Cassazione Penale, Sentenza n. 33107/2022 del 08/09/2022
Sintesi
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Favorevole al resistente
La controversia
Il ricorrente impugnava l'ordinanza che aveva respinto la richiesta di revoca del sequestro preventivo di immobili nei confronti suoi per il reato previsto dall'art. 44, lett. c) d.P.R. 380/2001. Contestava: 1) mancanza assoluta di motivazione e travisamento dei punti essenziali dell'appello (sostenendo un errore nel fatto che il Tribunale avrebbe fatto riferimento alla prevalenza del "Piano costiero" sul PUC invece che al "Piano del Parco" sul PRG); 2) errata applicazione e mancata considerazione delle norme del Piano del Parco del Cilento (artt. 12, 13, 25 L. n. 394/1991) e della L.R. Campania n. 19/2009 (art. 5 e art. 6-bis), deducendo l'insussistenza del reato di lottizzazione abusiva in quanto gli interventi sarebbero stati conformi alle previsioni prevalenti del Piano del Parco o disciplinati dalla normativa regionale e autorizzati con permessi di costruire.
La decisione
La Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha ritenuto che il riferimento del Tribunale al "Piano paesistico del Cilento Costiero" fosse un mero "lapsus calami" e che, nel complesso, la motivazione del provvedimento impugnato fosse coerente e puntuale. Sul punto di diritto ha richiamato la giurisprudenza amministrativa (Cons. Stato) e il principio secondo cui le previsioni dei piani paesaggistici prevalgono sulle disposizioni comunali difformi, salvo che gli strumenti urbanistici comunali non prevedano discipline più restrittive e di tutela, nel qual caso tali discipline più favorevoli possono prevalere. Nel caso concreto il PRG/PUC aveva classificato l'area come agricola in modo più restrittivo rispetto al Piano paesaggistico, quindi il Tribunale ha correttamente ritenuto sussistente il fumus commissi delicti per lottizzazione abusiva. Il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e alla somma di euro 3.000 in favore della cassa delle ammende ai sensi dell'art. 616 c.p.p.
Norme richiamate
d.P.R. 380/2001 (Testo Unico dell'edilizia), art. 44, lett. c) e artt. 30, 37, 44
La norma incriminatrice (art. 44, lett. c) è richiamata quale fonte del reato di lottizzazione abusiva; il Tribunale ha ritenuto sussistente il fumus commissi delicti ai sensi delle disposizioni del TU edilizia.
Legge n. 394/1991 (Norme per la costituzione dei Parchi), artt. 12, 13, 25
Norme disciplinanti il Piano del Parco; la parte richiamava la prevalenza delle sue prescrizioni, ma la Corte ha ritenuto che il riferimento fosse stato correttamente interpretato come Piano del Parco e non come "Piano costiero"; tuttavia l'applicazione è subordinata al confronto con gli strumenti urbanistici comunali.
D.lgs. n. 42/2004, art. 145, comma 3
Principio di prevalenza delle previsioni del piano paesaggistico sulle disposizioni urbanistiche comunali difformi; la giurisprudenza richiamata specifica però che gli strumenti urbanistici possono prevedere discipline più restrittive e di tutela che, in quel profilo, prevalgono.
Legge Regionale Campania n. 19/2009, art. 5 e art. 6-bis
Norme regionali che regolano gli interventi edilizi e le previsioni urbanistiche nella regione; il ricorrente invocava la conformità degli interventi a tali disposizioni, ma il Tribunale ha verificato la prevalenza delle previsioni comunali più restrittive.
Codice di procedura penale, art. 616
Norma sulla condanna per spese e sanzioni pecuniarie in caso di rigetto o inammissibilità del ricorso; applicata per condannare il ricorrente al versamento di euro 3.000 alla cassa delle ammende e alle spese processuali.
Giurisprudenza citata: Consiglio di Stato, Sez. IV, 18 maggio 2021, n. 3864 (e altre pronunce)
Richiamata per enunciare il principio che le previsioni dei piani paesaggistici prevalgono sulle disposizioni difformi degli strumenti urbanistici comunali, salvo che gli strumenti comunali disciplinino le aree vincolate in modo più restrittivo e favorevole alla tutela, nel qual caso tali previsioni comunali possono prevalere.
Massime di principio
- Un "lapsus calami" terminologico non invalida automaticamente la motivazione di un provvedimento quando, dal contesto e dai richiami normativi, risulti chiaro a quale strumento si riferisse il giudice.
- Il principio di gerarchia degli strumenti urbanistici: il piano paesaggistico prevale sulle disposizioni comunali difformi ai sensi dell'art. 145, comma 3, d.lgs. 42/2004, ma gli strumenti urbanistici comunali possono prevedere regole più restrittive in materia di tutela ambientale/paesaggistica; se sono più restrittivi prevalgono su aspetti di tutela.
- Nel valutare la sussistenza del fumus commissi delicti per lottizzazione abusiva occorre confrontare concretamente le previsioni del piano paesaggistico, del PRG/PUC e della normativa regionale: la prevalenza delle norme non è meccanica ma dipende dall'effetto tutela e dalla maggiore restrittività.
- In ricorsi per cassazione è essenziale contestare con precisione i punti decisivi della motivazione e usare la corretta denominazione degli strumenti urbanistici e delle norme invocate; errori terminologici o vaghezze possono rendere il motivo infondato.
- La mancata revoca di un sequestro preventivo per reati edilizi può essere confermata quando sussista, anche in via cautelare, un fondato fumus di reato; l'onere di provare l'inesistenza del fumus grava sul ricorrente.
- Le parti perdenti in sede di cassazione possono essere condannate a pagare spese e sanzioni (art. 616 c.p.p.), per cui è consigliabile valutare rigorosamente la fondatezza del ricorso prima della impugnazione.
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