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Cassazione Civile, Ordinanza n. 33867/2024 del 22/12/2024

Giurisprudenza civile

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

RIGETTO

Favorevole al resistente (proprietari)

La controversia

La controversia nasce da due occupazioni di terreni di proprietà privata, una iniziata nel 1990 e l'altra nel 1992, sulle quali il Comune aveva realizzato un impianto sportivo polivalente senza tempestivo decreto di esproprio. Dopo che il provvedimento di acquisizione sanante ex art. 42-bis d.P.R. 327/2001 fu adottato nel 2013, il Comune liquidò una somma a titolo di indennizzo; i proprietari contestarono la quantificazione e chiesero una maggiore somma, deducendo anche la nullità/annullabilità del provvedimento ablatorio e della trascrizione. In appello la Corte territoriale ritenne la giurisdizione del giudice ordinario, respinse l'eccezione di decadenza, affermò che non vi era giudicato ostativo e rideterminò l'indennizzo valorizzando la destinazione urbanistica dell'area e il suo utilizzo intermedio, liquidando il valore venale e gli accessori. Il Comune ricorre per cassazione con sei motivi: 1) difetto di giurisdizione del giudice ordinario e competenza del giudice amministrativo, sostenendo che la domanda investisse l'illegittimità del provvedimento di acquisizione sanante; 2) violazione dell'art. 112 c.p.c. per avere la Corte d'appello dichiarato inammissibile la domanda di nullità/annullamento, senza però declinare la giurisdizione; 3) violazione del principio di corrispondenza tra chiesto e pronunciato per avere la Corte ordinato il deposito delle somme invece di pronunciarsi su una domanda di condanna al pagamento; 4) errata esclusione della decadenza, sostenendo l'applicabilità del termine di 30 giorni ex art. 54 d.P.R. 327/2001 e art. 29 d.lgs. 150/2011; 5) e 6) erronea determinazione del valore dei terreni, perché la Corte avrebbe dovuto considerarli inedificabili e applicare il valore agricolo medio, non il valore venale riferito al 2013, contestando anche l'interpretazione dell'art. 22 delle NTA del PRG.

La decisione

La Corte di cassazione ha rigettato il ricorso. Ha confermato che, quando la controversia riguarda solo la quantificazione dell'indennizzo dovuto per l'acquisizione sanante ex art. 42-bis, la giurisdizione appartiene al giudice ordinario e la competenza in unico grado spetta alla Corte d'appello; se invece si contesta in sé la legittimità del provvedimento ablatorio, la giurisdizione è amministrativa. Nel caso concreto, però, dalla domanda introduttiva risultava che la richiesta effettiva era la rideterminazione dell'indennizzo, mentre le domande di nullità/annullamento del provvedimento restavano sullo sfondo e prive di specifiche censure, sicché la Corte territoriale ha correttamente radicato la propria giurisdizione. È stata inoltre confermata la non applicabilità del termine decadenziale di 30 giorni: per la contestazione della liquidazione contenuta nel decreto ex art. 42-bis opera il termine ordinario di prescrizione decennale. La censura ex art. 112 c.p.c. è stata respinta perché la Corte d'appello non ha condannato il Comune al pagamento diretto ma ha ordinato il deposito presso la Ragioneria territoriale, come richiesto dalla natura del giudizio indennitario. Infine, è stata confermata la valutazione di merito sulla stima: per terreni con destinazione urbanistica a verde attrezzato/attività sportiva e con possibilità di utilizzazione intermedia non si applica il valore agricolo medio, ma il valore venale al momento dell'acquisizione sanante, con considerazione dell'effettiva potenzialità economica dell'area. Le spese del giudizio di legittimità sono state poste a carico del Comune ricorrente.

Norme richiamate

  • art. 42-bis d.P.R. n. 327/2001

    provvedimento di acquisizione sanante

    È un procedimento ablatorio speciale, non retroattivo, volto a ripristinare la legalità amministrativa con effetto ex nunc; quando si discute solo della quantificazione dell'indennizzo, la controversia appartiene alla giurisdizione ordinaria.

  • art. 53 d.P.R. n. 327/2001

    È richiamato come base della giurisdizione del giudice ordinario per la determinazione dell'indennizzo nelle ipotesi previste dal sistema espropriativo.

