Sentenza del 05/12/2019 n. 4901 - Comm. Trib. Reg. per la Lombardia
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
Prevale l’amministrazione
La controversia
I ricorrenti hanno impugnato gli avvisi di accertamento relativi al 2014, contestando l'attribuzione della responsabilità solidale per le sanzioni tributarie derivanti dall'omessa tenuta delle scritture contabili, dall'omessa presentazione delle dichiarazioni IRES, IRAP e IVA, dall'omessa comunicazione IVA e da ulteriori violazioni connesse a una frode carosello. In via preliminare hanno dedotto vizi di motivazione, mancata allegazione o notificazione del PVC, irregolarità delle firme digitali e violazione del diritto di difesa. Nel merito hanno sostenuto che, ai sensi dell'art. 7 del d.l. 269/2003, le sanzioni dovessero gravare esclusivamente sulla società G e hanno negato di essere amministratori di fatto o beneficiari della frode.
La decisione
La Commissione Tributaria Provinciale di Milano aveva accolto i ricorsi. In appello, tuttavia, la Commissione ha accolto integralmente l'impugnazione dell'Agenzia delle Entrate, ritenendo che l'art. 7 del d.l. 269/2003 non escluda la responsabilità personale quando la società sia una costruzione artificiosa, priva di reale autonomia e utilizzata come schermo per finalità illecite. Le prove raccolte dalla Guardia di Finanza, incluse le dichiarazioni della liquidatrice formale e di una dipendente, hanno dimostrato che G era una società cartiera, che V, M e CI ne erano amministratori di fatto e che traevano beneficio dalla frode. Sono state respinte anche le eccezioni formali relative alla motivazione, al PVC, al diritto di partecipazione alle verifiche e alle firme digitali. Gli avvisi di accertamento sono stati confermati e gli appellanti sono stati condannati al pagamento di 15.000 euro complessivi per spese di lite.
Norme richiamate
nei casi in cui una violazione ... è commessa ... dall'amministratore, anche di fatto, di società ... la persona fisica, la società ... sono obbligati solidalmente al pagamento
La norma prevede, nella disciplina originaria, la responsabilità personale dell'autore materiale della violazione e la responsabilità solidale della società o del soggetto nell'interesse del quale egli ha agito.
Art. 7 d.l. 269/2003, convertito dalla l. 326/2003
le sanzioni amministrative relative al rapporto fiscale proprio di società o enti con personalità giuridica sono esclusivamente a carico della persona giuridica
La riferibilità esclusiva alla persona giuridica opera normalmente anche quando la società sia gestita da amministratori di fatto, ma non si applica quando la società sia stata costituita artificiosamente come mero schermo per attività illecite e nell'interesse personale dei soggetti che la gestiscono.
Disciplina il concorso di persone nella violazione tributaria, ma trova applicazione solo se compatibile con la regola di riferibilità esclusiva alla persona giuridica introdotta dall'art. 7 del d.l. 269/2003.
Consente di equiparare, ai fini della responsabilità, l'amministratore di fatto a quello formalmente nominato, quando il primo eserciti in modo continuativo e significativo i poteri tipici della funzione.
Affermando l'autonomia del procedimento tributario rispetto a quello penale, impedisce di attribuire automaticamente efficacia decisiva, nel giudizio fiscale, a una richiesta di archiviazione penale.
Concorre a delimitare l'efficacia del giudicato penale nel processo tributario, confermando che gli esiti dell'indagine penale non determinano automaticamente l'esito del giudizio fiscale.
Riguardano i reati tributari documentali e dichiarativi oggetto dell'indagine penale; la loro eventuale archiviazione non esclude, di per sé, la responsabilità amministrativa tributaria fondata su un diverso compendio probatorio.
Codice dell'Amministrazione Digitale
Le firme digitali e le modalità di formazione e allegazione degli atti tributari sono state ritenute valide perché conformi alla disciplina dell'amministrazione digitale.
Massime di principio
- La regola per cui le sanzioni tributarie gravano esclusivamente sulla società di capitali costituisce il principio ordinario, ma non protegge chi utilizza una società fittizia o cartiera come schermo per realizzare vantaggi personali o fraudolenti.
- Per superare l'art. 7 del d.l. 269/2003 l'Amministrazione deve dimostrare non solo che la persona fisica esercitava di fatto i poteri gestori, ma anche che la società era artificiosa, priva di effettiva autonomia e funzionale all'illecito.
- La qualifica di amministratore di fatto può essere provata mediante un insieme di indizi concordanti, quali la gestione dei rapporti commerciali e finanziari, la disponibilità dei locali, i rapporti con dipendenti e professionisti, la partecipazione agli atti societari e il controllo sostanziale dell'impresa.
- Una richiesta di archiviazione o un diverso esito del procedimento penale non vincola automaticamente il giudice tributario, che valuta autonomamente i fatti e le prove secondo le regole del processo fiscale.
- Le eccezioni formali sugli atti fiscali non sono sufficienti se l'atto è motivato in modo comprensibile e consente al contribuente di difendersi concretamente, anche mediante un richiamo puntuale al PVC.
- Quando una società è realmente operativa e l'amministratore agisce nell'interesse dell'ente, le sanzioni tendono a rimanere a carico della persona giuridica; quando invece la società è una mera cartiera, la responsabilità può essere imputata direttamente alle persone fisiche che la controllano e ne beneficiano.
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