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Cassazione Penale, Ordinanza n. 27561/2025 del 28/07/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
In breve

La Corte dichiara inammissibile il ricorso. Conseguentemente condanna il ricorrente al pagamento delle spese processuali e, ai sensi dell'art. 616 c.p.p., al versamento di euro 3.000 in favore della Cassa delle ammende, rilevando profili di colpa nella determinazione della causa di inammissibilità.

Esito

INAMMISSIBILITA

Favorevole al resistente (tribunale)

La controversia

Il ricorrente impugna l'ordinanza del tribunale di sorveglianza che ha revocato l'affidamento in prova al servizio sociale già concesso. Dalla decisione emerge che la revoca era stata fondata su una pluralità di violazioni delle prescrizioni: deferimento all'autorità giudiziaria per guida in stato di ebbrezza, permanenza fuori dal domicilio in orario notturno senza autorizzazione, precedente diffida per il possesso di una modica quantità di hashish ed esito positivo di tre controlli sul consumo di cannabinoidi. Il ricorso contesta tali valutazioni, ma la Cassazione rileva che le censure sono prevalentemente in fatto e ripetitive di questioni già esaminate nel merito. L'ordinanza impugnata aveva inoltre escluso che la condotta potesse essere giustificata dalla necessità di soccorrere un amico. Il motivo decisivo della decisione è che la revoca della misura alternativa è rimessa alla discrezionalità del tribunale di sorveglianza, purché sorretta da motivazione logica e adeguata; nel caso concreto tale motivazione è stata ritenuta presente e immune da vizi.

Norme richiamate

  • art. 616 c.p.p.

    in caso di inammissibilità del ricorso, comporta la condanna al pagamento delle spese processuali e, valutati i profili di colpa, al versamento di una somma alla Cassa delle ammende

  • art. 94 ord. pen.

    non citato espressamente nel testo; la misura discussa è l'affidamento in prova al servizio sociale e la sua revoca

  • art. 186 C.d.S.

    richiamato solo indirettamente come guida in stato di ebbrezza, quale uno degli addebiti considerati nella valutazione di revoca

  • D.P.R. 309/90

    richiamato solo indirettamente per il possesso/consumo di sostanza stupefacente (hashish/cannabinoidi), quale elemento valutato ai fini della revoca

Massime di principio

  • La revoca dell'affidamento in prova al servizio sociale non è automatica: spetta al tribunale di sorveglianza valutare complessivamente la gravità e reiterazione delle violazioni delle prescrizioni e la loro idoneità a mostrare l'inadeguatezza della misura.
  • Il controllo di legittimità sulla revoca della misura alternativa è limitato alla verifica della presenza di una motivazione logica, adeguata e non viziata; non è consentito in cassazione riproporre mere censure di fatto o questioni già valutate dal giudice di merito.
  • Ai fini della revoca, possono essere valorizzate anche violazioni diverse e coordinate tra loro, incluse condotte che evidenzino rischio di recidiva e pericolosità, senza necessità di ricorrere ad automatismi.
  • La giustificazione addotta dal condannato per la violazione delle prescrizioni deve essere specificamente verificata e può essere esclusa dal giudice di sorveglianza quando non sia credibile o non trovi riscontro nelle risultanze acquisite.
  • L'inammissibilità del ricorso per cassazione comporta, di regola, la condanna alle spese processuali e al pagamento di una somma alla Cassa delle ammende quando emerga colpa nella determinazione della causa di inammissibilità.

Come è indicizzato

MaterieMisure alternativeImpugnazioni
RamiEsecuzione penaleProcesso penale
IstitutiNullità processuale

Testo integrale

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