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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 29344/2024 del 19/07/2024

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Imputazione per falsità ideologica relativamente a due attestazioni rese in SCIA (29/12/2014 e 28/11/2016) dal direttore dei lavori: si contestava l'affermazione falsa circa l'assenza di vincoli paesaggistici e idrogeologici e la conformità dei lavori agli strumenti urbanistici e alle norme sismiche. Il ricorso in Cassazione deduceva vizi di motivazione sull'elemento oggettivo e soggettivo del reato (anche per la sussistenza dei vincoli e qualificazione delle opere come "minori"), violazione del diritto alla prova per il diniego della rinnovazione dell'istruttoria tecnico-consulenziale, errori nell'applicazione e mancata considerazione delle cause di estinzione/attenuanti (art. 131-bis, circostanze di cui agli artt. 62-bis e 62 n.6, domanda di non menzione art.175), e contestava la decorrenza della prescrizione per le condotte del 2014 e del 2016.

La decisione

La Corte di cassazione ha rigettato la maggior parte dei motivi di ricorso ritenendoli infondati o inammissibili, confermando la correttezza delle valutazioni di merito sulla sussistenza dei vincoli paesaggistici e idrogeologici e sull'esistenza del dolo eventuale del direttore dei lavori. Ha però accolto parzialmente l'ultima censura: ha annullato senza rinvio la condanna relativa alla SCIA del 29/12/2014 perché il reato risultava estinto per prescrizione; ha invece respinto la doglianza sul reato relativo alla SCIA del 28/11/2016, lasciando ferma la condanna per tale fatto. Considerata l'estinzione del reato anteriore per prescrizione, la Cassazione ha determinato direttamente la pena complessiva equitativamente ridotta in 15 giorni di reclusione (minimo edittale). Le richieste difensive relative alla rinnovazione della prova tecnica, all'applicazione dell'art.131-bis, al riconoscimento delle attenuanti e del beneficio di non menzione sono state rigettate o dichiarate precluse perché non prospettate in primo grado.

Norme richiamate

  • art. 81 cod. pen.

    Richiama la continuazione fra più atti esecutivi di un medesimo disegno criminoso; utilizzata per qualificare le pluralità di attestazioni false come reato continuato.

  • art. 481 cod. pen.

    Norma sul falso ideologico: applicata alle attestazioni false rese nelle SCIA; valutata la sussistenza dell'elemento oggettivo e soggettivo (dolo eventuale).

  • d.lgs. n. 42 del 2004 (Codice dei beni culturali e del paesaggio), artt. 134 e 143

    Interpretate in combinato con le norme di salvaguardia del PPTR: l'adozione del piano e le norme di salvaguardia possono porre divieti prescrittivi anche prima della definitiva approvazione, rilevanti per la configurabilità del vincolo paesaggistico.

  • art. 181 d.lgs. n. 42 del 2004

    Norma sanzionatoria per interventi su beni paesaggistici: discussa la rilevanza della classificazione dell'area e della perimetrazione dei beni sottoposti a tutela.

  • d.P.R. n. 380 del 2001, artt. 44 e 95

    Disciplina edilizia: distinzione tra SCIA e permesso di costruire; la sussistenza di opere non qualificabili come "minori" imponeva il permesso e rendeva falsa la SCIA.

  • art. 603 cod. proc. pen.

    Regime della rinnovazione dell'istruttoria dibattimentale: la Corte ha ritenuto inammissibile la rinnovazione richiesta perché la consulenza difensiva avrebbe avuto carattere giuridico e non tecnico-scientifico decisivo.

  • art. 606, comma 1, lett. d) cod. proc. pen.

    Motivo di cassazione relativo alla mancata acquisizione di prova decisiva: la Corte ha ritenuto che la prova richiesta non fosse decisiva in quanto volta a prospettare questioni giuridiche, non nuove acquisizioni tecnico-scientifiche.

  • art. 131-bis cod. pen.

    Causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto: la sua applicazione non è stata riconosciuta e la questione è stata dichiarata preclusa perché non dedotta in primo grado.

  • art. 62-bis e art. 62, comma 1, n.6, cod. pen.

    Circostanze attenuanti e attenuante speciale per riparazione del danno: la Corte ha ritenuto inammissibili o insussistenti le doglianze per mancato riconoscimento, confermando la valutazione di merito.

  • art. 175 cod. pen.

    Beneficio della non menzione nel casellario giudiziale: la richiesta, pur formulata in appello, è stata ritenuta non adeguatamente prospettata in primo grado e quindi preclusa al sindacato di legittimità.

  • artt. 157, 161 e con riferimento all'art. 158 cod. pen. (disciplina della prescrizione)

    Norme sulla prescrizione: la Corte ha calcolato i termini applicabili ratione temporis e le sospensioni, ritenendo prescritta la condotta del 29/12/2014 ma non quella del 28/11/2016.

  • art. 620, comma 1, lett. l) cod. proc. pen.

    Potere della Cassazione di provvedere direttamente alla determinazione della pena in caso di annullamento per prescrizione: la Corte ha rideterminato la pena a 15 giorni di reclusione.

Massime di principio

  • L'adozione di un piano paesaggistico o di strumenti regionali (es. PPTR) può imporre misure di salvaguardia già efficaci dall'adozione e impedire interventi incompatibili anche prima della definitiva approvazione: il professionista deve tenerne conto e non basarsi solo su certificazioni urbanistiche parziali.
  • Se le opere non sono qualificabili come "opere minori" ma richiedono permesso di costruire, la presentazione di una SCIA attestante la conformità può integrare il reato di falso ideologico; il requisito oggettivo del reato va attentamente valutato alla luce della qualificazione tecnica delle opere.
  • Il dolo eventuale può essere configurato quando il professionista, pur avendo competenze tecniche, accetta il rischio della inesattezza delle attestazioni non compiendo le verifiche dovute; la semplice leggerezza o incertezza di carattere meramente colposo può non escludere invece il dolo se emerge una consapevole accettazione del rischio.
  • Le richieste di rinnovazione dell'istruttoria per acquisire consulenze tecniche sono ammissibili quando propongono accertamenti tecnico-scientifici realmente nuovi e decisivi; se la consulenza ha carattere interpretativo/giuridico o riproduce la linea difensiva, il giudice può legittimamente rigettarla.
  • Le istanze relative a benefici/attenuanti (art.131-bis, circostanze attenuanti, non menzione) vanno prospettate tempestivamente e con adeguata motivazione già in primo grado, altrimenti possono risultare precluse in sede di legittimità.
  • Nel calcolo della prescrizione è fondamentale applicare la disciplina vigente ratione temporis e considerare interruzioni e sospensioni (anche per cause straordinarie come emergenze sanitarie); l'accertamento formale della prescrizione può comportare l'annullamento senza rinvio di singoli capi di imputazione.

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