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Cassazione Civile, Ordinanza n. 16552/2023 del 12/06/2023

Giurisprudenza civile

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

INAMMISSIBILITA

Favorevole al resistente (condominio)

La controversia

Un proprietario conveniva in giudizio il condominio chiedendo di accertare l'esistenza, l'efficacia o l'eventuale non prescrizione di una servitù di passaggio pedonale e carrale sul cortile condominiale che egli assumeva spettargli; il condominio domandava in via principale la declaratoria di inesistenza/inefficacia/prescrizione della servitù. In primo grado era stata accertata l'inesistenza del diritto di servitù, con ordine di cessazione del transito e ripristino del muro; in appello la decisione era stata confermata. Nel ricorso per cassazione il soccombente deduceva: (1) nullità della sentenza per irregolare composizione del collegio di appello, per la partecipazione di un giudice ausiliario; (2) violazione degli artt. 1362 e 1366 c.c. e omesso esame di fatto decisivo, per l'interpretazione della clausola costitutiva della servitù contenuta negli atti di divisione e di acquisto, che avrebbe dovuto essere letta in senso comune e non tecnico; (3) violazione degli artt. 1142 e 1167 c.c. e omesso esame di fatto decisivo, per il mancato riconoscimento del possesso utile ad usucapionem e per l'asserita omissione di valutazione delle risultanze probatorie sul possesso. Il ricorso contestava quindi sia un vizio processuale del giudizio di appello, sia l'interpretazione del titolo costitutivo, sia la prova dell'usucapione della servitù.

La decisione

La Corte di cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso. Ha ritenuto infondata la censura sulla composizione del collegio, richiamando il principio per cui, alla luce della giurisprudenza costituzionale e di legittimità, la partecipazione dei giudici ausiliari alle corti d'appello è temporaneamente tollerata. Ha poi giudicato inammissibili i motivi sull'interpretazione del titolo e sul possesso/usucapione perché diretti in sostanza a ottenere una rivalutazione del merito, preclusa in sede di legittimità: la Corte d'appello aveva fornito una lettura plausibile degli atti pubblici, coerente con la volontà originaria di subordinare la servitù a una futura lottizzazione ed edificazione, e aveva valutato in fatto l'assenza di opere visibili e permanenti indicative del transito. È stata inoltre rilevata la preclusione del vizio ex art. 360, n. 5, c.p.c. per la c.d. doppia conforme. Il ricorrente è stato condannato alle spese e sono stati dati gli avvisi sul raddoppio del contributo unificato.

Norme richiamate

  • artt. 158, 161, 341 e 350 c.p.c.

    Richiamati dal ricorrente a sostegno della dedotta nullità della composizione del collegio d'appello; la Corte ha escluso l'invalidità della decisione.

  • artt. 52 e ss. R.D. n. 12/1941

    Invocati con riferimento allo статус del giudice ausiliario; la Corte ha ritenuto la partecipazione dell'ausiliario temporaneamente tollerabile.

  • art. 360, n. 4, c.p.c.

    Usato per dedurre la nullità della sentenza per asserita irregolare costituzione del giudice.

  • artt. 1362 e 1366 c.c.

    Richiamati per censurare l'interpretazione della clausola costitutiva della servitù; la Corte ha ribadito che in cassazione occorre indicare specificamente i canoni interpretativi asseritamente violati e il modo della violazione.

  • art. 360, n. 3, c.p.c.

    Usato per denunciare violazione di norme di diritto nell'interpretazione del titolo e nella valutazione del possesso.

  • art. 360, n. 5, c.p.c.

    Invocato per omesso esame di fatti decisivi; la Corte ha escluso il vizio, anche per la presenza di doppia conforme.

  • artt. 1142 e 1167 c.c.

    Richiamati dal ricorrente per sostenere l'usucapione/possesso utile della servitù; la Corte ha considerato la doglianza un'inammissibile richiesta di rivalutazione del fatto.

  • art. 348-ter c.p.c.

    La Corte ha applicato la regola della doppia conforme, che preclude il motivo ex art. 360, n. 5, c.p.c. quando appello e primo grado sono fondati sul medesimo iter logico-argomentativo sui fatti decisivi.

  • art. 378 c.p.c.

    Richiamato per il deposito di memorie in prossimità dell'udienza camerale.

  • art. 13 comma 1-quater d.P.R. n. 115 del 2002

    Applicato per dare atto dei presupposti del raddoppio del contributo unificato, se dovuto.

Massime di principio

  • In cassazione la censura sull'interpretazione di una clausola contrattuale o di un titolo costitutivo non è ammissibile se si limita a contrapporre una lettura alternativa a quella accolta dal giudice di merito: il ricorrente deve indicare specificamente i canoni ermeneutici violati e il punto di discostamento del giudice dalla loro applicazione.
  • Quando il giudice di merito abbia dato al testo negoziale una interpretazione plausibile e non illogica, la Corte di cassazione non può sostituire la propria lettura, essendo preclusa una nuova valutazione del fatto.
  • Le valutazioni sull'esistenza e sull'idoneità delle risultanze probatorie, nonché sulla credibilità e concludenza delle prove, appartengono al giudice di merito e non sono sindacabili in cassazione se sorrette da motivazione logica e congrua.
  • Il motivo ex art. 360, n. 5, c.p.c. è inammissibile in presenza di doppia conforme di merito, quando le decisioni di primo e secondo grado siano fondate sul medesimo percorso argomentativo in relazione ai fatti decisivi.
  • La partecipazione dei giudici ausiliari ai collegi di appello, nel quadro normativo e giurisprudenziale richiamato, non determina di per sé la nullità della sentenza, essendo la relativa disciplina oggetto di temporanea tollerabilità costituzionale fino alla riforma complessiva della magistratura onoraria.

Come è indicizzato

MaterieServitùProveImpugnazioni
RamiContrattiDiritti realiProcesso civile
SottomaterieRicorso per cassazione
IstitutiOnere della provaGiudicato

Testo integrale

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