Salta al contenuto
Sentenza civile

Cassazione Civile, Sentenza n. 18826/2026 del 09/06/2026

Giurisprudenza civile

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

RIGETTO

Favorevole al resistente (autorità di vigilanza)

La controversia

La controversia nasce da una delibera Consob che aveva irrogato a una persona fisica una sanzione amministrativa pecuniaria di euro 25.000, una sanzione interdittiva accessoria per tre mesi e la confisca fino a euro 9.174, in relazione alla violazione dell’art. 187-bis, comma 4, TUF e dell’art. 8 del Regolamento UE n. 596/2014. L’addebito era quello di avere acquistato, tra maggio e agosto 2016, n. 19.200 azioni Mobyt, sfruttando un’informazione privilegiata relativa all’accordo di vendita delle azioni detenute dai soci rilevanti a Hg Capital, con conseguente promozione di un’OPA ai soci di minoranza al medesimo prezzo. L’opponente aveva negato sia di essere venuto a conoscenza dell’informazione privilegiata sia di averla utilizzata. La Corte d’appello ha rigettato l’opposizione ritenendo provata la violazione tramite elementi indiziari plurimi: il timing degli acquisti, l’assenza di altra operatività di borsa nel periodo, la mancanza di mezzi finanziari apprezzabili con necessità di ricorrere a un prestito poi restituito con interessi dopo la plusvalenza, e la breve durata dell’investimento. In cassazione è stato proposto un unico motivo ex art. 360, n. 3, c.p.c. per violazione degli artt. 2697 c.c. e 2729 c.c., sostenendo che la Corte territoriale avesse fondato la decisione su meri sospetti o su un solo indizio, e non su presunzioni gravi, precise e concordanti.

La decisione

La Corte di cassazione ha rigettato il ricorso. Ha escluso la violazione dell’art. 2697 c.c., perché la censura non denunciava un’erronea ripartizione dell’onere della prova ma solo l’asserita erronea valutazione delle prove e della prova indiziaria. Quanto all’art. 2729 c.c., ha ribadito che la violazione di legge è configurabile solo quando il giudice di merito sussuma fatti concreti sotto i requisiti di gravità, precisione e concordanza in modo metodologicamente scorretto, mentre non è consentito sostituire alla valutazione di merito una diversa lettura degli indizi. Nel caso concreto, la motivazione della Corte d’appello è stata ritenuta corretta perché basata su plurimi elementi oggettivi e non su meri sospetti; inoltre, la tesi relativa alla fonte della notizia è stata ritenuta irrilevante, poiché, in materia di abuso di informazioni privilegiate, conta la conoscenza dell’informazione e il suo utilizzo nelle operazioni finanziarie, non l’identificazione della specifica fonte da cui essa è pervenuta. Il ricorrente è stato condannato alle spese e al versamento dell’ulteriore contributo unificato se dovuto.

Norme richiamate

  • art. 360, comma 1, n. 3 c.p.c.

    Il vizio di violazione di legge è utilizzabile per censurare l’erronea sussunzione della fattispecie, non la mera rivalutazione del materiale istruttorio o degli indizi apprezzati dal giudice di merito.

  • art. 360, comma 1, n. 5 c.p.c.

    Le doglianze dirette a contestare la ricostruzione del fatto o la plausibilità della motivazione sono riconducibili, se del caso, al vizio motivazionale nei ristretti limiti consentiti dalla norma.

  • art. 2697 c.c.

    La violazione si configura solo se l’onere della prova è attribuito alla parte sbagliata; non quando si contesti il modo in cui il giudice ha valutato le prove raccolte.

  • art. 2729 c.c.

    La presunzione semplice è correttamente utilizzabile solo se gli indizi sono valutati secondo un corretto metodo logico in termini di gravità, precisione e concordanza; il controllo di legittimità riguarda la corretta sussunzione, non la diversa lettura degli indizi.

  • art. 187-bis d.lgs. n. 58/1998

    In tema di abuso di informazioni privilegiate, l’illecito richiede la conoscenza dell’informazione e il suo utilizzo in operazioni su strumenti finanziari.

  • art. 187-septies, comma 4, d.lgs. n. 58/1998

    Norma richiamata quale base dell’opposizione avverso la delibera sanzionatoria Consob.

  • art. 187-quater, comma 1, d.lgs. n. 58/1998

    Norma richiamata quale base della sanzione amministrativa interdittiva accessoria.

  • art. 8 Regolamento UE n. 596/2014

    Norma richiamata per la definizione dell’abuso di informazione privilegiata in relazione alle operazioni su strumenti finanziari.

  • art. 13, comma 1-quater, D.P.R. n. 115/2002

    In caso di rigetto del ricorso sussistono i presupposti per l’ulteriore importo a titolo di contributo unificato, se dovuto.

  • art. 13, comma 1-bis, D.P.R. n. 115/2002

    È il parametro rispetto al quale va commisurato l’ulteriore importo dovuto in caso di rigetto del ricorso.

  • art. 1, comma 17, L. n. 228/2012

    Norma richiamata quale fonte dell’inserimento del comma 1-quater nell’art. 13 del D.P.R. n. 115/2002.

Massime di principio

  • La violazione dell’art. 2697 c.c. è configurabile solo quando il giudice abbia invertito l’onere probatorio tra fatti costitutivi ed eccezioni; non basta contestare la valutazione delle prove o la loro attendibilità.
  • La violazione dell’art. 2729 c.c. è censurabile in cassazione quando il giudice di merito applichi in modo metodologicamente scorretto i criteri di gravità, precisione e concordanza; non è invece consentito chiedere una nuova valutazione degli indizi.
  • In materia di prova per presunzioni, il controllo di legittimità si concentra sulla corretta sussunzione degli elementi fattuali nei requisiti legali della presunzione, non sulla mera contrapposizione di una diversa lettura del materiale istruttorio.
  • Nell’abuso di informazioni privilegiate, la fattispecie è integrata dalla conoscenza dell’informazione e dal suo utilizzo nelle operazioni su strumenti finanziari; non è necessario identificare in modo rigoroso la specifica fonte da cui l’informazione è stata appresa.
  • Un quadro indiziario fondato su più elementi oggettivi e convergenti può legittimare l’accertamento della violazione anche in assenza di prova diretta della fonte della notizia privilegiata.

Come è indicizzato

MaterieImpugnazioniIntermediazione finanziaria
RamiProcesso civileBancario e finanziario
SottomaterieRicorso per cassazioneObblighi informativi MIFID
IstitutiOnere della provaNesso di causalità

Testo integrale

Continua a leggere gratis

Crea il tuo account Trovanorma: leggi il testo integrale della pronuncia, apri l’originale e chiedi all’AI di applicarlo al tuo caso, con ogni fonte citata.

7 giorni di prova · Nessuna carta di credito

Hai già un account? Accedi

La sintesi è generata dall'AI di Trovanorma a partire dal testo pubblicato da Giurisprudenza civile, ha finalità informative e non sostituisce la lettura del documento né un parere professionale: fa fede il testo ufficiale.

Dal documento al tuo caso

Chiedi a Trovanorma cosa dice per il tuo caso

Descrivi i fatti: Trovanorma trova le norme, la prassi e le sentenze pertinenti, le mette in relazione e cita ogni fonte, che puoi aprire e verificare.