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Cassazione Civile, Ordinanza n. 33986/2025 del 24/12/2025

Giurisprudenza civile

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

RIGETTO

Favorevole al resistente (pubblica amministrazione)

La controversia

La società contribuente ha impugnato un avviso di accertamento IMU relativo all'anno 2013, con cui il Comune le contestava un omesso/parziale versamento per complessivi euro 20.751,00 in relazione a un immobile sito nel territorio comunale. La controversia ruotava sulla natura edificabile del suolo e sugli effetti della scadenza del vincolo di inedificabilità assoluta preordinato all'esproprio per pubblica utilità: la Commissione tributaria regionale aveva confermato il rigetto del ricorso della contribuente, ritenendo che la decadenza del vincolo dopo il quinquennio non eliminasse l'edificabilità del terreno, applicandosi la disciplina delle "zone bianche" e, comunque, la normativa urbanistica vigente al momento del permesso di costruire richiamato dalla sentenza. In cassazione la società ha dedotto, con un unico motivo, omesso esame di un fatto decisivo e nullità della sentenza per difetto di valutazione delle prove, lamentando in particolare che il giudice di appello non avesse esaminato la richiesta di ammissione di una consulenza tecnica d'ufficio, pur riproposta in appello, e non avesse considerato la perizia di parte e le risultanze istruttorie. Sosteneva che la CTU sarebbe stata indispensabile per accertare meglio i fatti e che il giudice avrebbe omesso di motivare il diniego istruttorio e di valutare correttamente gli indizi e le prove.

La decisione

La Corte di cassazione ha rigettato il ricorso. Ha ritenuto il motivo inammissibile e, comunque, infondato perché, da un lato, la censura mirava in sostanza a una rivalutazione del merito e delle risultanze istruttorie, preclusa in sede di legittimità; dall'altro lato, la doglianza sulla mancata ammissione della CTU non individuava uno specifico fatto storico decisivo omesso dal giudice di merito. La Corte ha ricordato che la decisione di disporre o meno la consulenza tecnica rientra nel potere discrezionale del giudice di merito, il quale deve però motivare adeguatamente il rigetto dell'istanza; ha però rilevato che, nel caso concreto, la CTR aveva motivato in modo sufficiente aderendo alla relazione del tecnico comunale e confermando la natura edificabile dell'area. Inoltre, la Cassazione ha ribadito che la decadenza del vincolo preordinato all'espropriazione non fa venir meno la natura edificabile del terreno ai fini tributari, ma determina l'applicazione della disciplina delle zone bianche, senza regressione a zona agricola. Conseguentemente, la contribuente è stata condannata alle spese di lite e al versamento dell'ulteriore contributo unificato.

Norme richiamate

  • art. 360, primo comma, n. 5, c.p.c.

    Il vizio di omesso esame è deducibile solo se si indica uno specifico fatto storico decisivo, risultante dagli atti o dalla sentenza, non una mera richiesta di riesame del merito o delle prove.

  • art. 360, primo comma, n. 4, c.p.c.

    La nullità della sentenza per violazione di norme processuali richiede un effettivo vizio della motivazione o del procedimento, non la mera insoddisfazione per la valutazione probatoria.

  • art. 115 c.p.c.

    Richiamato come parametro della dedotta violazione della valutazione delle prove; la Corte esclude che il motivo si traduca in un controllo di legittimità sulla ricostruzione del fatto.

  • art. 116 c.p.c.

    La censura non può trasformarsi in richiesta di nuova valutazione delle prove, essendo il giudizio sul materiale istruttorio riservato al merito.

  • art. 132 c.p.c.

    Il vizio motivazionale non è configurabile quando la sentenza di merito contenga una motivazione sufficiente e non meramente apparente.

  • art. 9 d.P.R. 6 giugno 2001, n. 380

    La decadenza del vincolo di inedificabilità assoluta comporta l'applicazione della disciplina delle zone bianche, ma non elimina di per sé l'utilizzabilità economica e l'edificabilità del suolo.

  • art. 4, comma 2, l. reg. Campania 20 marzo 1982, n. 17

    È richiamato dalla CTR e confermato dalla Cassazione quale base del regime urbanistico applicabile ai terreni in assenza di strumenti urbanistici approvati.

  • art. 4, comma 1, l. reg. Campania 20 marzo 1982, n. 17

    Concorre a confermare la disciplina dei limiti edificatori per i comuni sprovvisti di strumenti urbanistici approvati.

  • art. 2, comma 1, lett. b), d.lgs. 30 dicembre 1992, n. 504

    L'edificabilità ai fini dell'IMU/ICI va desunta dalla qualificazione urbanistica attribuita nel PRG adottato dal Comune, secondo l'interpretazione autentica richiamata dalla Corte.

  • art. 1-quaterdecies, comma 16, d.l. 30 settembre 2005, n. 203

    Richiamato come norma di interpretazione autentica del criterio di edificabilità ai fini tributari.

  • art. 36, comma 2, d.l. 4 luglio 2006, n. 223

    Richiamato come norma di interpretazione autentica del criterio di edificabilità ai fini tributari.

  • art. 13, comma 1-quater, d.P.R. 30 maggio 2002, n. 115

    In caso di rigetto del ricorso sussistono i presupposti per l'ulteriore contributo unificato, se dovuto.

  • art. 13, comma 1-bis, d.P.R. 30 maggio 2002, n. 115

    Costituisce il parametro per la misura dell'ulteriore importo dovuto in caso di rigetto.

Massime di principio

  • In sede di legittimità non è consentito sollecitare una nuova valutazione del merito o delle risultanze istruttorie sotto le forme del vizio di motivazione o dell'omesso esame di fatti decisivi.
  • Il motivo ex art. 360, n. 5, c.p.c. è ammissibile solo se individua un fatto storico specifico, discusso tra le parti e decisivo, il cui esame sia stato effettivamente omesso dal giudice di merito.
  • La scelta di disporre o meno una consulenza tecnica d'ufficio rientra nel potere discrezionale del giudice di merito; il diniego deve essere motivato, ma non è censurabile in cassazione come mera valutazione alternativa delle prove.
  • La perizia di parte, anche se asseverata, ha valore di allegazione difensiva e di semplice indizio, non di prova legale, sicché il giudice di merito non è tenuto a confutarla analiticamente se la decisione è sorretta da argomentazioni incompatibili con essa.
  • Ai fini dell'IMU/ICI, l'edificabilità del terreno si desume dalla qualificazione urbanistica attribuita dal piano regolatore adottato dal Comune, secondo la disciplina di interpretazione autentica richiamata dalla Corte.
  • La decadenza del vincolo preordinato all'espropriazione non fa regredire il suolo a terreno agricolo né ne elimina la potenzialità edificatoria; comporta solo l'applicazione della disciplina delle c.d. zone bianche.

Come è indicizzato

MaterieAccertamentoContenzioso tributarioProveImpugnazioni
RamiTributiProcesso civile
IstitutiOnere della prova

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