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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 46086/2022 del 06/12/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Ricorso per cassazione avverso la conferma di condanna per guida in stato di ebbrezza (art. 186 cod. strada) relativa al fatto del 11/11/2017. Il difensore deduce: 1) vizio di motivazione relativo alla valutazione della curva di Widmark e all'uso di tale curva per sostenere un tasso alcolemico penalmente rilevante; 2) travisamento delle risultanze in relazione all'assunzione di cibo insieme agli alcolici; 3) travisamento circa il fondo stradale (la sentenza avrebbe ritenuto la strada asciutta); 4) vizio di motivazione sulla valutazione del tasso alcolemico al momento del sinistro; 5) violazione di legge per mancata osservanza delle garanzie difensive (presunto atto di polizia giudiziaria anziché atto medico e mancati avvisi ex artt. 354, 356 c.p.p. e 114 disp. att. c.p.p.); 6) violazione di legge e vizio di motivazione nella determinazione della pena base, ritenuta non adeguatamente motivata.

La decisione

Il ricorso è stato rigettato. La Corte di Cassazione ha ritenuto che: i primi quattro motivi attengono al merito e non sono riesaminabili in sede di legittimità, essendovi congrua e logica motivazione della Corte territoriale; non è sufficiente offrire valutazioni teorico-scientifiche generiche (es. curva di Widmark) per scalfire un accertamento ematico conforme alle previsioni normative, né il solo intervallo temporale tra guida e accertamento esclude la valenza probatoria; il quinto motivo è infondato perché il modulo sottoscritto conteneva l'avvertimento previsto dall'art. 114 disp. att. c.p.p., per il quale non è richiesta una risposta dell'interessato; il sesto motivo è privo di pregio poiché la pena inflitta è prossima al minimo edittale e non richiede dettagliata motivazione oltre il richiamo al criterio di adeguatezza della pena (richiama art. 133 c.p.). Conseguentemente il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali. Decisione del 19/10/2022.

Norme richiamate

  • art. 186 Codice della Strada

    comma 2, lett. c), comma 2-sexies, comma 2-bis

    Norma sanzionatoria per la guida in stato di ebbrezza: la Corte ha ritenuto che l'accertamento del tasso alcolemico, conforme ai requisiti normativi, produca pieno effetto probatorio e spetti all'imputato fornire elementi di discolpa concreti per privarlo di quella valenza

  • art. 114 disposizioni di attuazione c.p.p.

    Prevede l'avvertimento all'interessato; la Corte ha ritenuto valido il modulo sottoscritto che contiene l'avvertimento, per cui non è necessaria una risposta dell'interessato per la validità dell'avviso

  • artt. 354 e 356 c.p.p.

    Norme sulle garanzie difensive connesse agli accertamenti: il ricorrente ha lamentato la loro violazione, ma la Corte ha ritenuto che le formalità previste fossero rispettate tramite il modulo contenente l'avvertimento

  • art. 133 c.p.

    Criteri per la determinazione della pena: la Corte ha rilevato che, trovandosi la pena inflitta prossima al minimo edittale, il richiamo al criterio di adeguatezza è sufficiente e non richiede motivazione analitica aggiuntiva

  • art. 616 c.p.p.

    Norma citata nella parte introduttiva (richiesta del P.M. sull'inammissibilità): attiene alle statuizioni processuali in caso di rigetto o inammissibilità del ricorso

  • Giurisprudenza: Sez. 4, n. 24206 del 04/03/2015 (Mongiardo)

    Principio richiamato: in materia di guida in stato di ebbrezza, l'accertamento del tasso alcolemico conforme alla legge ha valore probatorio e grava sull'imputato l'onere di dimostrare circostanze che ne inficino la valenza; il solo intervallo temporale tra guida e accertamento non è di per sé dirimente

  • Giurisprudenza: Sez. 2, n. 28852 del 08/05/2013

    Richiamata in tema di motivazione della pena: conferma che pene prossime al minimo possono essere adeguatamente motivate con richiamo ai criteri generali, senza analisi dettagliata

Massime di principio

  • Un accertamento ematico o alcolemico eseguito secondo le previsioni normative ha pieno valore probatorio; il ricorrente deve fornire prove concrete per dimostrare l'inesattezza o l'inidoneità dell'accertamento
  • Valutazioni teorico-scientifiche generiche (es. curve metaboliche come la curva di Widmark) non bastano a disinnescare la prova ematica se non sono collegate a elementi fattuali precisi (momento di assunzione, quantità, assunzione di cibo con riferimenti temporali certi)
  • Il solo intervallo temporale tra guida e accertamento del tasso alcolemico non esclude automaticamente la rilevanza della prova: occorrono elementi specifici che dimostrino un significativo cambiamento del tasso nel periodo intermedio
  • La presenza del modulo contenente l'avvertimento previsto dall'art. 114 disp. att. c.p.p. rende in linea di massima valide le formalità difensive relative agli accertamenti; non è richiesta una risposta esplicita dell'interessato per la validità dell'avviso
  • In sede di Cassazione non è possibile un riesame libero del merito dei fatti già pacificamente valutati dalla Corte di merito: i vizi di motivazione devono essere specifici e attinenti a lacune logiche o contraddizioni non risolte
  • In tema di determinazione della pena, l'irrogazione di una pena in misura prossima al minimo edittale può essere motivata per relationem richiamando il criterio di adeguatezza e gli elementi generali dell'art. 133 c.p., senza dettagliata analisi numerica

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