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Cassazione Civile, Ordinanza n. 13369/2024 del 15/05/2024

Giurisprudenza civile

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

ESTINZIONE

Favorevole al resistente (amministrazione finanziaria)

La controversia

La controversia riguardava una cartella di pagamento relativa a ruolo ordinario reso esecutivo nel 2010, impugnata dal contribuente fino al giudizio di cassazione avverso la sentenza della Commissione tributaria regionale della Puglia. Nel corso del giudizio di legittimità il ricorrente ha depositato memoria deducendo di avere aderito alla definizione agevolata dei carichi affidati all'agente della riscossione prevista dal d.l. n. 119 del 2018, poi anche alla ulteriore definizione prevista dalla l. n. 197 del 2022, producendo la documentazione dei pagamenti effettuati e una espressa rinuncia a ogni giudizio pendente. Ha quindi chiesto dichiararsi l'estinzione del giudizio con compensazione delle spese. La Corte ha verificato che l'Agenzia delle entrate-Riscossione aveva distinto e quantificato gli importi dovuti ai fini della definizione e che risultavano pagate tutte le rate dovute; ha quindi ritenuto che la rinuncia del debitore, sopravvenuta dopo la proposizione del ricorso, comportasse l'estinzione del giudizio di cassazione.

La decisione

La Corte ha dichiarato estinto il giudizio di cassazione per rinuncia del ricorrente, rilevando che la rinuncia era collegata all'adesione alle procedure di definizione agevolata e che i pagamenti risultavano integralmene eseguiti. Ha inoltre disposto che le spese processuali non fossero liquidate, ritenendo che il contenuto della definizione agevolata assorbisse il costo del processo pendente, e ha escluso la debenza del raddoppio del contributo unificato, poiché la causa estintiva era sopravvenuta alla proposizione del ricorso.

Norme richiamate

  • art. 391 c.p.c.

    La rinuncia al ricorso da parte del ricorrente, intervenuta nel corso del giudizio di cassazione e portata a conoscenza della controparte, determina l'estinzione del processo.

  • d.l. n. 119 del 2018

    La definizione agevolata dei carichi affidati all'agente della riscossione costituisce il presupposto fattuale della rinuncia al giudizio e dell'estinzione del processo.

  • l. n. 197 del 2022, art. 1, commi 231-252

    L'ulteriore definizione dei carichi affidati agli agenti della riscossione può condurre, se aderita e accompagnata dai pagamenti dovuti, alla rinuncia al giudizio pendente.

  • art. 13, comma 1-quater, d.P.R. n. 115/2002

    Il raddoppio del contributo unificato non è dovuto quando la causa estintiva, quale la rinuncia, sopravviene dopo la proposizione del ricorso.

Massime di principio

  • Nel giudizio di cassazione, la rinuncia al ricorso sopravvenuta per effetto dell'adesione del ricorrente a una definizione agevolata dei carichi e comunicata alla controparte determina l'estinzione del processo ai sensi dell'art. 391 c.p.c.
  • Quando dalla documentazione prodotta risulti l'integrale pagamento delle rate dovute nell'ambito della definizione agevolata, il giudice può prendere atto dell'intervenuta cessazione della materia del contendere in forma di estinzione per rinuncia.
  • In caso di estinzione del giudizio per rinuncia sopravvenuta, le spese possono non essere liquidate ove il costo del processo sia assorbito dalla disciplina della definizione agevolata; non opera il raddoppio del contributo unificato se la causa estintiva è successiva al ricorso.

Come è indicizzato

MaterieRiscossioneImpugnazioni
RamiTributiProcesso civile
IstitutiGiudicato

Testo integrale

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