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Sentenza

Sentenza del 19/12/2019 n. 33903 - Corte di Cassazione

Giurisprudenza tributaria

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

Prevale l’amministrazione

La controversia

L'Agenzia delle Entrate ha impugnato l'avviso di accertamento relativo al periodo d'imposta 2004, contestando la deduzione di diversi costi: consulenze legali imputate a un esercizio non corretto, acconti per prestazioni professionali non ancora concluse, sopravvenienze passive, canoni di leasing, sopravvenienze straordinarie e arretrati riconosciuti a medici e dipendenti in forza di un contratto collettivo sottoscritto nel 2005. L'Ufficio ha denunciato violazioni delle norme fiscali sulla competenza, certezza, imputazione temporale e deducibilità dei costi, nonché carenze motivazionali della sentenza della CTR.

La decisione

La Corte di cassazione ha accolto il primo, il terzo, il sesto, il settimo, il nono e il decimo motivo di ricorso, dichiarando assorbiti gli altri. Ha stabilito che i compensi dei professionisti legali sono deducibili, secondo il principio di competenza, quando la prestazione è ultimata e non semplicemente quando viene ricevuta la parcella; che un acconto relativo a una prestazione professionale non ancora conclusa non è deducibile fino al completamento dell'incarico; che la CTR aveva motivato in modo insufficiente sulle sopravvenienze passive e sugli arretrati al personale; e che i canoni di leasing relativi a beni pronti e strumentali all'attività possono essere dedotti dalla maturazione dei corrispettivi, anche se l'attività aziendale non è ancora iniziata per cause esterne. La sentenza della CTR è stata cassata con rinvio alla CTR della Puglia, in diversa composizione, per una nuova valutazione dei fatti e per la liquidazione delle spese.

Norme richiamate

  • D.P.R. n. 917 del 1986, art. 109, commi 1 e 2, lett. b) (TUIR)

    I componenti positivi e negativi concorrono a formare il reddito nell'esercizio di competenza; le spese dipendenti da contratti di locazione si considerano sostenute alla data di maturazione dei corrispettivi.

    La norma impone il criterio della competenza economica, non quello di cassa: il costo va imputato all'esercizio in cui la prestazione o il corrispettivo maturano, indipendentemente dalla data di pagamento o ricezione della fattura.

  • D.P.R. n. 917 del 1986, art. 102, comma 7 (TUIR, versione applicabile al 2003)

    Per i beni concessi in locazione finanziaria ... la deduzione dei canoni da parte dell'impresa utilizzatrice è ammessa ... secondo la durata minima prevista dalla norma.

    Per i beni in leasing opera una disciplina specifica, distinta da quella dell'ammortamento ordinario. I canoni sono deducibili dalla maturazione dei corrispettivi quando il bene è pronto per l'uso e strumentale all'attività, anche se l'impresa non ha ancora iniziato concretamente a operare per cause esterne.

  • D.P.R. n. 917 del 1986, art. 102, comma 1 (TUIR)

    Le quote di ammortamento dei beni materiali strumentali sono deducibili a partire dall'esercizio di entrata in funzione del bene.

    La regola dell'entrata in funzione riguarda l'ammortamento ordinario e non può essere applicata automaticamente ai canoni di leasing disciplinati dal comma 7.

  • Codice civile, art. 2697

    Chi vuol far valere un diritto in giudizio deve provare i fatti che ne costituiscono il fondamento.

    Il contribuente che pretende la deduzione deve dimostrare i presupposti del costo, inclusi esistenza, inerenza, certezza, competenza e, per le prestazioni professionali unitarie, il completamento dell'incarico.

  • Codice di procedura civile, art. 132, comma 2, n. 4

    La sentenza deve contenere la concisa esposizione delle ragioni di fatto e di diritto della decisione.

    Il giudice deve esporre il ragionamento logico-giuridico che conduce alla decisione; non è sufficiente un richiamo generico alla sentenza di primo grado o la mera enunciazione delle conclusioni.

  • Codice di procedura civile, art. 360, comma 1, nn. 3, 4 e 5

    Consente di denunciare in cassazione la violazione o falsa applicazione di legge, la nullità della sentenza e l'omesso o insufficiente esame della motivazione secondo la disciplina applicabile ratione temporis.

  • D.Lgs. n. 446 del 1997, art. 19

    È richiamato con riferimento alla determinazione della base imponibile IRAP in relazione ai costi di leasing.

  • OIC 16, paragrafi 57 e 61

    L'ammortamento è calcolato anche sui cespiti temporaneamente non utilizzati; decorre dal momento in cui l'immobilizzazione è disponibile e pronta per l'uso.

    La temporanea inutilizzazione del bene non impedisce l'ammortamento quando il cespite è disponibile e pronto per l'uso, anche se l'impiego concreto è impedito da fattori esterni.

Massime di principio

  • Per le imprese soggette al principio di competenza, la deducibilità di un costo non dipende normalmente dalla data di pagamento o di ricezione della fattura, ma dal momento in cui la prestazione è ultimata o il corrispettivo è maturato.
  • Le prestazioni professionali unitarie, come gli incarichi legali, non possono essere artificiosamente suddivise tra più esercizi: un acconto o una parcella non rendono automaticamente deducibile il costo se l'incarico non è ancora concluso.
  • L'onere di provare la deducibilità del costo grava sul contribuente, che deve documentare almeno esistenza, inerenza, certezza, competenza temporale e, quando necessario, completamento della prestazione.
  • Per i beni in leasing occorre distinguere la disciplina specifica dei canoni da quella dell'ammortamento ordinario: se il bene è pronto per l'uso e strumentale all'attività, i canoni possono essere dedotti secondo la loro maturazione anche prima dell'avvio effettivo dell'attività, purché siano rispettati i requisiti normativi.
  • Un costo relativo ad arretrati derivanti da un contratto collettivo può essere dedotto solo se, nell'esercizio considerato, esiste già un'obbligazione sufficientemente certa e giuridicamente perfezionata; la data di sottoscrizione del contratto e gli eventuali effetti retroattivi devono essere verificati concretamente.
  • Le sopravvenienze e le rettifiche di componenti contabilizzati in esercizi precedenti richiedono una precisa ricostruzione documentale dell'esercizio originario e della causa della variazione; una motivazione giudiziale generica non è sufficiente.
  • Una sentenza tributaria deve indicare il percorso logico e giuridico seguito: il semplice rinvio alle motivazioni del primo giudice o l'affermazione apodittica del risultato può comportare la cassazione per motivazione apparente o insufficiente.

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