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Sentenza

Sentenza del 09/11/2021 n. 32941 - Corte di Cassazione

Giurisprudenza tributaria

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

Prevale l’amministrazione

La controversia

Impugnazione della sentenza della C.T.R. Marche che aveva confermato l'annullamento dell'avviso di accertamento relativo al 2005, il quale aveva attribuito al contribuente la quota del 50% degli utili extracontabili accertati a carico della Costruzioni P. e Pi. Srl (società a ristretta base partecipativa). L'Agenzia censurava la decisione perché la C.T.R. aveva ritenuto che, nelle società di capitali a ristretta base, la tassazione personale degli utili extrascontabili potesse fondarsi solo su una deliberazione assembleare di distribuzione e non su una presunzione di attribuzione pro quota.

La decisione

La Corte di Cassazione ha accolto il primo motivo di ricorso (gli altri due sono stati assorbiti), affermando il principio per cui, nelle società di capitali a ristretta base partecipativa, in caso di utili non contabilizzati accertati a carico della società opera la presunzione di attribuzione pro quota ai soci, salvo che il contribuente offra la prova contraria (es. che gli utili sono stati accantonati o reinvestiti). La sentenza della C.T.R. è stata cassata e la causa rinviata alla Commissione Tributaria Regionale delle Marche in diversa composizione, anche per la determinazione delle spese del giudizio di legittimità.

Norme richiamate

  • TUIR (Testo unico delle imposte sui redditi), art. 5

    Usato nella censura dell'Agenzia come riferimento normativo per la determinazione del reddito da imputare ai soci; la Corte riafferma il principio generale secondo cui gli utili societari accertati possono essere imputati ai soci secondo le regole del TUIR, anche per presunzione.

  • TUIR, art. 47

    Richiamato nel ricorso: attiene alla tassazione dei redditi di partecipazione; la decisione conferma che, in presenza di utili extracontabili accertati, è legittima la presunzione di attribuzione pro quota ai soci ai fini Irpef.

  • Codice civile, artt. 2697, 2727, 2729

    Riferimenti in tema di onere della prova e presunzioni: la Corte ricorda che l'onere di provare il contrario grava sul contribuente, mentre l'Amministrazione può fondarsi su presunzioni quando accerta utili non contabilizzati.

  • Codice civile, art. 2247

    Richiamato nella disciplina societaria collegata alla distribuzione degli utili; la Corte precisa però che la necessità di una deliberazione assembleare non esclude l'applicazione della presunzione fiscale di attribuzione pro quota degli utili scoperte.

  • D.L. n. 98/2011, art. 39, comma 12

    Citato nel contesto dell'eccezione di sanatoria fiscale: la Corte ha verificato che dagli atti non risultava perfezionata la definizione ai sensi della norma, perciò l'eccezione del contribuente è stata ritenuta infondata.

  • D.Lgs. 30 luglio 1999, n. 300, artt. 57 e 72

    Ripreso nella discussione sul potere dell'Avvocatura dello Stato di rappresentare le agenzie fiscali in giudizio; la Corte conferma la legittimità della rappresentanza senza procura speciale.

  • R.D. 30 ottobre 1933, n. 1611, art. 43

    Norma che abilita l'Avvocatura dello Stato a rappresentare amministrazioni e enti: la Corte ne trae conseguenza che non è richiesta procura scritta per la rappresentanza in giudizio dell'Agenzia.

  • L. 21 gennaio 1994, n. 53 e L. 18 giugno 2009, n. 69, art. 33

    Richiamate in relazione alla validità delle notifiche eseguite dall'Avvocatura dello Stato: la Corte conferma la liceità delle notifiche effettuate senza procura specifica quando effettuate secondo le modalità previste.

  • D.Lgs. 31 dicembre 1992, n. 546, artt. 1 e 36

    Norme procedurali tributarie citate dall'Agenzia nel secondo motivo; la Corte ha ritenuto infondate le eccezioni procedurali sollevate dal contribuente.

Massime di principio

  • Nelle società di capitali a ristretta base partecipativa, l'accertamento di utili non contabilizzati a carico della società legittima una presunzione di attribuzione pro quota ai soci; tale presunzione rimane operativa salvo che il contribuente dimostri la mancata distribuzione (es. accantonamento o reinvestimento).
  • L'onere della prova è a carico del contribuente quando si contesta l'attribuzione agli soci di utili extracontabili: non è sufficiente una mera deduzione generale, ma serve prova idonea e specifica.
  • La mancanza di una deliberazione assembleare di distribuzione non impedisce in astratto l'imputazione fiscale ai soci, se dagli elementi emerge (o può essere presunto) che gli utili sono stati di fatto destinati ai soci.
  • Eccezioni procedurali come la contestata sanatoria fiscale o la mancata procura per la rappresentanza dell'Agenzia devono essere valutate alla luce degli specifici requisiti formali: l'Avvocatura dello Stato può rappresentare l'Agenzia senza procura speciale e le notifiche eseguite nei modi prescritti risultano valide.
  • In situazioni analoghe l'Amministrazione finanziaria può legittimamente fondare l'accertamento su presunzioni ragionevoli in presenza di società a ristretta base, lasciando al contribuente la strada della prova contraria.

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