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Cassazione Civile, Ordinanza n. 33898/2024 del 22/12/2024

Giurisprudenza civile

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

ACCOGLIMENTO CON RINVIO

Favorevole al ricorrente (società)

La controversia

La lite nasce da avvisi di liquidazione/accertamento emessi per l'anno 2008 in relazione a occupazioni permanenti e temporanee di suolo pubblico provinciale mediante infrastrutture idriche a rete. La società contribuente ha contestato la debenza del canone richiesto, sostenendo di essere esentata o comunque non soggetto passivo: ha richiamato precedenti pronunce favorevoli sulla TOSAP, una sentenza del T.A.R. che avrebbe annullato il regolamento applicato agli avvisi e negato la legittimità del canone per occupazioni del sottosuolo con impianti a rete, nonché la circostanza di aver perso la titolarità sostanziale delle reti a favore del nuovo soggetto d'ambito. In Cassazione ha dedotto: 1) omessa pronuncia sull'eccezione di giudicato esterno derivante dalla sentenza del T.A.R.; 2) omessa pronuncia sull'eccezione di giudicato esterno derivante dalla precedente sentenza di Cassazione che aveva riconosciuto l'esenzione TOSAP; 3) motivazione illogica e travisamento; 4) violazione del regolamento provinciale in tema di estensione delle esenzioni TOSAP al canone; 5) violazione dell'art. 27 c.d.s. e del regolamento quanto ai presupposti e alla quantificazione del canone; 6) vizio motivazionale e omesso esame del fatto decisivo relativo alla mancanza, nell'anno 2008, della titolarità delle infrastrutture idriche e della qualità di soggetto passivo. Gli ulteriori motivi erano subordinati ai precedenti e riguardavano questioni rimaste assorbite nei gradi di merito.

La decisione

La Corte di cassazione ha accolto il primo, il secondo e il sesto motivo, assorbendo gli altri. Ha rilevato che la Corte d'appello non aveva deciso sulle eccezioni di giudicato esterno e che tali eccezioni erano proponibili e rilevabili d'ufficio; ha inoltre ritenuto decisivo il precedente di Cassazione sull'esenzione TOSAP e ha evidenziato che il giudice d'appello aveva erroneamente assorbito il tema della soggettività passiva della società, motivando in modo illogico. La sentenza impugnata è stata quindi cassata con rinvio alla Corte d'appello di Catania in diversa composizione, anche per le spese. È stato escluso l'obbligo di versamento dell'ulteriore contributo unificato.

Norme richiamate

  • art. 360 c.p.c.

    Le censure sono state veicolate come nullità della sentenza, violazione di legge e omesso esame di fatto decisivo, con scrutinio della Corte sui vizi di omessa pronuncia e motivazione.

  • art. 112 c.p.c.

    Il giudice di merito deve pronunciarsi sulle domande ed eccezioni ritualmente dedotte; l'omessa pronuncia integra vizio rilevante in cassazione.

  • art. 132 c.p.c.

    La motivazione deve essere esistente e non meramente apparente o illogica.

  • art. 324 c.p.c.

    Richiamato in relazione all'efficacia del giudicato.

  • art. 2909 c.c.

    Il giudicato esterno, una volta formatosi, preclude il riesame del punto deciso tra le stesse parti.

  • art. 124 disp. att. c.p.c.

    Richiamato per il deposito della sentenza sopravvenuta e della relativa certificazione.

  • art. 27 d.lgs. n. 285/1992

    Norma sul canone concessorio non ricognitorio per l'occupazione della sede stradale; la Corte richiama la necessità di verificare il concreto presupposto applicativo e il rapporto con eventuali esenzioni previste dal regolamento.

  • art. 49, lett. e), d.lgs. n. 507/1993

    La Corte richiama il precedente di legittimità che aveva riconosciuto l'esenzione TOSAP quando ricorrono i presupposti della devoluzione degli impianti a un ente pubblico territoriale.

  • art. 13 d.P.R. n. 115/2002

    1° co. quater; 1° co. bis

    In ragione dell'accoglimento del ricorso, non sussistono i presupposti per l'ulteriore contributo unificato.

Massime di principio

  • L'eccezione di giudicato esterno, per la sua rilevanza pubblicistica, può essere rilevata anche d'ufficio in ogni stato e grado del processo e non è soggetta alle preclusioni probatorie proprie delle prove nuove in appello.
  • Quando due giudizi tra le stesse parti riguardano il medesimo rapporto o una questione di fatto o di diritto costituente premessa logica indispensabile della decisione passata in giudicato, il punto già deciso non può essere riesaminato nel successivo giudizio.
  • Nei rapporti di durata, il giudicato formatosi su periodi diversi vincola solo per gli aspetti permanenti del rapporto e soltanto se il fatto costitutivo rimane identico.
  • Il giudice di merito incorre in vizio di omessa pronuncia se non si confronta con eccezioni di giudicato esterno ritualmente dedotte; tale omissione non può essere sanata da affermazioni generiche sull'assorbimento.
  • Una motivazione che assorba una questione decisiva senza confrontarsi con il fatto storico allegato dalla parte può integrare anomalia motivazionale censurabile in cassazione.
  • L'interpretazione di un regolamento che estende al canone concessorio il regime TOSAP deve misurarsi con il tenore letterale delle clausole di rinvio alle 'norme relative alla TOSAP' e con l'effettiva ampiezza dell'estensione prevista.
  • In materia di canoni per occupazione del suolo stradale, occorre verificare se il presupposto applicativo sia un utilizzo della sede stradale singolare e significativo, oppure un'occupazione che non ne preclude la generale fruizione; tale verifica può incidere sulla debenza del canone.
  • L'erroneo assorbimento di un motivo di appello che investe la soggettività passiva o la titolarità del rapporto tributario/patrimoniale può tradursi in vizio di motivazione quando il fatto dedotto sia decisivo per stabilire chi sia tenuto al pagamento.

Come è indicizzato

MaterieImpugnazioniProveInadempimento
RamiProcesso civileContrattiObbligazioni
SottomaterieRicorso per cassazione
IstitutiGiudicatoOnere della provaBuona fede e correttezza

Testo integrale

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