Sentenza del 13/07/2020 n. 69 - Comm. Trib. Reg. Friuli Venezia Giulia
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al ricorrente
Prevale il privato
La controversia
Impugnazione di avvisi di accertamento IVA, IRAP e, per trasparenza, IRPEF relativi agli anni 2012-2014, con i quali l'Ufficio aveva qualificato come "redditi diversi" e come corrispettivo imponibile le somme corrisposte dalla gestore della discarica (calcolate in euro/tonnellata) alla Società agricola e conseguente chiamata a responsabilità solidale dei soci. La questione centrale era la qualificazione giuridica di tali somme: corrispettivo per prestazioni (obblighi di fare/non fare/permessivo) soggetto a tassazione diretta e indiretta, oppure indennizzo/risarcimento per limiti e danni derivanti dalla presenza e dall'ampliamento della discarica (non imponibile come reddito d'impresa/servizio e non soggetto a IVA/IRAP).
La decisione
La Commissione Tributaria Regionale ha in gran parte accolto l'appello: ha ritenuto che le somme riconosciute dalla concessionaria costituiscano prevalentemente un'indennità/risarcimento per le limitazioni e i danni (emergente) derivanti dalla presenza e dall'ampliamento della discarica e non un corrispettivo per obblighi di fare/non fare/permmettere. Per effetto ha annullato i provvedimenti impositivi e sanzionatori impugnati in relazione alla Società agricola e a tutti i soci appellanti eccetto due soci (per i quali la materia è stata dichiarata cessata), compensando per questi ultimi le spese; ha inoltre condannato l'Ufficio alla rifusione delle spese di lite per gli appellanti vincenti, liquidate in complessivi Euro 22.000,00 oltre oneri.
Norme richiamate
DPR 917/1986 (TUIR), art. 6 co.2
Richiamato in tema di determinazione del reddito agrario e della possibile esclusione o assorbimento di componenti reddituali nella determinazione forfettaria: la CTR ha ritenuto che l'indennizzo non costituisse reddito agrario imponibile né componente di reddito d'impresa.
DPR 917/1986 (TUIR), art. 67 co.1 lett. l)
Norma sui 'redditi diversi' e sugli emolumenti per assunzione di obbligazioni di fare, non fare o permettere: la CTR ha escluso che le somme costituissero redditi diversi per assunzione di obbligazioni, qualificandole invece come risarcimento/indennizzo per danni e limitazioni.
Norma IVA sull'oggetto impositivo: la Corte ha ritenuto insussistente il presupposto IVA trattandosi di indennizzo risarcitorio e non di corrispettivo di una prestazione imponibile.
Richiamato in relazione alla richiesta di inibitoria/sospensione dell'esecutività degli addebiti fiscali; rimane rilevante quale strumento procedurale.
D.Lgs. 22/1997
Individua la gestione dei rifiuti come attività di pubblico interesse e disciplina autorizzazioni: il giudice ha utilizzato il quadro normativo per riconoscere il carattere di interesse pubblico dell'attività e per distinguere l'atto lecito della PA dalla possibile esistenza di danni soggetti a indennizzo.
D.Lgs. 152/2006, Parte VI, art. 30 co.1
"È danno ambientale qualsiasi deterioramento significativo e misurabile, diretto o indiretto, di una risorsa naturale o dell'utilità assicurata da quest'ultima"
La definizione di danno ambientale è stata utilizzata per sostenere che la presenza e l'ampliamento della discarica possono creare danni/limitazioni alla proprietà agricola, giustificando l'indennizzo.
L.R. Friuli Venezia Giulia 30/1987 art.15 e DPGR 502/Pres/1991 art.15
Norme regionali che prevedono indennizzi (anche in euro/tonnellata) per i disagi causati da impianti di smaltimento; la CTR le ha richiamate come legittimazione e parametro comparativo della natura indennitaria delle somme.
