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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 11294/2022 del 29/03/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Il ricorrente impugnava la conferma della condanna per il reato di cui all'art. 73, comma 5, d.P.R. 309/90 per il possesso di tre diversi tipi di sostanze stupefacenti. Contestava che gli elementi di fatto non comprovassero la destinazione a cessione (sostenendo uso personale e rapporto in carico al SERT) e denunciava la mancata applicazione delle attenuanti generiche ai sensi dell'art. 62-bis c.p.

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha ritenuto il primo motivo aspecifico e ripetitivo rispetto all'appello, senza confronto critico con le motivazioni della Corte territoriale, che aveva valutato come elementi indizianti della destinazione a cessione: possesso contemporaneo di marijuana, cocaina e hashish in tre buste separate (equivalenti a complessive 31 dosi medie giornaliere), presenza di droga trasportata sulla vettura, assenza di una ricostruzione alternativa, ritrovamento in casa di un bilancino con tracce e di ulteriori 95 grammi di marijuana (pari a circa 430 dosi medie giornaliere). Sul secondo motivo la Corte ha richiamato il carattere di merito della valutazione sulle attenuanti generiche e la non sindacabilità in sede di legittimità in assenza di vizi logico-motivazionali evidenti. Per l'inammissibilità del ricorso è stata disposta la condanna del ricorrente alle spese processuali e al pagamento di euro 3.000 alla cassa delle ammende.

Norme richiamate

  • d.P.R. 309/1990

    La norma sanziona la detenzione, il trasporto e altre condotte relative a sostanze stupefacenti in misura tale da integrare finalità di spaccio; la Corte ha ritenuto che gli elementi fattuali (più tipi di droga, confezionamento separato, quantitativi e bilancino) supportassero tale configurazione.

  • codice penale

    Disciplina le attenuanti generiche; la Corte ha osservato che la loro concessione è valutazione di merito e non sindacabile in cassazione se priva di vizi logico-motivazionali evidenti.

  • Corte Costituzionale

    Richiamata in relazione alla mancata responsabilità nella determinazione della causa di inammissibilità; la sentenza è utilizzata per giustificare l'applicazione di sanzioni pecuniarie per ricorsi inammissibili senza colpa del ricorrente.

  • Corte di Cassazione (precedente richiamato)

    Sez. 2, n. 27816 del 22/03/2019, Rv. 276970-01

    Precedente richiamato per il principio che motivi generici e ripetitivi, che non affrontano criticamente le motivazioni del gravame, sono aspecifici e possono portare all'inammissibilità del ricorso.

Massime di principio

  • Il possesso contemporaneo di più tipologie di droga, confezionate separatamente, in quantità idonee a più dosi, unitamente alla presenza di bilancino e di sostanza nascosta in abitazione, costituisce indizio forte di destinazione alla cessione e non si limita automaticamente a uso personale.
  • La semplice affermazione di essere in carico al SERT o di essere consumatore abituale non è di per sé sufficiente a escludere finalità di spaccio; è necessario fornire elementi probatori concreti che giustifichino la destinazione d'uso personale.
  • Le questioni relative alla valutazione delle attenuanti generiche sono tipicamente valutazioni di merito e non sono riesaminabili in Cassazione salvo che emergano palese illogicità o contraddizioni nella motivazione.
  • In Cassazione i motivi devono confrontarsi criticamente e specificamente con le argomentazioni della sentenza impugnata; motivi meramente reiterativi o aspecifici possono determinare l'inammissibilità del ricorso.
  • L'inammissibilità del ricorso può comportare, oltre alle spese processuali, l'obbligo di versare una somma alla cassa delle ammende, salvo che sia ravvisabile colpa nella determinazione dell'inammissibilità.

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