Cassazione Penale, Sentenza n. 32390/2023 del 26/07/2023
Sintesi
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Favorevole al resistente
La controversia
Ricorso avverso la conferma della misura custodiale in carcere: dedotta violazione di legge e vizio di motivazione per aver il Tribunale motivato "per relationem" richiamando l'ordinanza del G.I.P. del Tribunale di Napoli del 30/11/2021 senza svolgere autonoma e sostanziale valutazione; censurata l'illegittimità del richiamo al giudicato cautelare di altro procedimento e alle dichiarazioni accusatorie rese da coindagati (in gran parte non conoscitori del ricorrente) come elementi a sostegno della misura.
La decisione
La Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile perché manifestamente infondato. Ha richiamato la giurisprudenza che consente la motivazione per relationem quando il provvedimento richiamato sia congruamente motivato, il giudice dimostri di avere preso cognizione e meditato le ragioni richiamate e l'atto sia conosciuto o ostensibile. In caso di rinnovazione della custodia dopo dichiarazione di incompetenza, il giudice competente può rinviare alle valutazioni del precedente giudice purché non siano mutate contestazione in diritto o rappresentazione dei fatti. Il Tribunale ha ritenuto che nel caso concreto il G.I.P. avesse svolto autonome valutazioni e avesse esaminato il giudicato cautelare e le dichiarazioni dei coindagati; la censura del ricorrente è stata ritenuta generica e non abbattente. Condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali e di euro 3.000 in favore della Cassa delle ammende; trasmissione alla cancelleria per gli adempimenti previsti dall'art. 94, comma 1-ter, disp. att. c.p.p.
Norme richiamate
Norma sui termini e sulle modalità dell'udienza di riesame in materia di misure cautelari richiamata come cornice procedurale per il giudizio di conferma della misura.
Previsione della rinnovazione della misura cautelare da parte del giudice competente: il giudice può motivare anche per relationem rispetto all'ordinanza del precedente giudice, purché dimostri congruità e non vi siano mutamenti della contestazione o dei fatti.
Aggravante applicata per i delitti relativi al traffico di stupefacenti; citata in ordine alla qualificazione dell'illecito contestato al ricorrente.
art. 74, d.P.R. 9 ottobre 1990, n. 309
Norma che integra le fattispecie di traffico di stupefacenti contestate; richiamata quale norma sostanziale oggetto dell'accusa.
Articoli relativi alla partecipazione al reato e alla tentata esecuzione: usati per inquadrare i capi relativi alla tentata importazione di stupefacenti.
Individua le sanzioni e le fattispecie relative all'importazione ed esportazione illecita di sostanze stupefacenti; richiamata per i capi B e C.
art. 81, comma secondo, cod. pen. e art. 629 cod. pen.
Richiamati in relazione alla contestazione per tentata estorsione continuata (art. 629) e al concorso di reati (art. 81 cpv.) per la qualificazione della pluralità di condotte.
Sez. U, n. 17 del 21/06/2000 (Primavera)
Principio giurisprudenziale sulla legittimità della motivazione per relationem: è ammissibile se il giudice dimostra di avere preso cognizione del contenuto sostanziale dell'atto richiamato e di averne meditato le ragioni; l'atto richiamato deve essere conosciuto o ostensibile.
Cass. Sez. 6, n. 56455 del 04/12/2018 (Rasizzi) e altre pronunce della Cassazione
Giurisprudenza che chiarisce l'interpretazione meno rigorosa nel caso di rinnovazione della misura dopo declaratoria di incompetenza: è ammesso il rinvio alle valutazioni del giudice dichiaratosi incompetente, salvo mutamento della contestazione o degli elementi di fatto.
art. 94, comma 1-ter, disp. att. c.p.p.
Norma procedurale relativa agli adempimenti a seguito della dichiarazione di inammissibilità del ricorso; richiamata per prescrivere gli adempimenti di cancelleria disposti dalla sentenza.
Massime di principio
- La motivazione "per relationem" è ammissibile se il giudice mostra di avere effettivamente preso conoscenza e meditato le ragioni del provvedimento richiamato: non basta il mero rinvio formale.
- In caso di rinnovazione della custodia cautelare dopo la dichiarazione di incompetenza, il giudice competente può rinviare alle valutazioni del giudice precedente purché non vi siano mutamenti della contestazione in diritto o della rappresentazione fattuale; il richiamo deve però essere congruamente giustificato.
- Le censure generiche che non indicano in modo puntuale errori di diritto o di fatto nella motivazione del giudice sono destinate a essere dichiarate inammissibili o manifestamente infondate.
- Le dichiarazioni rese da coindagati possono essere valorizzate nell'ordinanza cautelare, ma la loro rilevanza dipende dalla correlazione con il quadro probatorio complessivo e dalla loro attendibilità; l'uso di dichiarazioni provenienti da soggetti che non conoscevano il ricorrente può essere criticabile se non adeguatamente motivato.
- La proposta di ricorso infondato o genericamente formulato può comportare condanna alle spese e sanzioni (es. versamento alla Cassa delle ammende).
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