Cassazione Penale, Sentenza n. 11316/2022 del 29/03/2022
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
Il Procuratore aveva chiesto la revoca della sentenza di non luogo a procedere (23/02/2016) emessa dal GUP di Brindisi, sostenendo che nuove fonti di prova acquisite nel 2020 (dichiarazioni e documenti allegati alle assunzioni di informazioni di Roberto Serafino e Giuseppe D'Addato) avrebbero avuto carattere decisivo per il rinvio a giudizio in relazione a contestazioni di lottizzazione abusiva, opere eseguite senza titoli urbanistici/paesaggistici e falsa attestazione (art. 479 c.p.). Il GIP del Tribunale di Brindisi aveva dichiarato inammissibile la richiesta di revoca ritenendo che le prove non fossero realmente nuove, che fossero frutto di indagini non casuali/provocate e non dotate del valore decisivo richiesto per revocare il non luogo a procedere. Inoltre, la giurisprudenza amministrativa (Consiglio di Stato) aveva infirmato la tesi che il piano regolatore portuale del 1975 avesse valenza di piano urbanistico.
La decisione
La Corte ha dichiarato il ricorso del Procuratore inammissibile/non fondato e ha confermato l'ordinanza del GIP che aveva rigettato la richiesta di revoca. La Corte ha richiamato i due requisiti per la revoca della sentenza di non luogo a procedere: 1) le nuove fonti di prova devono avere valore persuasivo e decisivo rispetto a quelle già conosciute; 2) le nuove prove non devono derivare da una prosecuzione mirata delle indagini da parte del pubblico ministero dopo la pronuncia del non luogo a procedere (devono provenire "aliunde", da altri procedimenti, reperimenti casuali o offerte spontanee). Nel caso concreto il GIP ha motivato adeguatamente che gli atti acquisiti non soddisfacevano tali requisiti e che, peraltro, i reati contestati con imputazione a "contestazione chiusa" (termine finale giugno 2014) risultavano ormai estinti per prescrizione, con la conseguenza che la revoca non poteva condurre al rinvio a giudizio.
Norme richiamate
Disciplina la revoca della sentenza di non luogo a procedere; la Corte interpreta che la revoca è ammessa solo se le nuove prove sono sostanzialmente nuove, decisive e acquisite "aliunde" senza prosecuzione ad hoc delle indagini da parte del pubblico ministero
Regola la sentenza di proscioglimento; la Corte osserva che se il giudice ha già valutato una prova il pubblico ministero avrebbe l'onere, ove del caso, di impugnare la sentenza di proscioglimento ai sensi di questa norma
Sez. U, sentenza Romeo (n. 8 del 23/02/2000)
Principio giurisprudenziale richiamato: le "nuove fonti di prova" utilizzabili per la revoca devono provenire da attività estranee all'azione investigativa volta a predisporre il rinvio a giudizio; non sono utilizzabili elementi frutto di indagini "ad hoc" svolte dal PM dopo il non luogo a procedere
Prevede l'inutilizzabilità delle prove acquisite in violazione di divieti processuali; la Corte richiama la conseguenza che atti derivanti da indagini illegittime possono essere considerati inutilizzabili
Consente la modificazione dell'imputazione; la Corte ricorda tuttavia che tale potere non può essere usato per spostare temporalmente in avanti reati già definiti con imputazione a contestazione chiusa e già estinti per prescrizione
Norma penale relativa alla falsa attestazione, citata come capo di imputazione (capo b) nel procedimento originario)
d.P.R. 6 giugno 2001, n. 380, art. 44, comma 1, lett. b) e c)
Citato tra le norme di riferimento per i reati urbanistico-edilizi contestati; utilizzato come quadro normativo delle imputazioni
d.lgs. 22 gennaio 2004, n. 42, art. 181, comma 1
Norma paesaggistica richiamata come titolo di contestazione per i profili ambientali/paesaggistici delle opere
d.lgs. 31 marzo 1998, n. 84 (richiamato art. 27, comma 3)
Riferimento normativo impiegato nelle discussioni sulla valenza del piano regolatore portuale; la Corte prende atto che il Consiglio di Stato ha escluso che i Piani Regolatori Portuali approvati prima della legge n.84/1994 abbiano effetti di conformazione del territorio
Massime di principio
- La revoca della sentenza di non luogo a procedere richiede prove effettivamente nuove e dotate di capacità decisiva: non basta che siano state acquisite successivamente alla sentenza
- Le prove derivanti da indagini proseguite dal pubblico ministero dopo il non luogo a procedere non sono utilizzabili per ottenere la revoca; il PM deve reperire elementi "aliunde" (altri procedimenti, acquisizioni casuali o offerte spontanee) o, in alternativa, riaprire le indagini con le cautele previste
- Quando esiste una pronuncia amministrativa definitiva su un profilo decisivo, il giudice penale è precluso dall'esaminare nuovamente quella stessa questione se è stata effettivamente decisa dal giudice amministrativo; la preclusione riguarda però solo le questioni dedotte ed effettivamente decise dall'autorità amministrativa
- Nei reati di durata imputati a "contestazione chiusa" (con data finale fissata) il protrarsi della condotta oltre la data indicata costituisce un nuovo fatto penalmente rilevante: non è possibile usare tale protrarsi per rinnovare il procedimento già definito e prescritto
- Nella valutazione della novità delle fonti di prova occorre considerare il grado di prevedibilità e se l'acquisizione sia stata provocata: le acquisizioni prevedibili o ottenute sollecitando il teste/atto sono meno idonee a costituire "novità" utilizzabile per la revoca
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