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Cassazione Civile, Ordinanza n. 22021/2025 del 31/07/2025

Giurisprudenza giuslavoristica

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

INAMMISSIBILITA

Favorevole al resistente (datore di lavoro)

La controversia

Il lavoratore aveva agito per ottenere la conversione a tempo indeterminato della successione di contratti a termine intercorsi con la società, sostenendo che la durata complessiva avesse superato il limite legale di 36 mesi e che non ricorressero i presupposti della stagionalità idonei a derogare alla disciplina ordinaria del contratto a termine. Il rapporto riguardava lo svolgimento di mansioni di cuoco presso un ristorante sito in località balneare, aperto tutto l'anno con sospensione del servizio in determinati periodi. La Corte d'appello aveva ritenuto legittimo l'uso del termine, valorizzando la natura stagionale dell'attività e la specificità delle mansioni; il ricorrente ha censurato tale conclusione con sei motivi, lamentando: falsa applicazione delle norme sul termine e sul limite dei 36 mesi; mancata verifica del carattere turistico dell'attività; uso improprio del notorio; recezione acritica di documenti aziendali; errata ripartizione dell'onere probatorio; omessa pronuncia sull'eccezione relativa alla mancata qualificazione regionale del sistema turistico.

La decisione

La Corte di cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso. Ha ritenuto che le doglianze, pur formalmente prospettate come violazioni di legge, vizi motivazionali e omessa pronuncia, mirassero in realtà a ottenere una nuova valutazione delle prove e dei fatti di merito, preclusa in sede di legittimità. Ha inoltre affermato che la Corte territoriale aveva motivato in modo sufficiente e non apparente, valorizzando documentazione e circostanze idonee a dimostrare la stagionalità dell'attività e delle mansioni, con conseguente corretto rigetto della domanda di conversione del rapporto. Il ricorso è stato quindi respinto in rito, con condanna del ricorrente alle spese e all'ulteriore contributo unificato.

Norme richiamate

  • art. 19 D.lgs. n. 81/2015

    Richiamato quale norma sulla disciplina del contratto a termine e sulle ipotesi derogatorie, tra cui le attività stagionali.

  • art. 21 D.lgs. n. 81/2015

    Richiamato in relazione alla disciplina dei contratti a termine e alla dedotta violazione dei requisiti di legittimità.

  • art. 1, all. A, n. 48 L. n. 1525/1962

    Richiamato come parametro normativo per l'individuazione delle attività stagionali.

  • art. 23 D.lgs. n. 79/2011

    Richiamato dal ricorrente a sostegno della censura sul superamento del limite temporale dei rapporti a termine.

  • art. 2555 c.c.

    Richiamato in rapporto alla qualificazione dell'attività aziendale e al suo inquadramento economico.

  • art. 360, comma 1, nn. 3, 4 e 5 c.p.c.

    Richiamato per la formulazione dei motivi di ricorso; la Corte ribadisce che non è consentito mascherare sotto tali vizi una richiesta di rivalutazione del merito.

  • artt. 115 e 116 c.p.c.

    La loro violazione è configurabile solo se il giudice utilizza prove non dedotte, fuori dai limiti di legge, o attribuisce valore di prova legale a elementi che non lo hanno; non per la semplice diversa lettura del materiale probatorio.

  • art. 132, n. 4 c.p.c.

    Il vizio di motivazione sussiste solo in presenza di una reale carenza del percorso argomentativo; non quando la decisione espone, sia pure sinteticamente, le ragioni della scelta decisoria.

  • art. 2702 c.c.

    Richiamato dal ricorrente in tema di efficacia probatoria dei documenti, ma non ritenuto decisivo ai fini della censura.

  • artt. 2727 e 2729 c.c.

    Richiamati dal ricorrente in tema di presunzioni, senza che la Corte ravvisi un vizio sindacabile di legittimità.

  • art. 112 c.p.c.

    La Corte ribadisce che l'omessa pronuncia ricorre solo se manca del tutto il provvedimento sulla domanda; non quando la decisione la rigetti implicitamente o comunque sia incompatibile con la pretesa.

  • art. 2697 c.c.

    La violazione è configurabile solo se l'onere della prova sia stato attribuito alla parte sbagliata; non quando si contesti la valutazione delle prove.

  • art. 111 Cost.

    Richiamato in relazione al requisito di una motivazione non apparente o meramente assertiva.

  • art. 13, comma 1-quater, d.P.R. n. 115/2002

    Applicato per dare atto della sussistenza dei presupposti per l'ulteriore contributo unificato in caso di rigetto/inammissibilità.

  • art. 1, comma 17, L. n. 228/2012

    Richiamato quale norma introduttiva del meccanismo dell'ulteriore contributo unificato.

Massime di principio

  • Nelle controversie sul contratto a termine, le attività stagionali che consentono la deroga alla disciplina generale devono essere intrinsecamente collegate all'alternarsi delle stagioni e non ridursi a semplici picchi di lavoro periodici.
  • Per ritenere legittimo un termine apposto per attività stagionale, è necessario che il contratto o la prova in giudizio consentano di individuare con sufficiente specificità la tipologia di attività e le mansioni svolte, così da permettere il controllo della sussistenza dei presupposti di legge.
  • La censura di violazione dell'art. 2697 c.c. è ammissibile solo se il giudice di merito abbia invertito l'onere della prova; non è utilizzabile per contestare il modo in cui le prove sono state apprezzate.
  • La violazione degli artt. 115 e 116 c.p.c. non può essere dedotta per il solo dissenso sulla ricostruzione del fatto compiuta dal giudice di merito, ma solo se la decisione si fonda su prove non introdotte o attribuisce valore di prova legale a elementi che non lo sono.
  • Il vizio di omessa pronuncia non sussiste quando la decisione, pur senza esaminare espressamente ogni allegazione, risulti logicamente incompatibile con la domanda o eccezione non accolta.
  • In cassazione è inammissibile un ricorso che, sotto la veste della violazione di legge o del vizio motivazionale, miri in realtà a una nuova valutazione delle risultanze istruttorie e dei fatti storici accertati dal giudice di merito.

Come è indicizzato

MaterieLavoro a termineImpugnazioni
RamiLavoroProcesso civile
SottomaterieRicorso per cassazione
IstitutiOnere della prova

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