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Sentenza

Sentenza del 19/10/2020 n. 22685 - Corte di Cassazione

Giurisprudenza tributaria

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

Prevale il privato

La controversia

La controversia riguarda 124 avvisi di accertamento suppletivo IVA all'importazione e 124 provvedimenti sanzionatori per gli anni 1997-1999, contestati dall'A.D. sulla base dell'illegittima utilizzazione di plafond IVA riconducibili allo status di esportatore abituale, presumibilmente acquisito mediante un sistema di frodi carosello e società cartiere. In primo grado la CTP aveva accolto i ricorsi della contribuente per decadenza e difetto di motivazione; la CTR aveva riformato accogliendo l'appello dell'A.D., ritenendo tempestivi e ben motivati gli atti e fondato l'accertamento sulla sussistenza di una 'colossale operazione fraudolenta' ricostruita nel PVC e in altre evidenze. La società ha proposto ricorso per cassazione con otto motivi.

La decisione

La Corte di cassazione ha dichiarato ammissibile e fondato solo il motivo n.5 (omesso esame di un fatto storico, decisivo e oggetto di discussione): la CTR non ha valutato il fatto controverso e decisivo relativo al mantenimento, in capo alla ricorrente, del plafond IVA per le annualità 1997 e 1998 e della conseguente possibilità di effettuare acquisti in regime di sospensione IVA. Per ciò ha cassato la sentenza impugnata limitatamente a questo profilo (assorbendo il motivo n.8 relativo alle sanzioni) e ha rinviato la causa alla Commissione Tributaria Regionale del Lazio in diversa composizione per nuovo esame. Gli altri motivi di ricorso sono stati rigettati o dichiarati inammissibili; le spese del giudizio di legittimità saranno regolate dal giudice di rinvio.

Norme richiamate

Massime di principio

  • Il verbale di constatazione (PVC) ha diversi livelli di attendibilità: gode di fede privilegiata per i fatti materialmente accertati dal pubblico ufficiale; contiene dichiarazioni rese da terzi che fanno fede fino a prova contraria, purché siano specificate le fonti di conoscenza per consentire il controllo.
  • Nel processo tributario il divieto di prova testimoniale (art. 7 d.lgs. 546/1992) non esclude l'utilizzo, a valore indiziario, di dichiarazioni rese da terzi fuori dal processo; tali dichiarazioni vanno valutate congiuntamente ad altri elementi probatori.
  • La riforma dell'art. 360 c.p.c. (2012) ha ristretto il sindacato di legittimità in Cassazione: sono ammissibili censure per omesso esame di fatti storici decisivi che risultino dagli atti e dal testo della sentenza e che, se esaminati, avrebbero potuto determinare diverso esito.
  • L'omessa pronuncia su questione di diritto non richiedente accertamenti di fatto può essere sanata dalla Corte di cassazione enunciando le ragioni giuridiche della decisione, evitando il rinvio se il diritto è già risolvibile in sede di legittimità.
  • L'efficacia vincolante di una sentenza tributaria sugli anni successivi riguarda solo elementi costitutivi tendenzialmente permanenti: non vincola quando l'accertamento si fonda su fatti variabili nel tempo (es. esistenza di fatturazioni inesistenti o diversa composizione di rapporti commerciali tra anni).
  • Il principio comunitario di contrasto all'abuso del diritto può limitare gli effetti di giudicati nazionali che ostacolerebbero l'applicazione del diritto UE in materia IVA; la certezza del diritto non può impedire il perseguimento dell'effettività del sistema armonizzato.
  • In caso di contestazione di plafond IVA acquisiti tramite meccanismi fraudolenti, il giudice deve valutare separatamente se il diritto al plafond sia effettivamente conservato nel periodo successivo o se l'illegittimità originaria produce effetti anche sugli anni successivi.

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