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Cassazione Civile, Ordinanza n. 26737/2025 del 04/10/2025

Giurisprudenza civile

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

ACCOGLIMENTO CON RINVIO

Favorevole al ricorrente (contribuente)

La controversia

Una società assicurativa aveva presentato istanza di interpello disapplicativo ex art. 167 TUIR per ottenere, in relazione all’anno d’imposta 2014, la disapplicazione della disciplina sulle imprese estere controllate (CFC) con riguardo alla partecipazione in una società irlandese di riassicurazione captive, sostenendo che questa svolgesse un’effettiva attività commerciale nello Stato di insediamento e non fosse una costruzione artificiosa finalizzata a un indebito vantaggio fiscale. L’Amministrazione aveva dichiarato l’istanza inammissibile richiamando le criticità già riscontrate per annualità precedenti. La CTP aveva respinto il ricorso della contribuente; la CTR, in appello principale della società e incidentale dell’Agenzia, aveva ritenuto inammissibile il ricorso originario, qualificando l’atto come interpello disapplicativo non autonomamente impugnabile ai sensi dell’art. 6 d.lgs. 156/2015. In cassazione la società ha dedotto: (1) nullità della sentenza per violazione delle norme che consentirebbero l’impugnazione estensiva del diniego di interpello disapplicativo; (2) violazione di legge sul medesimo punto; (3) motivazione apparente, ove si ritenesse che la CTR avesse deciso nel merito; (4) violazione dell’art. 167 TUIR, sostenendo che i parametri valorizzati dai giudici di merito non sarebbero rilevanti per qualificare la struttura estera come artificiosa.

La decisione

La Corte di cassazione ha accolto i primi due motivi, ritenendo erronea la declaratoria di inammissibilità pronunciata dalla CTR. Ha affermato che il diniego dell’interpello disapplicativo in materia CFC, anche nel regime anteriore all’art. 6 d.lgs. 156/2015, è autonomamente impugnabile perché provvedimento definitivo idoneo a incidere sulla posizione giuridica del contribuente e sulla sua condotta dichiarativa. Ha inoltre precisato che, nel caso concreto, l’atto dell’Agenzia non era un mero provvedimento interlocutorio o viziato solo formalmente, ma un definitivo rigetto nel merito della richiesta di disapplicazione, fondato sulla ritenuta mancata prova dei presupposti dell’art. 167, comma 8-ter, TUIR. I motivi terzo e quarto sono stati dichiarati assorbiti. La sentenza impugnata è stata cassata con rinvio alla Corte di Giustizia Tributaria di secondo grado del Lazio, in diversa composizione, anche per le spese del giudizio di legittimità.

Norme richiamate

  • art. 167 d.P.R. n. 917/1986

    commi 1, 5, 8-bis e 8-ter

    La disciplina CFC si applica in presenza dei presupposti previsti dalla norma, ma il contribuente può chiederne la disapplicazione mediante interpello preventivo; il diniego su tale interpello, quando esprime una compiuta valutazione della pretesa tributaria, è autonomamente impugnabile.

  • art. 11 L. n. 212/2000

    Costituisce il fondamento generale dell’interpello preventivo richiamato dall’art. 167 TUIR per la richiesta di disapplicazione della disciplina antielusiva.

  • art. 6 d.lgs. n. 156/2015

    È richiamato dalla CTR per escludere l’autonoma impugnabilità, ma la Corte afferma che anche prima di tale disciplina l’atto di diniego dell’interpello disapplicativo era già impugnabile in quanto atto recettizio e definitivo.

  • art. 19 d.lgs. n. 546/1992

    L’elenco degli atti impugnabili va interpretato in senso estensivo fino a ricomprendere gli atti dell’ente impositore che portano a conoscenza del contribuente una ben individuata pretesa tributaria.

  • art. 2 d.lgs. n. 546/1992

    È richiamato quale norma sul perimetro della giurisdizione tributaria e della tutela impugnatoria.

  • art. 100 c.p.c.

    È invocato dalla ricorrente a sostegno dell’interesse ad agire avverso il diniego di interpello.

  • art. 24 Cost.

    Richiamato dalla ricorrente a sostegno della tutela giurisdizionale contro il provvedimento dell’Amministrazione.

  • art. 53 Cost.

    Richiamato dalla ricorrente in relazione ai principi di capacità contributiva e corretta imposizione.

  • art. 97 Cost.

    Richiamato dalla ricorrente in relazione ai principi di buon andamento e imparzialità dell’amministrazione.

  • art. 36 d.lgs. n. 546/1992

    Invocato per denunciare l’eventuale motivazione apparente della sentenza d’appello.

  • art. 132 c.p.c.

    Richiamato come parametro della motivazione del provvedimento giurisdizionale.

  • art. 384 c.p.c.

    Base del dispositivo di cassazione con rinvio per nuovo esame uniformandosi ai principi di diritto.

  • art. 62 d.lgs. n. 546/1992

    Norma processuale richiamata per la cassazione con rinvio nel processo tributario.

  • art. 385 c.p.c.

    Richiamato per la regolazione delle spese del giudizio di legittimità da parte del giudice di rinvio.

Massime di principio

  • Il diniego di un interpello disapplicativo in materia antielusiva/CFC è autonomamente impugnabile quando, per contenuto sostanziale, esprime una compiuta valutazione dell’Amministrazione sulla sussistenza dei presupposti della disciplina tributaria e incide immediatamente sulla condotta dichiarativa del contribuente.
  • L’interpretazione dell’art. 19 d.lgs. n. 546/1992 deve essere estensiva e funzionale alla tutela giurisdizionale, ricomprendendo non solo gli atti tipizzati ma anche quelli che, all’esito di una istruttoria, rendono conoscibile una specifica pretesa tributaria.
  • In materia di interpello disapplicativo, la qualificazione formale del provvedimento come 'inammissibile' non è decisiva se dal suo contenuto emerge in realtà un rigetto nel merito fondato sulla mancanza di prova dei presupposti sostanziali richiesti dalla norma.
  • La risposta negativa all’interpello non preclude al contribuente la tutela piena in sede giurisdizionale; al contrario, è idonea a incidere subito sulla posizione del soggetto istante e, per questo, può essere contestata davanti al giudice tributario.
  • Nel regime CFC, la richiesta di disapplicazione ex art. 167, commi 5 e 8-ter, TUIR assume rilievo sostanziale perché mira a ottenere una preventiva verifica amministrativa circa l’insussistenza di una costruzione artificiosa volta a conseguire un indebito vantaggio fiscale.

Come è indicizzato

MaterieContenzioso tributarioAccertamento
RamiTributiProcesso civile
IstitutiOnere della prova

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