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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 21682/2023 del 22/05/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Il ricorso impugnava l'ordinanza del Tribunale del riesame di Catanzaro del 9/12/2022 che aveva annullato il decreto di sequestro preventivo delle insegne e dei marchi riconducibili a Stanleybet (ordinanza che disponeva la restituzione dei beni al terzo Daniele Grasso). Il Procuratore denunciava violazioni di legge (art. 606, lett. b) e c), cod. proc. pen.) deducendo errori di diritto: inosservanza degli artt. 322 e 324 cod. proc. pen. in relazione all'ammissibilità del riesame proposto da terzi (sostenendo che il terzo non può contestare i presupposti cautelari ma solo la titolarità del bene e l'assenza di rapporti concorrenti), e errata applicazione delle norme sul reato relativo alle scommesse (art. 4, comma 4-bis, legge 401/1989 e commi 643-644 legge 190/2014), con riferimento alla mancata partecipazione della società alla procedura di regolarizzazione.

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile per mancata specificità estrinseca e genericità: il ricorso non si è confrontato puntualmente con la motivazione dell'ordinanza impugnata ma ha rimesso argomentazioni relative a provvedimenti emessi nei confronti di altri terzi (Fortugno, Magliocco), e non ha fornito elementi specifici sulle ragioni per ripristinare il sequestro nei confronti di Grasso (mancata indicazione del nesso tra i fatti contestati e l'operatività del terzo, che esercita in un territorio diverso da quello indicato nell'imputazione). La Corte ha altresì rilevato che il provvedimento impugnato aveva esaminato le produzioni difensive relative a presunte discriminazioni nella procedura di regolarizzazione. Conseguenza: ricorso del Pubblico Ministero dichiarato inammissibile; resta efficace l'ordinanza del Tribunale del riesame che aveva annullato il sequestro e disposto la restituzione dei beni al terzo.

Norme richiamate

  • art. 606, lett. b) e c., cod. proc. pen.

    art. 606, lett. b) e c., cod. proc. pen.

    Norma richiamata dal ricorrente come criterio di cassazione per dedurre vizi di diritto; la Corte valuta la struttura e la specificità dei motivi ma dichiara il ricorso inammissibile per carenza di correlazione con la motivazione impugnata.

  • artt. 322 e 324, cod. proc. pen.

    artt. 322 e 324 cod. proc. pen.

    Norme relative alla legittimazione e ai poteri del terzo nei confronti del sequestro; il procuratore ha contestato l'operato del riesame sulla base di tali articoli, ma la Corte ha ritenuto che il ricorso non abbia specificamente confutato la motivazione che aveva ammesso il riesame del terzo.

  • art. 4, comma 4-bis, legge 13 dicembre 1989, n. 401

    art. 4, comma 4-bis, legge n. 401 del 1989

    Norma sostanziale che disciplina il reato connesso all'esercizio irregolare dell'attività di raccolta scommesse; il ricorrente sosteneva un'errata applicazione, ma la Corte non ha esaminato il merito per inammissibilità formale del ricorso.

  • commi 643 e 644, legge n. 190 del 2014

    commi 643 e 644, legge n. 190 del 2014

    Riferimenti alla disciplina della regolarizzazione/autorità amministrative collegate al settore delle scommesse; il ricorrente eccepiva che la mancata partecipazione alla regolarizzazione dovesse incidere sulla sussistenza del reato, ma la Corte non è entrata nel merito per carenza di specificità del gravame.

  • artt. 581 e 591, cod. proc. pen.

    artt. 581 e 591 cod. proc. pen.

    Norme richiamate nella motivazione circa i requisiti formali dell'impugnazione; la Corte ha applicato il principio che i motivi di cassazione devono confrontarsi puntualmente con le ragioni della decisione impugnata e indicare elementi di fatto e diritto in modo specifico.

  • artt. 81 e 110, cod. pen.

    Norme penali richiamate nell'imputazione (concorso di persone nel reato); citate nel capo di imputazione ma non decisive nella decisione di inammissibilità del ricorso.

  • art. 88, r.d. 18 giugno 1931, n. 773

    art. 88 r.d. 18 giugno 1931, n. 773

    Norma amministrativa relativa alla licenza per l'esercizio delle scommesse, richiamata nel dibattito sull'eventuale responsabilità penale collegata all'esercizio dell'attività senza autorizzazione; la questione sostanziale non è stata trattata dalla Corte di Cassazione per inammissibilità del ricorso.

Massime di principio

  • In sede di ricorso per cassazione è essenziale confrontare puntualmente i motivi con la motivazione dell'atto impugnato: la mancanza di specificità estrinseca determina inammissibilità.
  • Il terzo proprietario di beni sequestrati può proporre riesame, ma nelle impugnazioni successive le parti devono spiegare specificamente il nesso tra i fatti contestati e l'interesse/operatività del terzo; contestazioni generiche o riferite ad altri procedimenti sono inammissibili.
  • Per ottenere il ripristino di un sequestro nei confronti di un terzo è necessario che l'atto di gravame illustri le ragioni di fatto e di diritto che giustificano la misura cautelare sul terzo (nexus territoriale, rapporto concorsuale con l'indagato, specifiche esigenze cautelari).
  • Le questioni di merito relative all'applicazione di norme penali o amministrative (es. regolarizzazione/licenza) possono essere valutate solo se l'impugnazione soddisfa i requisiti formali di specificità e ricondurre i motivi alla motivazione impugnata.
  • Non è efficace in cassazione fondare il ricorso prevalentemente su decisioni o motivazioni relative a provvedimenti emessi nei confronti di altre parti: occorre argomentare contro le ragioni esposte nel provvedimento specifico impugnato.

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