Cassazione Penale, Sentenza n. 27061/2025 del 24/07/2025
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al ricorrente
La controversia
Impugnazione della conferma della condanna per corruzione (art. 319 c.p.) e rivelazione di notizie riservate (art. 326 c.p.) per aver messo a disposizione della coppia Marcello Tavilla e Cinzia Fiorentino la propria funzione alla Procura di Messina, fornendo informazioni sugli spostamenti del Procuratore Aggiunto Vito Di Giorgio e sulle indagini riguardanti Tavilla e favorendo l'assunzione di una persona a lui vicina in cambio di vantaggi. Il ricorso contestava il diniego di specifiche prove (escussione di dipendenti della Procura), la genericità e insufficienza della prova derivante da intercettazioni, l'assenza di dimostrazione della segretezza delle notizie e della qualità soggettiva di incaricato di pubblico servizio, nonché il mancato riconoscimento delle attenuanti generiche e l'irragionevolezza della pena.
La decisione
La Corte di Cassazione ha ritenuto fondato il ricorso in più profili: ha annullato senza rinvio la qualificazione di corruzione con riferimento ad alcune condotte ritenute esterne alla sfera di competenza dell'ufficio (quindi non 'atto d'ufficio' meritevole di mercimonio), ha rilevato errori e lacune motivazionali circa l'eventuale segretezza della notizia sull'orario di accesso del magistrato e sulla qualifica soggettiva dell'imputato (se incaricato di pubblico servizio), e ha disposto l'annullamento con rinvio ad altra Sezione della Corte d'appello di Messina per un nuovo esame dei profili non definitivamente decisi (verifica della natura riservata delle notizie, della qualità di incaricato di pubblico servizio e rivalutazione delle contestazioni residue).
Norme richiamate
art. 319 cod. pen.
"atto di ufficio" (nozione penalistica: attività del pubblico ufficiale nello svolgimento dell'incarico)
L'atto di ufficio è attività riconducibile all'esercizio dei poteri connessi alla qualifica; non rientrano nella fattispecie gli atti compiuti solo "in occasione" dell'ufficio privi di uso di poteri funzionali.
art. 326 cod. pen.
Occorre distinguere i diversi commi: la rivelazione è punibile se si è abusato della qualità o delle mansioni; non è configurabile la fattispecie del terzo comma (sfruttamento economico della notizia) se non emergono finalità economiche. La notizia deve avere effettivo carattere di segretezza non agevolmente conoscibile.
art. 358, comma secondo, cod. pen.
mansioni di ordine o prestazioni di opera meramente materiali
Non può essere riconosciuta la qualifica di incaricato di pubblico servizio a chi svolga solo mansioni meramente materiali o di ordine; la qualifica richiede attività di natura pubblicistica e diretta a finalità dell'ente pubblico.
art. 603 cod. proc. pen.
Norma processuale riferita alla richiesta di assunzione di prova (escussione di testi); la Corte di Cassazione ha censurato il rigetto senza adeguata motivazione, rilevando la potenziale rilevanza dei testimoni indicati.
art. 606, lett. b), c) ed e), cod. proc. pen.
Grounds di cassazione invocate: vizio di motivazione, violazione di legge e contraddittorietà della motivazione. La Corte ha ritenuto fondati tali rilievi in relazione alle lacune e alle errate qualificazioni giuridiche.
Massime di principio
- Per integrare il reato di corruzione (art. 319 c.p.) è necessario che l'atto mercificato rientri nella sfera di competenza o di effettiva influenza dell'ufficio del pubblico ufficiale; atti solo "in occasione" dell'ufficio, privi di uso di poteri funzionali, non sono sufficienti.
- La rivelazione di notizie di ufficio (art. 326 c.p.) richiede che la notizia abbia effettivo carattere di segretezza e che la rivelazione avvenga mediante abuso della qualità o delle mansioni; non basta la mera comunicazione di informazioni facilmente conoscibili.
- La qualifica soggettiva di "incaricato di pubblico servizio" va accertata concretamente: occorre dimostrare che le mansioni esercitate siano di natura pubblicistica e non meramente materiali (art. 358 c.p.). Se il ruolo è solo materiale o di ordine, i reati tipici del pubblico ufficiale/non si realizzano.
- Il rigetto di richieste probatorie rilevanti (es. escussione di dipendenti) deve essere motivato in modo specifico: il giudice deve spiegare perché una prova è ritenuta superflua o irrilevante; altrimenti la decisione è vulnerabile in cassazione.
- Nella valutazione delle intercettazioni occorre specificare quali notizie siano coperte da segreto e quale contenuto concreto si attribuisce all'illecito scambio: genericità e assenza di collegamento causale tra favore promesso e informazione scambiate indeboliscono l'accusa.
- In caso di dubbio sulla configurazione del reato o sulla qualità soggettiva dell'imputato, la Corte può annullare e disporre rinvio per un nuovo esame di merito, precisando i punti su cui il giudice di merito deve integrare o chiarire la motivazione.
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