Cassazione Civile, Ordinanza n. 09395/2026 del 14/04/2026
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al ricorrente (contribuente)
La controversia
La controversia origina da un avviso di accertamento IRES per l'anno d'imposta 2008 notificato a una società che gestiva il servizio idrico di Como. L'Ufficio ha ripreso a tassazione la quota di ammortamento dedotta dalla società per il valore del diritto di concessione e dei beni in concessione, ritenendo che il costo fosse già incluso nel canone annuale corrisposto al Comune e che, quindi, vi fosse una indebita duplicazione di oneri. La società ha impugnato l'atto sostenendo, da un lato, la decadenza del potere accertativo per decorso del termine ex art. 43 d.P.R. 600/1973 e, dall'altro, la legittimità della deduzione dell'ammortamento del diritto di concessione, in quanto il diritto era stato acquisito a titolo oneroso nell'ambito della trasformazione/conferimento disciplinata dalla normativa speciale e poteva essere ammortizzato nonostante il pagamento del canone al Comune. La CTR ha respinto l'appello della società e questa ha quindi proposto ricorso per cassazione con sette motivi; la Corte ha ritenuto infondato il primo motivo sulla decadenza, ma fondati il secondo e il terzo sui profili sostanziali dell'ammortamento e della compatibilità con il canone, assorbendo gli altri motivi.
La decisione
La Corte ha rigettato il primo motivo di ricorso, ha accolto il secondo e il terzo, dichiarando assorbiti il quarto, quinto, sesto e settimo motivo. Ha cassato la sentenza impugnata e, non essendo necessari ulteriori accertamenti di fatto, ha deciso nel merito accogliendo il ricorso originario della contribuente e annullando l'avviso di accertamento. Ha inoltre compensato integralmente le spese dell'intero giudizio, richiamando la novità della questione e il contrasto giurisprudenziale risolto dalle Sezioni Unite in corso di causa.
Norme richiamate
Per la contestazione di componenti di reddito a efficacia pluriennale, il termine di decadenza va riferito alla dichiarazione in cui è esposto il singolo rateo dedotto, quando la contestazione riguarda il fatto generatore o il presupposto costitutivo del componente e non il mero calcolo della rata.
art. 360, primo comma, n. 3, c.p.c.
Norma processuale richiamata come parametro dei motivi di ricorso per violazione di legge.
art. 17 L. 15 maggio 1997, n. 127
Ha disciplinato la trasformazione/conferimento delle aziende municipalizzate in società per azioni come operazione avente natura realizzativa e fiscalmente onerosa.
art. 115 d.lgs. n. 267/2000 (TUEL)
Richiamato quale disciplina successiva della materia, in continuità con l'assetto normativo speciale sulla trasformazione delle aziende municipalizzate.
Consente l'ammortamento del costo dei diritti di concessione; per le immobilizzazioni immateriali richiama la disciplina dell'ammortamento secondo il costo fiscalmente riconosciuto del diritto.
Richiamato in via analogica per confermare che l'ammortamento può coesistere con il pagamento di un canone quando il bene o il diritto è detenuto da soggetto che non ne è proprietario ma ne ha la disponibilità economica.
Ha consentito alla Corte, una volta cassata la sentenza e non essendo necessari ulteriori accertamenti di fatto, di decidere nel merito.
Massime di principio
- Quando si contesta la deducibilità di una quota di ammortamento riferita a un componente di reddito pluriennale per ragioni che investono il presupposto stesso della deduzione, il potere accertativo dell'amministrazione si rinnova per ciascun periodo d'imposta in cui la quota è portata in dichiarazione.
- La trasformazione di un'azienda municipalizzata in società per azioni, quando prevista da una disciplina speciale che le attribuisca natura realizzativa, può integrare un acquisto a titolo oneroso del diritto di concessione, con conseguente ammortizzabilità del relativo costo fiscalmente riconosciuto.
- L'ammortamento del costo di un diritto di concessione e il pagamento del canone periodico all'ente concedente non sono di per sé incompatibili, perché assolvono a funzioni economiche e fiscali diverse: il primo recupera il costo storico del diritto lungo la sua durata utile, il secondo remunera l'uso corrente dei beni o del servizio.
- La mancanza di proprietà dei beni sottostanti non esclude l'ammortamento quando la norma fiscale attribuisce rilevanza al costo del diritto di utilizzazione economica e non al titolo dominicale sui beni.
- In presenza di errore di diritto sulla qualificazione dell'operazione e sulla deducibilità del costo, la Corte di cassazione può cassare la sentenza e decidere nel merito, se non sono necessari ulteriori accertamenti di fatto.
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