Cassazione Penale, Sentenza n. 46087/2022 del 06/12/2022
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al ricorrente
La controversia
I ricorrenti impugnano la conferma della responsabilità penale per omicidio colposo (art. 589, comma 2 c.p.) in occasione di un sinistro stradale. Ciaparrone deduce vizio di motivazione sulla sua qualifica e posizione di garanzia: la sentenza di merito lo ritiene "Responsabile delle cooperative sociali per la manutenzione del territorio della città di Salerno" senza provare le specifiche mansioni o la fonte giuridica dell'obbligo di vigilanza sul verde pubblico. De Donato contesta (I) l'erronea estensione dei suoi compiti (limitati alla funzionalità degli impianti semaforici) alla verifica della loro visibilità, che competeva all'ufficio verde pubblico; (II) la ricostruzione del nesso causale, poiché la condotta dei conducenti (velocità e passaggio con semaforo rosso) potrebbe escludere che l'omessa manutenzione abbia avuto efficacia causale con alta probabilità logica; (III) in via subordinata la questione dell'aggravante ex art. 589, comma 2, e richiamo di norme del codice della strada. In sintesi si censurano carenze motivazionali sulla qualifica, sull'ambito dei doveri e sulla concreta valutazione del nesso causale.
La decisione
La Corte di Cassazione ha ritenuto fondati i ricorsi. Per Ciaparrone ha annullato la sentenza impugnata in relazione alla sua posizione, ritenendo la motivazione carente e apodittica in ordine alla qualifica, alle mansioni effettivamente esercitate e alla fonte giuridica dell'obbligo di intervento sul verde pubblico. Per De Donato ha accolto i primi due motivi (estensione dei compiti e nesso causale) giudicandoli insufficientemente motivati dalla Corte territoriale; il terzo motivo è stato ritenuto assorbito. Per tali ragioni la sentenza è stata annullata con rinvio ad altra sezione della Corte d'appello di Napoli per nuovo giudizio nei confronti di entrambi gli imputati.
Norme richiamate
art. 589, comma 2, cod. pen.
Articolo relativo all'omicidio colposo con l'aggravante per violazione delle norme sulla circolazione stradale: la Cassazione richiama che l'inquadramento aggravato richiede corretta individuazione della responsabilità e del nesso causale e non può essere automaticamente applicato in assenza di adeguata motivazione sulla posizione di garanzia e il fatto che la violazione normativa sia stata effettiva causa dell'evento.
artt. 14, 18, 29, 140 Codice della Strada
Norme richiamate dai ricorrenti in tema di circolazione e di obblighi cautelari: la Corte segnala che l'esistenza di norme di circolazione non può di per sé attribuire un obbligo cautelare penale ad un ente o a un suo funzionario senza che sia provata la fonte giuridica specifica e la concreta competenza di manutenzione.
art. 157 Codice della Strada
Norma che regola le responsabilità per installazione e manutenzione della segnaletica e degli impianti: la Cassazione sottolinea che bisogna distinguere tra competenze tecniche del diverso ufficio e non estendere obblighi non provati.
Giurisprudenza richiamata (Sez. 4, n. 21554 del 05/05/2021, Rv. 281334 - 01)
Principio richiamato sulla posizione di garanzia: l'accertamento della responsabilità per omissione richiede la verifica concreta della violazione di una regola cautelare, della prevedibilità e evitabilità dell'evento (concretizzazione del rischio) e del nesso causale con adeguata probabilità logica.
Massime di principio
- La sola attribuzione formale di una qualifica non è sufficiente: la condanna per omissione richiede prova chiara delle mansioni effettive, della fonte giuridica dell'obbligo e delle specifiche competenze assegnate.
- Per configurare responsabilità penale da omissione occorre dimostrare (i) la violazione di una regola cautelare concreta, (ii) che l'evento era prevedibile ed evitabile mediante l'osservanza di quella regola, e (iii) un nesso causale storicamente e logicamente probabile tra l'omissione e l'evento.
- Non è lecito estendere arbitrariamente compiti tra uffici comunali (es. segnaletica vs. verde pubblico) senza fondamento normativo o probatorio: il giudice deve motivare come e perché le funzioni di un ufficio implicano obblighi tipicamente di un altro.
- La teoria della "chance" (una "chance in più" per evitare l'evento) non basta da sola a fondare la responsabilità penale se non comprovata con un ragionamento controfattuale robusto e un alto grado di probabilità logica.
- Se la motivazione di merito è carente o apodittica in relazione alla qualificazione, ai compiti e al nesso causale, la Cassazione annulla e rinvia per nuovo giudizio affinché tali profili siano adeguatamente accertati e spiegati.
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