  • art. 54 d.P.R. n. 327/2001

    Il termine decadenziale previsto per l'opposizione alla stima definitiva dell'indennità di esproprio non si applica alla contestazione della liquidazione contenuta nel decreto di acquisizione sanante ex art. 42-bis.

  • art. 29 d.lgs. n. 150/2011

    La disciplina speciale dell'opposizione alla stima non si estende, in via analogica o estensiva, alla contestazione dell'indennizzo previsto dall'art. 42-bis; resta applicabile il termine ordinario di prescrizione.

  • art. 112 c.p.c.

    La Corte d'appello non ha pronunciato oltre o fuori dai limiti della domanda, perché si è limitata a liquidare l'indennizzo e a ordinare il deposito della differenza, coerentemente con la natura del giudizio.

  • art. 360, primo comma, n. 1, c.p.c.

    È il vizio processuale dedotto per la contestazione della giurisdizione.

  • art. 360, primo comma, n. 3, c.p.c.

    È il parametro usato per denunciare violazioni di legge sostanziale e processuale sui criteri di determinazione dell'indennizzo e sulla giurisdizione.

  • art. 360, primo comma, n. 4, c.p.c.

    È il parametro richiamato per denunciare nullità della sentenza per asserita violazione dell'art. 112 c.p.c.

  • art. 360, primo comma, n. 5, c.p.c.

    È invocato per il preteso omesso esame di fatti decisivi in tema di destinazione urbanistica e utilizzabilità dei terreni.

  • art. 1362 c.c.

    La Corte ribadisce che i criteri di interpretazione del contratto non si applicano automaticamente all'interpretazione della domanda giudiziale.

  • art. 1362 e seguenti c.c.

    Non sono il parametro corretto per interpretare la domanda giudiziale; l'interpretazione dipende dal petitum sostanziale e dalla causa petendi.

  • art. 22 NTA del PRG del Comune di Ripa Teatina

    La norma urbanistica è stata letta come indice di una utilizzabilità non meramente agricola dell'area, compatibile con una valutazione intermedia del bene.

  • Corte cost. n. 71/2015

    Ha ritenuto non fondate le questioni di legittimità costituzionale dell'art. 42-bis e ne ha chiarito la natura di procedimento ablatorio speciale finalizzato alla legalità ex nunc.

  • Corte cost. n. 181/2011

    È richiamata per affermare il superamento del criterio del valore agricolo medio nelle stime che debbano tenere conto del valore venale e delle potenzialità intermedie del bene.

Massime di principio

  • Nelle controversie relative al provvedimento di acquisizione sanante ex art. 42-bis d.P.R. 327/2001, la giurisdizione ordinaria sussiste quando l'oggetto del giudizio è solo la determinazione e corresponsione dell'indennizzo; la giurisdizione amministrativa resta invece ferma se si contesta in sé la legittimità del provvedimento ablatorio per carenza dei presupposti di legge.
  • L'interpretazione della domanda giudiziale va effettuata sul piano del petitum sostanziale, alla luce della causa petendi e del concreto contenuto dell'atto introduttivo; non si applicano, in via diretta, i criteri ermeneutici del contratto di cui agli artt. 1362 ss. c.c.
  • Le norme che prevedono termini di decadenza per l'opposizione alla stima dell'indennità di esproprio non sono estensibili o analogicamente applicabili alla diversa ipotesi dell'indennizzo liquidato nel decreto di acquisizione sanante, ove la legge non preveda espressamente un termine decadenziale.
  • Nel giudizio sulla quantificazione dell'indennizzo ex art. 42-bis, il giudice deve liquidare il valore del bene con riferimento alla data del provvedimento acquisitivo e alla sua concreta destinazione urbanistica ed economica, considerando anche possibili utilizzazioni intermedie tra agricola ed edificatoria.
  • Se l'area non è meramente agricola ma presenta una potenzialità di sfruttamento ulteriore e diversa, la stima non può essere ancorata al valore agricolo medio; occorre invece fare riferimento al valore venale del bene, avuto riguardo alla concreta disciplina urbanistica e alle caratteristiche fattuali del compendio.

Come è indicizzato

MaterieImpugnazioniProveEspropriazione forzataTitolo esecutivoContratto preliminareProprietà
RamiProcesso civileEsecuzioniImmobiliareDiritti realiResponsabilità civile
SottomaterieRicorso per cassazione
IstitutiOnere della provaGiudicatoNullitàBuona fede e correttezza

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