Cassazione Civile, Ordinanza n. 23597/2024 del 03/09/2024
Sintesi
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Favorevole al ricorrente (contribuente)
La controversia
Il contribuente aveva impugnato davanti al giudice tributario l'estratto di ruolo riferito a una cartella esattoriale concernente IRPEF 1995 e contributo sanitario nazionale per il medesimo anno. I giudici di merito avevano rigettato l'impugnazione e la decisione era stata confermata in appello. In cassazione il ricorrente articolava due motivi: con il primo denunciava omessa pronuncia/omesso esame su ulteriori doglianze relative a prescrizione, decadenza della pretesa impositiva e tardività dell'iscrizione a ruolo; con il secondo contestava la validità della notificazione della cartella eseguita direttamente a mezzo posta dall'agente della riscossione, senza indicazione nell'avviso di ricevimento del familiare convivente che aveva ricevuto materialmente l'atto, deducendo anche questione di legittimità costituzionale dell'art. 26, comma 1, del d.P.R. n. 602 del 1973. Nel corso del giudizio di legittimità è intervenuta la novella dell'art. 12 del d.P.R. n. 602 del 1973 che ha escluso l'impugnabilità dell'estratto di ruolo, salvo specifici casi di pregiudizio tassativamente indicati.
La decisione
La Corte ha ritenuto applicabile al processo la sopravvenuta disciplina che ha stabilito l'inimpugnabilità dell'estratto di ruolo e la proponibilità della diretta impugnazione del ruolo/cartella solo nei casi in cui il debitore dimostri uno specifico pregiudizio: partecipazione a procedure di appalto, riscossione di somme da pubbliche amministrazioni mediante verifiche ex art. 48-bis, oppure perdita di un beneficio nei rapporti con una pubblica amministrazione. Poiché il ricorrente non ha allegato né dimostrato uno di tali pregiudizi, la Corte ha escluso il suo interesse ad agire contro l'estratto di ruolo. Ha quindi cassato senza rinvio la sentenza impugnata e ha compensato le spese di tutti i gradi di giudizio per sopravvenuta novità normativa durante il giudizio di cassazione.
Norme richiamate
memoria ai sensi dell'art. 380 bis.1 c.p.c.
richiamato solo in relazione al deposito della memoria nel procedimento di cassazione
art. 360, comma 1, n. 3 c.p.c.; art. 360 n. 5 c.p.c.
norma indicata come parametro dei motivi di ricorso per cassazione
con riguardo all'art. 112 c.p.c.
evocato per denunciare omessa pronuncia/violazione del principio di corrispondenza tra chiesto e pronunciato
art. 24 Cost.
relativo agli artt. 24 e 111 della Costituzione
richiamato come parametro costituzionale a sostegno delle censure difensive
art. 111 Cost.
relativo agli artt. 24 e 111 della Costituzione
richiamato come parametro costituzionale a sostegno delle censure difensive
richiamata nel primo motivo in relazione alle eccezioni di prescrizione/decadenza
richiamato nel secondo motivo in relazione alla dedotta prescrizione
richiamato nel secondo motivo in relazione alla notificazione della cartella
evocata per contestare la notificazione postale della cartella
art. 7 della legge n. 890 del 1982
richiamato quale modello procedurale che il ricorrente riteneva dovesse applicarsi anche alla notifica postale diretta della cartella
art. 26, comma 1, d.P.R. n. 602/1973
art. 26 comma 1 del d.P.R. n. 602 del 1973
norma oggetto di questione di legittimità costituzionale e disciplina della notificazione della cartella da parte dell'agente della riscossione
art. 12, comma 4-bis, d.P.R. n. 602/1973
introdotto dal d.l. n. 146/2021 conv. in L. n. 215/2021; ha previsto l'inimpugnabilità dell'estratto di ruolo e i casi tassativi di impugnazione di ruolo e cartella
art. 80, comma 4, d.lgs. n. 50/2016
art. 80, comma 4, del codice dei contratti pubblici, di cui al d.lgs. 18 aprile 2016, n. 50
richiamato come uno dei casi in cui l'iscrizione a ruolo può arrecare specifico pregiudizio rilevante ai fini dell'impugnazione
art. 1, comma 1, lett. a), d.M. 18 gennaio 2008, n. 40
art. 1, comma 1, lettera a), del regolamento di cui al decreto del Ministro dell'economia e delle finanze 18 gennaio 2008, n. 40
richiamato nel contesto delle verifiche sulle somme dovute da pubbliche amministrazioni
art. 48-bis d.P.R. n. 602/1973
verifiche di cui all'art. 48-bis del presente decreto
richiamato come ulteriore ipotesi di pregiudizio specifico rilevante ai fini dell'impugnazione
art. 3-bis del d.l. n. 146/21
ha inserito la disciplina sopravvenuta sull'estratto di ruolo nell'art. 12 del d.P.R. n. 602/1973
inserito in sede di conversione dalla legge n. 215/21
legge di conversione che ha introdotto la novella sull'estratto di ruolo
Massime di principio
- L'estratto di ruolo non è autonomamente impugnabile; la tutela del debitore deve concentrarsi sull'atto successivo della riscossione, salvo i casi eccezionali espressamente previsti dalla legge.
- La diretta impugnazione del ruolo o della cartella asseritamente non notificata o invalidamente notificata è ammessa solo se il contribuente dimostra uno specifico e concreto pregiudizio tra quelli tipizzati dalla norma sopravvenuta.
- La novella che limita l'impugnazione dell'estratto di ruolo si applica anche ai giudizi pendenti in cassazione.
- In mancanza della dimostrazione del pregiudizio tipizzato, il contribuente difetta di interesse ad agire contro l'estratto di ruolo, con conseguente caducazione della decisione che aveva esaminato nel merito l'impugnazione.
- Quando interviene una disciplina sopravvenuta che incide sull'ammissibilità dell'azione, la Corte può cassare senza rinvio la sentenza impugnata se il vizio determina l'impossibilità di proseguire l'esame nel merito.
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