesta di rivalutazione del merito, quando la censura si risolve nella mera contrapposizione di una lettura alternativa degli elementi già esaminati dal giudice di appello.
  • La particolare tenuità del fatto può essere esclusa anche in presenza di più indici sintomatici negativi, come la non plausibilità della spiegazione offerta dall'imputato e la reiterazione o analogia della condotta rispetto a precedenti contestazioni.
  • La motivazione sul diniego dell'art. 131-bis c.p. è sufficiente se richiama in modo specifico le circostanze del fatto e consente di comprendere perché la soglia di lieve offensività non sia stata raggiunta.

Come è indicizzato

MaterieImpugnazioniFavoreggiamento dell'immigrazione clandestinaDetenzione di armi
RamiProcesso penaleImmigrazioneArmi
IstitutiParticolare tenuità del fatto

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