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Sentenza

Sentenza del 13/07/2020 n. 49 - Comm. Trib. Prov. Biella

Nella cessione del credito di imposta pro soluto il cedente è estromesso in quanto ha perso la titolarità del diritto ed ogni responsabilità connessa.

Giurisprudenza tributaria

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

Prevale il privato

La controversia

Cessione pro soluto di un credito d'imposta (rimborso IRAP relativo a un consolidato fiscale ai sensi degli artt. 115 e 116 del TUIR): si discuteva se il cedente mantenesse titolarità o responsabilità sul credito dopo la cessione e se la cessione producesse effetti anche verso il debitore pubblico (Fisco), consentendo al Fisco di eccepire o ridurre il rimborso richiesto.

La decisione

La Corte ha ritenuto che nella cessione pro soluto il cedente ha trasferito il diritto di credito al cessionario ed è estromesso dal rapporto, avendo perso la titolarità del diritto e ogni responsabilità connessa. La cessione ha efficacia derivativa anche quando il debitore è il Fisco; tuttavia l'Amministrazione finanziaria può far valere tutte le eccezioni nei confronti del cessionario, ivi compresa la riduzione dell'ammontare del rimborso richiesto (Cass. ord. n. 9842/208).

Norme richiamate

  • artt. 115 e 116 TUIR

    Richiamati in relazione alla fattispecie del consolidato fiscale: servono a collocare il rimborso IRAP nel quadro del consolidato e a giustificare la cessione del credito da parte del singolo soggetto che aveva titolo al rimborso.

  • Cassazione ordinanza n. 9842/208

    ordinanza citata dall'utente

    Conferma il principio secondo cui la cessione del credito pro soluto trasferisce pienamente la titolarità al cessionario ed estromette il cedente; stabilisce inoltre che l'efficacia derivativa opera anche verso il debitore pubblico, il quale tuttavia conserva il potere di opporre le proprie eccezioni al cessionario.

Massime di principio

  • La cessione del credito pro soluto comporta il trasferimento integrale della titolarità del credito al cessionario: il cedente viene estromesso e perde la responsabilità connessa al credito.
  • L'efficacia della cessione è derivativa anche quando il debitore è il Fisco: il diritto si trasferisce al cessionario con gli stessi limiti e soggetto alle stesse condizioni che gravavano sul credito originario.
  • Il debitore pubblico (Amministrazione finanziaria) può opporre al cessionario tutte le eccezioni che avrebbe potuto opporre verso il cedente, compresa la riduzione dell'importo del rimborso; pertanto il cessionario assume il rischio di eventuali contestazioni o rettifiche operate dall'Erario.
  • In operazioni pratiche, chi acquista crediti d'imposta pro soluto dovrebbe verificare la solvibilità e l'esistenza di potenziali contestazioni fiscali, prevedere garanzie/indennità contrattuali e valutare l'opportunità di ottenere una presa d'atto o una preventiva comunicazione dall'Amministrazione finanziaria.
  • Per il cedente è cruciale formalizzare correttamente la cessione e ottenere prova dell'avvenuto trasferimento, ma deve valutare che, pur essendo estromesso, il rischio di contestazioni sul credito ricade ora sul cessionario.

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