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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 7259/2025 del 20/02/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Impugnazione dell'ordinanza che aveva rigettato la revoca (totale o parziale) del sequestro preventivo dell'agriturismo in Otranto, contestato per reati urbanistici e paesaggistici (art. 44 lett. c DPR n. 380/2001 e art. 181 d.lgs. n. 42/2004, capo 21 bis) e per corruzione e falso in atto pubblico (capo 21). Il ricorrente ha sostenuto: (1) violazione e falsa applicazione degli artt. 319 e 321 c.p.p. perché i permessi originari erano anteriori all'elezione del presunto pubblico ufficiale coinvolto, perciò le opere autorizzate non possono rientrare nel patto corruttivo; (2) errata estensione della nozione di "unitarietà della costruzione" propria dei reati urbanistici al reato di corruzione; (3) difetto di motivazione del provvedimento impugnato, in particolare rispetto agli elementi cronologici e ai soggetti che hanno rilasciato i titoli (permesso n.55/2017 e tre S.C.I.A. del 2018); (4) eccessiva estensione dell'oggetto del sequestro e della confisca rispetto ai reati contestati, con richiamo anche alla disciplina dell'art. 322-ter c.p. e alla non menzione del falso tra i reati assoggettabili a confisca automatica.

La decisione

Il ricorrente ha poi rinunciato formalmente al ricorso per cassazione (dichiarazione del 02/12/2024), dopo che nel frattempo era stato revocato il sequestro della struttura principale. Per sopravvenuta carenza d'interesse la Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile (04/12/2024). Non è stata disposta condanna alle spese processuali, richiamando il principio secondo cui la rinuncia per causa non imputabile al ricorrente non configura soccombenza.

Norme richiamate

  • art. 319 cod. pen.

    Norma penale sulla corruzione: la decisione prende spunto dalla necessità che la condotta corruttiva implichi l'esistenza di un pubblico ufficiale al tempo delle condotte contestate, rilevando questioni cronologiche tra titoli abilitativi e l'elezione del pubblico ufficiale

  • art. 321 cod. proc. pen.

    Richiamato nei motivi di ricorso in tema di motivazione e valutazione degli elementi a supporto della misura cautelare reale; la Corte ha considerato la rinuncia sopravvenuta e non ha esaminato il merito

  • art. 44 lett. c del d.P.R. n. 380/2001

    Norma urbanistica richiamata per le contravvenzioni edilizie: il sequestro è stato disposto anche per le condotte urbanistiche contestate; la difesa contestava l'inclusione di opere autorizzate anteriormente all'elezione del pubblico ufficiale

  • art. 181 del d.lgs. n. 42/2004

    Norma paesaggistica utilizzata come presupposto del sequestro preventivo per reati paesaggistici; la questione rimane però non pronunciata definitivamente per la rinuncia

  • art. 157 cod. pen.

    Citato dalla difesa in relazione alla quantificazione della responsabilità e alla causalità tra il presunto illecito e il bene sequestrato; interpretazione non sviluppata a causa della sopravvenuta rinuncia

  • art. 179, comma 1, cod. proc. pen.

    Richiamato nei motivi di impugnazione in relazione alla motivazione delle misure cautelari reali e all'individuazione del fatto da perseguire

  • art. 240 cod. pen.

    Norma in tema di falsità ideologica o materiale in atti pubblici, richiamata perché il provvedimento gravato menzionava falsi; la difesa ha contestato l'inclusione di tali falsi nel novero dei reati idonei alla confisca

  • art. 335-bis cod. pen.

    Norma relativa a specifiche figure di reato collegate alla documentazione: invocata per contestare l'estensione del sequestro in relazione ai falsi indicati nell'atto

  • art. 479 cod. pen.

    Norma sulla confisca per delitti scopi di truffa/falsità; citata nella contestazione circa l'ammissibilità della confisca per i reati indicati

  • art. 322-ter cod. pen.

    Richiamato in relazione ai limiti della confisca per reati corruttivi: la difesa ha osservato che l'art. 322-ter non menziona il falso tra i reati per cui è prevista confisca obbligatoria, deducendo eccessiva estensione del sequestro

Massime di principio

  • La rinuncia formale al ricorso per cassazione comporta la declaratoria di inammissibilità per sopravvenuta carenza di interesse; in tali ipotesi, se la rinuncia è dovuta a causa non imputabile al ricorrente, non si configura soccombenza e non devono essere poste a suo carico le spese processuali.
  • Quando la contestazione penale riguarda una pluralità di illeciti (edilizi/paesaggistici e reati contro la pubblica amministrazione), è essenziale verificare la temporalità e la titolarità del pubblico ufficiale per stabilire se le opere contestate possano effettivamente rientrare in un presunto patto corruttivo.
  • La nozione di "unitarietà della costruzione" tipica del diritto urbanistico non può essere automaticamente estesa senza adeguata motivazione al settore dei reati di corruzione: occorre dimostrare il nesso specifico tra il vantaggio ricevuto e le opere realizzate nel periodo pertinente alla condotta corruttiva.
  • Il sequestro preventivo di beni finalizzato alla confisca richiede una chiara individuazione del fatto e dei reati cui la confisca è collegata; l'ampia estensione dell'oggetto della misura senza adeguata corrispondenza tra singole condotte e reati contestati può essere censurata, purché il giudice di merito si pronunci sul punto — ma la censura in Cassazione può rimanere inattuata se il ricorrente rinuncia.
  • In fase cautelare, la difesa deve mettere in evidenza elementi cronologici e documentali (titoli abilitativi, date di rilascio, nomi dei firmatari) che possano escludere il nesso di causalità tra il presunto patto corruttivo e il bene sottoposto a sequestro; tali elementi, se adeguatamente motivati, possono incidere sulla mantenibilità del sequestro reale.

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