Cassazione Penale, Sentenza n. 46267/2024 del 17/12/2024
Sintesi
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Favorevole al resistente
La controversia
Il ricorrente impugna la sentenza della Corte d'Appello che lo aveva dichiarato colpevole (rito abbreviato) degli illeciti indicati, deducendo mancanza, contraddittorietà e manifesta illogicità della motivazione. Sostiene in particolare che la dichiarazione di generalità false (indicando quelle del fratello) sarebbe stata resa inizialmente "per gioco" e che in un momento successivo avrebbe fornito le vere generalità; quindi difetterebbe l'elemento soggettivo (dolo).
La decisione
La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile per due ordini di motivi: 1) tardività del deposito (la motivazione della sentenza era stata notificata il 28/03/2024; il termine di 45 giorni per proporre ricorso è quindi scaduto il 12/05/2024; il ricorso è stato depositato il 24/05/2024); 2) genericità del motivo: il ricorso enuncia in modo indifferenziato mancanza, contraddittorietà e manifesta illogicità della motivazione senza specificare quale vizio si deduca. Nel merito la Corte ha inoltre ritenuto infondate le obiezioni sul dolo: la sentenza di merito ricostruisce chiaramente che il ricorrente prima ha declinato le generalità del fratello e solo dopo ha fornito quelle vere; per il reato di falsa attestazione di qualità personali non è richiesto un dolo specifico ma è sufficiente la coscienza e volontà della dichiarazione falsa, e la dichiarazione successiva veritiera non esclude il reato. L'argomento del "gioco" è stato ritenuto una generica prospettazione difensiva non idonea a escludere l'elemento soggettivo. Conseguenze: dichiarazione di inammissibilità, condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali e al versamento di Euro 3.000,00 alla cassa delle ammende ex art. 616 c.p.p.
Norme richiamate
Norma che disciplina la falsa attestazione/dichiarazione a pubblico ufficiale su identità o qualità personali; la Corte interpreta che per tale reato non sia richiesto dolo specifico ma sia sufficiente la coscienza e volontà della condotta illecita
Norma del Codice della Strada richiamata quale base della contestazione amministrativa/penale collegata ai fatti; il richiamo conferma l'applicazione anche di disposizioni del CDS connesse alla falsificazione/fornitura di false generalità
art. 173, comma 1, disp. att. c.p.p.
Norma che delimita i motivi proponibili in cassazione; la Corte ricorda i limiti formali entro cui il ricorso deve essere articolato
art. 23, comma 8, d.l. n. 137/2020, conv. con legge n. 176/2020
Disposizione richiamata in relazione al trattamento dell'impugnazione senza intervento delle parti (decadenza o trattazione per iscritto/in assenza di udienza); la Corte segnala l'applicabilità per i procedimenti trattati senza udienza
Prevede un termine aggiuntivo di 15 giorni per proporre impugnazione; la Corte chiarisce che tale termine non si computa quando il giudizio d'appello è stato definito con rito cartolare
Prevede la condanna alle spese e la possibilità di infliggere sanzioni pecuniarie (versamento alla cassa delle ammende) quando il ricorso è dichiarato inammissibile per colpa derivante dall'atto impugnatorio
Giurisprudenza della Corte di Cassazione (citata)
Sez. 5, n. 2676 del 05/11/2021 Rv. 282650-01; Sez. 5, n. 40488 del 28/05/2018 Rv. 273873-01; Sez. 6, n. 49315 del 24/10/2023 Rv. 285499-01
Precedenti impiegati per affermare: a) la correzione successiva delle generalità non esclude l'integrazione del reato; b) la condotta "ioci causa" rileva solo se davvero priva di volontà o accettazione del rischio di produrre la lesione tipica; c) il termine aggiuntivo di 15 giorni non si applica ai procedimenti d'appello definiti in rito cartolare
Massime di principio
- Termini processuali: in cassazione il termine di 45 giorni per proporre ricorso decorre dalla notificazione del deposito della motivazione; il termine aggiuntivo di 15 giorni non si applica se il giudizio d'appello è stato deciso con rito cartolare.
- Specificità dei motivi: un ricorso in cassazione deve indicare chiaramente quale vizio di motivazione si deduce (mancanza, contraddittorietà o manifesta illogicità) e svolgere censure concrete; formulazioni generiche o alternative indeboliscono l'ammissibilità.
- Falsa attestazione: per il reato di falsa attestazione di qualità personali non è richiesto un dolo specifico finalizzato ad un risultato particolare; è sufficiente la coscienza e volontà della dichiarazione falsa nel momento in cui perviene al pubblico ufficiale.
- Correzione successiva: la successiva dichiarazione veritiera resa dall'imputato non esclude necessariamente l'integrazione del reato di falsa attestazione.
- Difesa fondata sul "gioco": l'asserito carattere scherzoso della condotta può valere solo se dimostra l'assenza della volontà o dell'accettazione del rischio tipico del reato; mere affermazioni generiche non sono efficaci.
- Rischi di inammissibilità: ricorsi tardivi o vaghi possono comportare non solo l'inammissibilità ma anche condanne alle spese e sanzioni pecuniarie alla cassa delle ammende; è quindi essenziale rispettare termini e formulare censure precise.
- Consigli pratici: in situazioni analoghe, documentare tempestivamente gli elementi oggettivi e soggettivi (es. prova dell'assenza di volontà delittuosa), rispettare scrupolosamente i termini e formulare motivi univoci e dettagliati per aumentare le probabilità di ammissione del ricorso.
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