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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 33099/2022 del 08/09/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Il Procuratore generale ha impugnato la sentenza del Tribunale di Brescia del 10/06/2021 per omessa statuizione sulla confisca dei beni corrispondenti al prezzo o al profitto del reato (o dell'imposta evasa), dopo che l'imputato era stato condannato per il reato previsto dall'art. 10-ter del d.lgs. n. 74/2000 commesso in data 27/12/2015.

La decisione

La Corte di cassazione ha ritenuto il ricorso fondato: ha accertato che il Tribunale aveva dichiarato la responsabilità dell'imputato (in qualità di liquidatore e legale rappresentante della Rivatca Immobiliare S.r.l.) ma non aveva disposto la confisca obbligatoria del profitto/prezzo del reato. Richiamando l'art. 12-bis d.lgs. n. 74/2000 (e la continuità normativa con la legge n. 244/2007), la Corte ha annullato la sentenza impugnata limitatamente all'omessa statuizione sulla confisca e ha disposto il rinvio per nuovo giudizio al Tribunale di Brescia in diversa composizione, rilevando che in sentenza mancavano elementi utili per la certa individuazione e quantificazione dei beni da sottoporre alla misura ablativa.

Norme richiamate

  • d.lgs. n. 74 del 2000, art. 10-ter

    Norma relativa al reato per cui l'imputato è stato condannato; usata per individuare la fattispecie penalmente rilevante commessa dall'imputato.

  • d.lgs. n. 74 del 2000, art. 12-bis

    Introdotto dal d.lgs. 158/2015, stabilisce la confisca obbligatoria per i reati previsti dal decreto 74/2000; la Corte lo interpreta come presupposto normativo che impone al giudice di statuire la confisca del prezzo o del profitto del reato.

  • legge 24 dicembre 2007, n. 244, art. 1, comma 143

    Riferimento normativo storico che aveva già disposto l'applicazione dell'art. 322-ter c.p. per reati tributari; la Corte lo richiama per evidenziare la continuità normativa sull'obbligatorietà della confisca.

  • codice penale, art. 322-ter

    Norma sulla confisca per i reati tributari richiamata dalla normativa speciale; utilizzata nella ricostruzione della disciplina della misura ablativa nei reati fiscali.

Massime di principio

  • Per i reati previsti dal d.lgs. n. 74/2000 (incluso l'art.10-ter) la confisca del prezzo o del profitto è obbligatoria: il giudice che pronuncia condanna deve esprimersi anche sulla confisca.
  • La mancata statuizione sulla confisca, se la responsabilità è accertata, è vizio rilevante che può determinare l'annullamento parziale della sentenza e il rinvio per nuovo giudizio.
  • La quantificazione dell'ammontare da confiscare richiede un accertamento di fatto e l'individuazione certa dei beni o del valore corrispondente al profitto/prezzo; se la sentenza non contiene elementi probatori idonei a tale quantificazione, la Corte ordinerà il rinvio perché il giudice di merito compia gli accertamenti necessari.
  • Quando il reato è commesso nell'esercizio di funzioni rappresentative o di liquidatore di una società, il giudice deve considerare sia il patrimonio societario sia eventuali beni personali o beni sostitutivi per l'applicazione della confisca.
  • Per evitare rinvii, il pubblico ministero in sede di merito dovrebbe proporre espressamente la misura ablativa e allegare o richiedere gli elementi probatori necessari per determinare il profitto/prezzo del reato; la difesa può contestare l'identificazione o la misura, ma l'obbligo di statuizione rimane finché non sia impossibile stabilire il profitto.

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