Cassazione Penale, Sentenza n. 29331/2024 del 19/07/2024
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
Ricorso proposto avverso l'ordinanza del Tribunale di Catanzaro che, nel riesame dell'ordinanza del G.I.P., aveva sostituito la misura cautelare degli arresti domiciliari con l'obbligo di presentazione alla Polizia Giudiziaria. Il ricorrente contestava: a) la sussistenza di gravi indizi in ordine alla partecipazione all'associazione finalizzata al traffico di stupefacenti (art. 74 d.P.R. n. 309/90 - capo A); b) la qualificazione e la ritenuta prova della detenzione e cessione di stupefacenti in particolare per il fatto contestato al capo 2) (1° agosto 2020). La difesa deduceva vizi di motivazione e ambiguità delle intercettazioni (il riferimento a "Manuel" non sarebbe univoco), la possibile natura di canapa legale di alcune piante e la temporaneità/occasionalità della condotta del ricorrente come incompatibile con la "affectio societatis".
La decisione
La Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha ritenuto la motivazione del Tribunale congrua e priva di illogicità: l'identificazione di "Manuel" è stata corroborata da attività di osservazione, pedinamento, videoriprese e dalla dichiarazione di un acquirente; gli elementi indiziari documentano rifornimenti stabili, acquisti a credito e un debito verso i promotori, nonché l'interesse del ricorrente alla coltivazione/occultamento della sostanza. Il fatto che il contributo sia durato un periodo relativamente breve non esclude la partecipazione associativa se ricorre un rapporto stabile che assicura l'operatività del gruppo. Conseguentemente il ricorso è stato dichiarato inammissibile come reiterativo e aspecifico; il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e al versamento di Euro 3.000,00 in favore della Cassa delle Ammende ai sensi dell'art. 616 c.p.p.
Norme richiamate
d.P.R. 9 ottobre 1990 n. 309 (Testo unico stupefacenti), art. 74
L'art. 74 viene interpretato nella giurisprudenza richiamata come comprensivo della partecipazione associativa anche quando la condotta consista in un approvvigionamento costante che crea un vincolo durevole con il gruppo, superando il mero rapporto sinallagmatico delle singole operazioni.
d.P.R. 9 ottobre 1990 n. 309, art. 73, comma 4
Taluni fatti contestati in ordine alle cessioni sono stati ritenuti qualificabili, nel giudizio di merito, come violazioni dell'art. 73 comma 4 (detenzione/cessione di sostanze), più che come ipotesi associative autonome in quei singoli capi.
codice di procedura penale, art. 273
Richiamato dalla difesa con riferimento ai vizi di motivazione; la Corte di legittimità ricorda i limiti del controllo di merito in Cassazione e la necessità che le censure non si risolvano in una diversa valutazione dei fatti.
legge 2 dicembre 2016 n. 242
La norma che definisce limiti e disciplina della "cannabis sativa L" è utilizzata per valutare che la coltivazione formalmente indicata come "tipo L" poteva in realtà presentare un principio attivo superiore ai limiti di legge, giustificando il sequestro e la considerazione che non si trattava di canapa legale.
codice di procedura penale, art. 616
Applicato per l'imposizione dell'onere in favore della Cassa delle Ammende al ricorrente per la dichiarata inammissibilità del ricorso.
Massime di principio
- La partecipazione ad un'associazione finalizzata al narcotraffico può essere desunta anche dal "costante e continuo" approvvigionamento: l'acquisto stabile e a credito, il ricorso a linguaggio criptico e l'esistenza di un debito verso i vertici sono indizi idonei a dimostrare l'affectio societatis.
- La breve durata temporale del contributo all'attività dell'associazione non esclude automaticamente la partecipazione associativa se gli elementi acquisiti mostrano l'esistenza di un sistema collaudato e di un rapporto durevole tra le parti.
- L'identificazione di un indagato in intercettazioni ambigue può essere ritenuta valida se corroborata da attività investigative complementari (osservazione, pedinamenti, videoriprese) e da dichiarazioni testimoniali che collegano utenze e condotte.
- La difesa basata sull'affermazione che la materia fosse "canapa legale" può essere neutralizzata da prove tecniche o sequestri che attestino un principio attivo superiore ai limiti di legge; occorre prova scientifica per sostenere la liceità della coltivazione.
- In Cassazione il controllo di legittimità sulle ordinanze di riesame è limitato: il giudice di legittimità verifica la coerenza logica, la congruità motivazionale e l'assenza di errori giuridici evidenti, ma non può rivedere liberamente l'apprezzamento del merito e la valutazione delle fonti probatorie.
- I motivi di ricorso che ripropongono in modo aspecifico le stesse doglianze già esaminate in sede di riesame sono inammissibili e possono comportare condanna alle spese e sanzione in favore della Cassa delle Ammende.
- Quando si contesta l'identità di persone menzionate nelle intercettazioni (es. riferimenti a "Manuel"), è essenziale indicare ed evidenziare elementi probatori alternativi o carenti per rendere la censura efficace; semplici affermazioni di ambiguità sono spesso insufficienti.
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