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Cassazione Penale, Ordinanza n. 27523/2025 del 28/07/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

INAMMISSIBILITA

Favorevole al resistente (pubblico ministero)

La controversia

La sentenza impugnata era stata emessa dalla Corte di assise di appello ai sensi dell'art. 599-bis c.p.p., quindi a seguito di accordo delle parti in appello limitato al trattamento sanzionatorio e alla misura della pena, con rinuncia degli imputati ai motivi di merito. I ricorrenti hanno proposto ricorso per cassazione lamentando, in sostanza, l'illogicità della motivazione, l'erronea definizione giuridica delle condotte e la dosimetria della pena. La Corte di cassazione rileva però che, in presenza di sentenza ex art. 599-bis c.p.p., non sono proponibili censure sui capi e punti oggetto di rinuncia, né doglianze sulla qualificazione giuridica del fatto, salvo il caso di pena illegale. I ricorsi non deducevano vizi della formazione del consenso al concordato né difformità tra richiesta concordata e decisione, ma solo questioni precluse, con conseguente inammissibilità.

La decisione

La Corte ha dichiarato inammissibili i ricorsi proposti da entrambi gli imputati. Ha inoltre condannato i ricorrenti al pagamento delle spese processuali e della somma di euro 3.000 in favore della Cassa delle ammende. La decisione si fonda sul limite oggettivo del ricorso per cassazione avverso sentenze emesse ex art. 599-bis c.p.p., essendo precluse le doglianze relative ai motivi rinunciati e alla qualificazione giuridica del fatto, salvo l'ipotesi di pena illegale, non dedotta nel caso di specie.

Norme richiamate

  • art. 610, comma 5-bis, c.p.p.

    Le impugnazioni avverso sentenze rese ex art. 599-bis c.p.p. devono essere trattate con la procedura camerale de plano e dichiarate inammissibili quando investono questioni precluse dalla rinuncia ai motivi di appello.

  • art. 599-bis c.p.p.

    La sentenza di appello resa a seguito di concordato delle parti vincola il giudizio di legittimità ai soli profili non oggetto di rinuncia; non possono essere riproposti i motivi di merito rinunciati, incluso il tema delle attenuanti generiche.

  • art. 129 c.p.p.

    Dopo la rinuncia ai motivi di appello nel concordato in appello, il giudice non deve motivare sul mancato proscioglimento ai sensi dell'art. 129 c.p.p., perché la cognizione è limitata ai motivi non rinunciati.

  • art. 610, comma 5-bis, c.p.p.

    Il ricorso per cassazione contro sentenze ex art. 599-bis c.p.p. è inammissibile se deduce censure che attengono a questioni già coperte da giudicato interno per effetto della rinuncia ai motivi di appello.

Massime di principio

  • Quando la sentenza di appello è resa all'esito di un concordato ex art. 599-bis c.p.p., la rinuncia ai motivi di merito preclude il ricorso per cassazione su quegli stessi punti, perché su di essi si forma giudicato interno.
  • Avverso le sentenze pronunciate ex art. 599-bis c.p.p. sono proponibili in cassazione solo censure relative alla validità della formazione della volontà delle parti o alla difformità tra quanto concordato e quanto deciso dal giudice.
  • Non è consentito sindacare in cassazione la qualificazione giuridica del fatto quando essa sia parte dell'accordo raggiunto in appello, salvo il caso di pena illegalmente irrogata.
  • La Corte di cassazione non può esaminare doglianze sulla motivazione, sulla qualificazione della condotta o sulla dosimetria della pena se tali profili rientrano nei punti concordati e non si traducano in una pena illegale.

Come è indicizzato

MaterieImpugnazioniRiti alternativi
RamiProcesso penale
IstitutiInutilizzabilità della provaNullità processuale

Testo integrale

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