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Sentenza

Sentenza del 19/12/2019 n. 276 - Comm. Trib. Prov. Novara

Sopravvenienza attiva - Rinuncia ad un credito - Interposizione fittizia del cessionario - Abuso del diritto - Sussiste

Giurisprudenza tributaria

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
In breve

La sentenza ha riconosciuto la sussistenza dell’abuso del diritto. L’operazione è stata quindi considerata priva di sostanza economica autonoma rispetto al vantaggio fiscale e non opponibile, nei suoi effetti elusivi, all’Amministrazione finanziaria. La rinuncia al credito è stata valutata nel contesto complessivo degli atti posti in essere e l’agevolazione fiscale non è stata ritenuta giustificata da valide ragioni extrafiscali.

Esito

Favorevole al resistente

Prevale l’amministrazione

La controversia

La controversia riguarda una serie di operazioni con cui la società controllante ha acquistato un credito, mediante l’interposizione fittizia del cessionario, e successivamente vi ha rinunciato. La rinuncia avrebbe prodotto una sopravvenienza attiva in capo alla società debitrice. Il punto centrale è stabilire se la combinazione di atti fosse sorretta da valide ragioni economiche oppure se fosse stata costruita essenzialmente per ottenere il vantaggio fiscale derivante dall’art. 88, comma 4, del TUIR. È stato ritenuto che, confrontando l’operazione realizzata con possibili alternative lecite, non emergessero vantaggi diversi dal risparmio d’imposta.

Norme richiamate

  • Art. 88, comma 4, del TUIR

    La disposizione disciplina il trattamento fiscale delle sopravvenienze attive derivanti, tra l’altro, dalla rinuncia a crediti. Il vantaggio fiscale collegato alla sua applicazione non può essere perseguito mediante una costruzione negoziale artificiosa e priva di ragioni economiche apprezzabili.

  • Principio generale dell’abuso del diritto

    Ricorre abuso quando il contribuente utilizza formalmente strumenti giuridici leciti, ma li combina in modo artificioso per ottenere un vantaggio fiscale indebito, senza sostanziali ragioni extrafiscali e in contrasto con la finalità delle norme tributarie.

Massime di principio

  • La valutazione dell’abuso del diritto deve riguardare l’operazione nel suo complesso, non i singoli atti considerati isolatamente.
  • La presenza di contratti formalmente validi non esclude l’abuso se la sequenza negoziale è artificiosa e il risultato economico perseguito coincide sostanzialmente con il solo risparmio fiscale.
  • Quando una rinuncia a un credito genera una sopravvenienza fiscalmente agevolata, occorre verificare la reale causa economica della precedente acquisizione del credito e della successiva rinuncia.
  • Il confronto con possibili alternative negoziali è rilevante: se tali alternative avrebbero prodotto lo stesso risultato economico senza il vantaggio fiscale, la scelta della struttura più complessa può costituire indice di abuso.
  • Per escludere l’abuso è opportuno documentare ragioni extrafiscali concrete, quali esigenze finanziarie, ristrutturazioni effettive, tutela della continuità aziendale o altri obiettivi economici autonomi e verificabili.

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