L.R. Friuli Venezia Giulia 13/1998 art.7
Norma sulle salvaguardie di zone tipiche (es. limiti a vigneti nei pressi di discariche) che dimostra l'esistenza di restrizioni sulle coltivazioni e legittima l'esistenza di indennizzi.
L.R. 34/2017 art.27
Ribadisce il principio regionale dell'indennizzo per impianti di smaltimento, utile a confermare la natura risarcitoria delle somme.
Direttiva 1999/31/CE
Direttiva europea sulle discariche che richiede di limitare l'impatto ambientale; utilizzata nel contesto per evidenziare le esternalità negative connesse alle discariche.
Direttiva 2004/35/CE
Disciplina la responsabilità ambientale e specifica che non impedisce i diritti relativi a danni alla proprietà o perdite economiche: la CTR ha ritenuto che tale quadro non escluda la possibilità di indennizzo al proprietario privato.
Protocollo addizionale alla Convenzione europea dei diritti dell'uomo (Protocollo n.1), art.1
"Ogni persona fisica o giuridica ha diritto al rispetto dei suoi beni. Nessuno può essere privato della sua proprietà se non per causa di pubblica utilità..."
Richiamato per ricordare il diritto di proprietà e la possibilità di limitazioni per pubblica utilità con obbligo di rispetto e, ove pertinenti, di indennizzo; ha sostenuto la tesi che limitazioni legittime possono comunque giustificare risarcimenti.
L. 304/2004
Delega relativa al riordino della normativa ambientale e alle misure di tutela risarcitoria, usata a supporto dell'assetto normativo nazionale in materia di responsabilità e risarcimento ambientale.
Massime di principio
- Se una somma corrisposta da un gestore di impianti pubblici/di pubblico interesse (es. discarica) ha natura indennitaria collegata a limitazioni reali e misurabili della proprietà o dell'attività economica, essa può essere qualificata come risarcimento (danno emergente) e non come corrispettivo imponibile; in tal caso non rileva ai fini IVA/IRAP e non deve confluire come reddito d'impresa.
- La qualificazione dipende sostanzialmente dalla concreta natura dell'accordo e dalle prove: clausole che descrivono pagamenti come ristoro di limitazioni/danni e che quantificano il pagamento in funzione dell'entità dell'immissione (es. euro/tonnellata) orientano verso la natura indennitaria; clausole che dimostrano un effettivo impegno a compiere prestazioni specifiche (fare/non fare/permessere) possono invece far emergere un corrispettivo imponibile.
- La presenza di un atto pubblico autorizzativo (realizzazione di discarica) non esclude che il privato subisca un danno risarcibile o indennizzabile: la distinzione tra danno da atto lecito della PA e indennizzo privato è centrale e va documentata tecnicamente e giuridicamente.
- Regole e prassi regionali che prevedono indennizzi per impianti (anche parametrati in euro/tonnellata) sono elementi probatori forti a favore della natura risarcitoria dei pagamenti e possono essere usate per giustificare la non imponibilità fiscale.
- Per evitare rischi fiscali, la documentazione contrattuale dovrebbe chiarire l'intento risarcitorio (collegamento causale al danno, criteri di quantificazione, esclusione di obblighi di prestazione personale) e fornire perizie tecniche che attestino il danno o la limitazione economica.
- In caso di contestazione fiscale, valutare anche soluzioni deflattive (es. definizione tramite disposizioni come il DL 119/2018) ove previste e verificare tempestivamente eventuali mutamenti della domanda processuale per non incorrere in eccezioni procedurali.
- Se il pagamento è effettivamente volto a 'fidelizzare' o a indurre condotte favorevoli all'operatore (promessa di atti proattivi per l'ampliamento), l'Amministrazione fiscale può cercare di ricondurlo a corrispettivo: in tali ipotesi è cruciale dimostrare che le clausole non hanno efficacia reale o che gli impegni ricadono inevitabilmente nell'ambito dell'interesse pubblico (cioè non obbligano il privato oltre i limiti del diritto di proprietà).
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