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Sentenza

Sentenza del 05/04/2019 n. 9590 - Corte di Cassazione

Giurisprudenza tributaria

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

Prevale il privato

La controversia

L'Agenzia delle Entrate aveva contestato, relativamente all'IVA 2003, che quattro contratti di leasing finanziario nautico fossero sostanzialmente simulati e finalizzati ad aggirare il regime ordinario dell'IVA sulle cessioni di imbarcazioni, beneficiando invece dell'imponibilità forfetaria prevista dall'art. 7, comma 4, lett. f), del D.P.R. n. 633/1972. Gli elementi indicati erano, tra gli altri, l'elevato maxicanone iniziale, la durata dei contratti, l'importo dei canoni, il prezzo di riscatto molto basso e i riscatti anticipati. L'Agenzia aveva inoltre impugnato la sentenza relativa al fermo amministrativo disposto sul rimborso IVA, emesso in via cautelare in relazione al medesimo accertamento.

La decisione

La Corte di cassazione ha riunito i due ricorsi. Il ricorso R.G. n. 3864/2014, relativo all'avviso di accertamento IVA, è stato rigettato: sono stati ritenuti inammissibili i motivi dell'Agenzia, anche perché formulati in modo composito e diretti sostanzialmente a sostituire la valutazione di merito della CTR in materia di simulazione e abuso del diritto. È rimasta quindi ferma la decisione favorevole al contribuente, con annullamento dell'accertamento IVA e condanna dell'Agenzia alle spese, liquidate in Euro 23.000, oltre accessori. Il ricorso R.G. n. 3916/2014, relativo al fermo amministrativo del rimborso IVA, è stato dichiarato inammissibile per sopravvenuto difetto di interesse e cessazione della materia del contendere, anche perché il rimborso era stato successivamente disposto; le spese sono state compensate.

Norme richiamate

  • D.P.R. 26 ottobre 1972, n. 633, art. 7, comma 4, lett. f)

    La norma, nella formulazione applicabile ratione temporis, stabiliva il criterio di territorialità IVA per le prestazioni di locazione, anche finanziaria, noleggio e simili relative a mezzi di trasporto.

    Per il leasing nautico l'IVA doveva essere applicata in proporzione all'effettivo utilizzo dell'imbarcazione nel territorio italiano o comunitario, secondo il regime forfetario riconosciuto dalla prassi dell'Amministrazione finanziaria.

  • Legge 21 novembre 2000, n. 342, art. 46

    Ha modificato l'art. 7, comma 4, lett. f), del D.P.R. n. 633/1972, eliminando il riferimento esclusivo ai soggetti domiciliati o residenti fuori dalla Comunità economica Europea.

    La modifica ha esteso il criterio di imponibilità proporzionale anche ai leasing nautici stipulati tra soggetti residenti nell'Unione Europea.

  • Art. 360, comma 1, nn. 3, 4 e 5, c.p.c.

    L'omessa pronuncia, l'omessa motivazione e l'omesso esame di un fatto decisivo sono vizi distinti e non possono essere cumulati in modo indistinto in un unico motivo composito.

    Il ricorso per cassazione deve indicare con precisione il vizio denunciato: l'omessa pronuncia riguarda la mancata decisione su una domanda o eccezione; l'omesso esame riguarda un fatto storico decisivo e controverso; la motivazione è censurabile solo nei casi di anomalia radicale o apparente.

  • Art. 112 c.p.c.

    Il giudice deve pronunciarsi su tutta la domanda e non oltre i limiti di essa.

    La violazione della regola di corrispondenza tra chiesto e pronunciato deve essere dedotta esclusivamente come vizio processuale di omessa pronuncia.

  • Art. 53 Cost.

    Tutti sono tenuti a concorrere alle spese pubbliche in ragione della loro capacità contributiva.

    Il richiamo generico all'art. 53 Cost. non è sufficiente a fondare una censura in cassazione se non viene indicato concretamente il parametro normativo violato e l'errore interpretativo o applicativo commesso dal giudice.

  • D.P.R. 30 maggio 2002, n. 115, art. 13, comma 1-quater

    Prevede il versamento di un ulteriore contributo unificato in caso di rigetto o inammissibilità del ricorso.

    La disposizione non si applica alle Amministrazioni dello Stato, che operano mediante prenotazione a debito, né nei casi di inammissibilità sopravvenuta per difetto di interesse.

Massime di principio

  • In materia di leasing nautico, la qualificazione come vendita simulata non può basarsi soltanto su elementi contrattuali atipici o economicamente rilevanti, come maxicanoni elevati, riscatti anticipati o prezzi di riscatto ridotti: occorre dimostrare concretamente la simulazione e l'uso abusivo dello schema negoziale.
  • Quando l'Amministrazione contesta un abuso del diritto, deve individuare con precisione la condotta elusiva, il vantaggio fiscale indebito e l'assenza di valide ragioni economiche, senza limitarsi a una diversa interpretazione dei contratti.
  • Nel ricorso per cassazione le censure devono essere formulate separatamente e coerentemente: non è ammissibile cumulare indistintamente omessa pronuncia, violazione di legge, omessa motivazione e omesso esame di fatti.
  • Il vizio di omesso esame ex art. 360, comma 1, n. 5, c.p.c. riguarda solo un fatto storico decisivo e controverso; non consente di chiedere alla Corte di cassazione una nuova valutazione delle prove o dei fatti già esaminati dal giudice di merito.
  • Se il provvedimento cautelare di fermo amministrativo è collegato a un accertamento poi definitivamente non confermato, la sopravvenuta restituzione o erogazione del rimborso può determinare la cessazione della materia del contendere e il difetto sopravvenuto di interesse al ricorso.

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