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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 27248/2025 del 24/07/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Il ricorrente impugnava la sentenza della Corte d'appello che lo aveva ritenuto responsabile, tra l'altro, dei reati di invasione di terreno e delle connesse violazioni urbanistiche, censurando la totale assenza di prova circa la demanialità del bene occupato. Si denunciava motivazione contraddittoria e apodittica per non avere il giudice di merito verificato la titolarità e la qualita giuridica dell'area (mancanza di titoli formali, documentazione catastale o accertamenti tecnici), l'uso improprio di presunzioni (art. 22 l. 2248/1865 allegato F) non applicabili senza verifica del requisito centro abitato e la decisione basata su elementi informali come mappe online. Inoltre si contestava l'omessa trattazione di un specifico motivo di appello relativo al capo b) dell'imputazione, nonostante fosse stato proposto in appello.

La decisione

La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso, ritenendo fondati entrambi i motivi. Ha rilevato vizio della motivazione per apoditticità e contraddittorietà nella valutazione della natura e della titolarità del bene (assenza di accertamenti e di documentazione catastale) e l'omessa decisione su un motivo di gravame devoluto in appello. Per tali ragioni ha annullato la sentenza impugnata e ha disposto il rinvio ad altra Sezione della Corte d'Appello di Roma per nuovo giudizio, affinché il giudice di merito esamini compiutamente le censure e acquisisca gli elementi probatori necessari. In precedenza la Corte d'appello aveva rideterminato la pena pecuniaria in euro 1.000 e confermato la restante imputazione (artt. 633, 639-bis cod. pen.; artt. 94 e 95 d.P.R. n. 380).

Norme richiamate

  • art. 633 cod. pen.

    La Corte ha evidenziato che la configurazione del reato richiede accertamento della qualita giuridica del bene; in assenza di prove sulla demanialità non si possono fondare conclusioni di responsabilità

  • art. 639-bis cod. pen.

    Applicata insieme all'art. 633; la Corte ha richiesto che per questi reati siano chiariti gli elementi oggettivi relativi alla proprieta o alla titolarita del bene

  • artt. 94 e 95 d.P.R. n. 380/2001

    Riferite alle contestazioni urbanistiche; la Corte ha rilevato che l'accertamento delle violazioni richiede istruttoria adeguata sui luoghi e sui titoli, non deduzioni apodittiche

  • art. 44 d.P.R. n. 380/2001

    Citato nei motivi di ricorso relativi alla normativa edilizia; la Corte ha sottolineato la necessita di affrontare i punti devoluti in appello

  • art. 181 d.lgs. n. 42/2004

    Riferimento normativo relativo alla tutela dei beni culturali citato nei motivi di impugnazione; la Corte ha richiesto che le censure inerenti vengano esaminate dal giudice di merito

  • art. 22 l. n. 2248 del 1865 (allegato F)

    La Corte ha osservato che la presunzione di demanialita invocata dal giudice di merito non era dimostrata: la presunzione richiede condizioni applicative (es. che il bene si trovi nel centro abitato) che non erano accertate

  • art. 173 disp. att. cod. proc. pen.

    Norma richiamata per la compressione della esposizione dei motivi nel ricorso; la Corte ha comunque esaminato i motivi ritenendoli sufficientemente formulati

Massime di principio

  • In ipotesi di contestazione per invasione o occupazione di aree, la demanialità o la titolarità del bene deve essere provata con documenti formali (titoli, catasto, atti amministrativi) o con accertamenti tecnici: conclusioni basate su osservazioni sommarie o mappe online non sono idonee
  • L'utilizzo di presunzioni storiche (es. art. 22 l. 2248/1865) richiede la verifica preventiva delle condizioni di applicazione; il giudice deve esplicitare perché la presunzione si ritiene applicabile
  • La motivazione di merito deve affrontare espressamente le questioni devolute dalle parti in appello: l'omessa trattazione di motivi costituisce vizio rilevante e può determinare annullamento per vizio di motivazione
  • Se permangono dubbi sulla natura del bene, il giudice di merito dovrebbe disporre accertamenti tecnici o acquisire documentazione catastale e amministrativa prima di dichiarare responsabilità penale
  • Nelle impugnazioni, chi ricorre deve specificare chiaramente le censure e indicare gli elementi probatori richiesti; il giudice deve rispondere punto per punto o motivare la non necessità di approfondimento
  • Affidarsi a fonti informali (es. Google Maps) per determinare la natura giuridica di un terreno è insufficiente; è necessaria documentazione ufficiale o perizia

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