Salta al contenuto
Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 18072/2022 del 06/05/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Raffaele Riga era stato condannato dal Tribunale di Vibo Valentia per avere, il 23/05/2013, realizzato senza autorizzazione una recinzione perimetrale (pali in legno con rete metallica) e la messa a dimora di piante ornamentali entro 30 metri dal demanio marittimo (artt. 55 e 1161 cod. nav.) e, altresì, per avere effettuato tali lavori in zona sottoposta a tutela paesaggistica senza autorizzazione (artt. 142, comma 1, lett. a), 146, 181 d.lgs. n. 42/2004). In Cassazione l'imputato ha proposto tre motivi: 1) errore di diritto perché le recinzioni, per natura e dimensioni, non costituiscono nuova costruzione soggetta a permesso; 2) vizio di motivazione perché non è stata valutata documentazione che attesterebbe la datazione al 2002 e l'intervento di terzi (Roberto Murgia) autorizzato dal Comune; 3) estinzione del reato per prescrizione (art. 157 cod. pen.), essendo le opere ultimate molti anni prima della sentenza.

La decisione

La Corte ha ritenuto fondato e assorbente il terzo motivo: la prescrizione. Richiamando la giurisprudenza, ha distinto tra la permanenza del reato di arbitraria occupazione di demanio (che perdura fino a rilascio della concessione o sgombero) e la natura della "esecuzione" non autorizzata di opere nella fascia dei 30 metri, che si perfeziona e si esaurisce con l'ultimazione dell'opera. Analogamente, il reato paesaggistico di cui all'art. 181 d.lgs. 42/2004 cessa con l'ultimazione dei lavori. Poiché i reati erano stati accertati il 23/05/2013 e, in assenza di periodi di sospensione, al 09/10/2018 (data della sentenza impugnata) era decorso il termine massimo di cinque anni, la Corte ha annullato senza rinvio la sentenza impugnata perché i reati sono estinti per prescrizione.

Norme richiamate

  • art. 55 cod. nav.

    L'esecuzione non autorizzata di opere nella fascia dei 30 metri dal demanio marittimo si perfeziona con la realizzazione dell'opera e la relativa consumazione si esaurisce con l'ultimazione dei lavori; la permanenza del reato è circoscritta all'arco temporale dei lavori.

  • art. 1161 cod. nav.

    Usato insieme all'art. 55 per contestare opere non autorizzate in zona demaniale; la giurisprudenza distingue tra occupazione di demanio (permanente fino allo sgombero) e lavori eseguiti nella fascia di rispetto (si considerano ultimati con la fine dei lavori).

  • art. 142, comma 1, lett. a) d.lgs. n. 42/2004

    Norma sul vincolo paesaggistico richiamata per contestare la realizzazione di lavori senza la prescritta autorizzazione nelle aree tutelate.

  • art. 146 d.lgs. n. 42/2004

    Prevede le sanzioni per le violazioni al vincolo paesaggistico; interpretato con l'art. 181 in relazione alla consumazione delle opere.

  • art. 181 d.lgs. n. 42/2004

    Il reato paesaggistico, se realizzato mediante lavori, ha natura permanente ma la sua permanenza cessa con l'ultimazione dell'opera, salvo se vi siano sequestri o altre cause che prolunghino la situazione.

  • art. 157 cod. pen.

    Norma sulla prescrizione: la Corte ha ritenuto che, in assenza di sospensioni, il termine di prescrizione era decorso alla data della sentenza di primo grado, determinando l'estinzione dei reati.

  • art. 192 cod. proc. pen.

    Richiamato come parametro del vizio di motivazione invocato dal ricorrente (mancata valutazione di documentazione probatoria), ma non determinante poiché la questione della prescrizione è stata ritenuta risolutiva.

  • D.L. n. 137/2020, art. 23, comma 8

    Norma procedurale richiamata per la trattazione del ricorso in Cassazione secondo la disciplina emergenziale prevista.

Massime di principio

  • Occorre distinguere tra reato di occupazione del demanio e reato per esecuzione di opere nella fascia dei 30 metri: l\'occupazione perdura fino a rilascio/sgombero, mentre l\'esecuzione di opere si consuma con l\'ultimazione dei lavori; la decorrenza della prescrizione segue tale criterio.
  • Per i reati paesaggistici posti in essere tramite lavori, la consumazione e quindi il termine prescrizionale partono dall\'ultimazione dell\'opera, salvo sequestri o altre cause che interrompano/sospendano la prescrizione.
  • La prova dell\'epoca e della titolarità degli interventi (es. autorizzazioni comunali, datazione degli interventi, intervento di terzi) è decisiva: se il fatto è anteriore, può produrre effetti sul calcolo della prescrizione o sull\'attribuzione della responsabilità, ma va documentata e valutata puntualmente.
  • La dedotta natura minimale di una recinzione (manifestazione del diritto di proprietà e non nuova costruzione) può essere rilevante, ma non esclude automaticamente le responsabilità amministrative o penali se la normativa locale o il vincolo paesaggistico richiedono autorizzazione.
  • In presenza di possibili cause estintive come la prescrizione, il rimedio processuale più efficace può essere invocare direttamente l\'estinzione del reato; la Corte potrebbe non affrontare altri profili (es. vizi di motivazione) se la prescrizione risolve la controversia.

Testo integrale

Continua a leggere gratis

Crea il tuo account Trovanorma: leggi il testo integrale della pronuncia, apri l’originale e chiedi all’AI di applicarlo al tuo caso, con ogni fonte citata.

7 giorni di prova · Nessuna carta di credito

Hai già un account? Accedi

La sintesi è generata dall'AI di Trovanorma a partire dal testo pubblicato da Giurisprudenza penale, ha finalità informative e non sostituisce la lettura del documento né un parere professionale: fa fede il testo ufficiale.

Dal documento al tuo caso

Chiedi a Trovanorma cosa dice per il tuo caso

Descrivi i fatti: Trovanorma trova le norme, la prassi e le sentenze pertinenti, le mette in relazione e cita ogni fonte, che puoi aprire e verificare.