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Ordinanza

Ordinanza n. 12/2026 - Catanzaro, Sezione 2

per l’annullamento previa sospensione - del Decreto Cat.-OMISSIS-notificato in data -OMISSIS- con il quale il Questore della Provincia di Catanzaro ha rigettato l'istanza presentata in data 24.09.2020 a mezzo assicurata n. -OMISSIS- volta ad ottenere la conversione del permesso di soggiorno n. -OMISSIS- rilasciato per motivi umanitari in motivi di lavoro subordinato; - di tutti gli atti preordinati, presupposti, connessi, consequenziali e successivi al provvedimento impugnato;

Giustizia amministrativa202501665

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Calabria - Catanzaro, Sez. IIOrdinanza cautelareAzione di annullamento

Atto impugnato: diniego di conversione del permesso di soggiorno rilasciato per motivi umanitari in permesso per lavoro subordinato

Esito

RIGETTO

Favorevole al resistente (amministrazione dell’interno)

Prevale l’amministrazione

La controversia

Il ricorrente ha impugnato il decreto del Questore di Catanzaro che ha rigettato l’istanza di conversione del permesso di soggiorno per motivi umanitari in permesso di soggiorno per lavoro subordinato, chiedendone l’annullamento previa sospensione cautelare. Il giudice ha esaminato la domanda cautelare rilevando che il provvedimento impugnato è stato adottato sulla base dell’art. 4, comma 3, del Testo unico sull’immigrazione, richiamante l’art. 380, comma 3, lett. l-ter), c.p.p. Tale disposizione ricomprende espressamente il reato di maltrattamenti contro familiari o conviventi previsto dall’art. 572 c.p.

La decisione

Il TAR ha respinto l’istanza cautelare per insussistenza del fumus boni iuris, ritenendo che il richiamo normativo al reato di maltrattamenti contro familiari o conviventi costituisca base idonea al provvedimento questorile impugnato. Accertata l’assenza del fumus, il giudice ha ritenuto assorbita ogni ulteriore valutazione sul periculum in mora. Il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese della fase cautelare in favore delle amministrazioni resistenti, liquidate in € 1.000,00, oltre oneri e spese di legge.

Norme richiamate

  • art. 55 c.p.a.

    Disciplina la domanda cautelare nel processo amministrativo; la misura è stata negata per insussistenza del fumus boni iuris.

  • art. 572 c.p.

    Prevede il reato di maltrattamenti contro familiari o conviventi, espressamente richiamato quale fattispecie rilevante ai fini del diniego.

  • art. 380, comma 3, lett. l-ter), c.p.p.

    Richiama espressamente il reato di maltrattamenti contro familiari o conviventi; il TAR ne ha valorizzato il richiamo nel procedimento sfociato nel diniego.

  • art. 4, comma 3, d.lgs. 286/1998

    Costituisce la base normativa indicata dal giudice per il provvedimento impugnato, attraverso il richiamo all’art. 380, comma 3, lett. l-ter), c.p.p.

  • art. 52, commi 1 e 2, d.lgs. 196/2003

    È richiamato quale presupposto per l’oscuramento delle generalità e degli altri dati identificativi del ricorrente.

  • art. 10 Regolamento (UE) 2016/679

    È richiamato, unitamente alla normativa nazionale sulla privacy, a tutela dei diritti e della dignità del ricorrente mediante oscuramento dei dati identificativi.

Massime di principio

  • Ai fini della tutela cautelare, l’insussistenza del fumus boni iuris consente al giudice amministrativo di respingere l’istanza senza procedere a un’autonoma valutazione del periculum in mora.
  • Il reato di maltrattamenti contro familiari o conviventi previsto dall’art. 572 c.p., in quanto espressamente richiamato dall’art. 380, comma 3, lett. l-ter), c.p.p. e dall’art. 4, comma 3, del d.lgs. 286/1998, può costituire il presupposto normativo del diniego di un titolo di soggiorno o della sua conversione, secondo la disciplina applicata dall’amministrazione.

Come è indicizzato

MateriePermesso di soggiornoTutela cautelare
RamiImmigrazione e cittadinanzaProcesso amministrativo
SottomaterieDiniego e revoca per precedenti penali
IstitutiTutela cautelareDiscrezionalità amministrativa e tecnica

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