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Sentenza civile

Cassazione Civile, Sentenza n. 17862/2023 del 22/06/2023

Giurisprudenza civile

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Il ricorso per cassazione impugnava la sentenza della Corte d'appello di Firenze che aveva dichiarato la proprieta esclusiva della particella 769 in capo al dante causa di Cagnoni e, contemporaneamente, l'esistenza di una servitu di passaggio a favore del fondo di Theimer per destinazione del padre di famiglia; nonche aveva accertato la violazione delle distanze previste dal DM 1444/1968 per opere di sopraelevazione e aperte vedute, con condanna alla rimozione delle opere e al risarcimento danni. I motivi di cassazione contestavano in particolare: a) la fondatezza della qualificazione della servitu come costituita per destinazione del padre di famiglia in relazione a fatti risalenti al 14.10.1927; b) l'apparenza della servitu e la valutazione di testi; c) l'applicabilita delle norme sulle distanze e la qualificazione dell'intervento come risanamento conservativo o nuova costruzione; d) l'omessa valutazione della CTU e dell'applicabilita del regolamento edilizio locale; e) la prescrizione delle domande di restituzione o la buona fede dell'attore; f) la portata della condanna alla rimozione (se dovesse riguardare solo la parte di sopraelevazione o l'intero manufatto); g) questioni probatorie sulla titolarita della particella 769 (atti traslativi successivi, mappe catastali).

La decisione

La Corte di Cassazione ha accolto il primo motivo (e, per assorbimento, altri correlati) ritenendo che la servitu per destinazione del padre di famiglia non poteva ritenersi costituita alla data del 14.10.1927, epoca anteriore all'entrata in vigore delle norme del vigente codice civile che ammettono tale istituto; ha inoltre accolto l'undicesimo motivo ritenendo erronea la misura della rimozione disposta dalla Corte d'appello (la condanna deve riguardare la parte successivamente edificata oltre i limiti del volume preesistente, non l'intero edificio). Sono stati dichiarati assorbiti vari motivi collegati; sono stati invece respinti altri motivi che contestavano l'applicazione del DM 1444/1968, la qualificazione dell'intervento come nuova costruzione per effetto della sopraelevazione e il conseguente risarcimento dei danni, nonche il ricorso incidentale di Theimer. La sentenza d'appello e stata cassata limitatamente ai punti accolti e rinviata alla Corte d'appello di Firenze in diversa composizione per nuovo esame conforme agli indirizzi della Cassazione. La Corte di legittimita ha altresi rimessa la regolamentazione delle spese al giudice di rinvio e richiamato l'adempimento relativo al contributo unificato per il ricorso incidentale.

Norme richiamate

  • artt. 1061 e 1062 c.c.

    Consentono l'acquisto per usucapione e per destinazione del padre di famiglia delle servitù apparenti in epoca successiva all'entrata in vigore del vigente codice civile; non sono applicabili a situazioni esauritesi prima della loro entrata in vigore

  • art. 630 codice civile (codice del 1865)

    Secondo la disciplina previgente alla riforma, le servitù continue non apparenti e le servitù discontinue non potevano costituirsi per destinazione del padre di famiglia o per usucapione; quindi fatti anteriori all'entrata in vigore del nuovo codice non possono essere regolati dagli artt. 1061-1062 c.c.

  • D.M. n. 1444 del 1968, art. 9

    Stabilisce limiti inderogabili di distanza (tra pareti finestrate e pareti antistanti, 10 metri). Ha efficacia di legge dello Stato e prevale sulle norme locali; la deroga prevista per gruppi di edifici in piani particolareggiati si applica solo se gli edifici fanno parte dello stesso piano/lottizzazione

  • D.P.R. n. 380/2001, art. 3, lett. d)

    Riproduce la nozione di ristrutturazione della L. 457/1978: la semplice ristrutturazione non comporta modifiche delle componenti essenziali e non prevede aumenti di volume; se invece vi sono aumenti di superficie o volume l'intervento va qualificato come nuova costruzione

  • L. n. 457 del 1978, art. 31

    Concorre nella definizione dei tipi di intervento edilizio (ristrutturazione, risanamento, ricostruzione) utili a qualificare l'opera ai fini dell'applicazione della disciplina delle distanze

  • art. 360 c.p.c.

    Fondamento giurisdizionale per i motivi di cassazione dedotti (violazione di norme sostanziali o processuali e omesso esame di fatto decisivo)

  • art. 872 c.c. e art. 2043 c.c.

    Richiamati in rapporto alla domanda di risarcimento per danni derivanti dalla violazione delle distanze e della proprieta; la responsabilita extracontrattuale e la tutela risarcitoria trovano spazio in caso di accertata illegittimita edilizia

Massime di principio

  • Una servitu per destinazione del padre di famiglia puo essere riconosciuta solo se la cessazione dell'unita proprietaria originaria si e verificata dopo l'entrata in vigore delle norme del vigente codice civile che la prevedono; fatti anteriori vanno valutati secondo la disciplina previgente
  • Le mappe catastali e i riferimenti in atti successivi sono elementi indiziari ma non prevalgono sui titoli originari: la prova della proprieta si fonda sugli atti traslativi e sull'atto di divisione iniziale
  • La sopraelevazione, anche se di modeste dimensioni, comporta aumento di volume e superficie e va considerata nuova costruzione ai fini del rispetto delle distanze; quindi le norme del DM 1444/1968 si applicano e prevalgono sulle previsioni regolamentari locali
  • In caso di violazione delle distanze, la misura ripristinatoria concerne essenzialmente la parte edificata oltre i limiti del volume preesistente: la rimozione o l'arretramento deve riguardare la nuova volumetria eccedente e non necessariamente l'intero edificio
  • La deroga alle norme statali sulle distanze per gruppi di edifici opera solo se gli edifici appartengono effettivamente allo stesso piano particolareggiato o lottizzazione convenzionata; l'applicazione deve essere valutata caso per caso
  • I risultati della CTU non sono vincolanti se la Corte, valutando complessivamente le prove e i titoli, motiva diversamente; l'omesso esame di fatto decisivo e sanzionabile solo se specificamente dedotto con adeguata allegazione nei gradi di merito
  • Le richieste procedurali (es. istanza di trattazione orale) devono rispettare i termini di legge: la mancata tempestiva presentazione comporta il rigetto dell'istanza

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