Cassazione Penale, Sentenza n. 494/2022 del 12/01/2022
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
Del Brocco ha impugnato la condanna sostenendo l'estinzione del reato per intervenuto adempimento delle prescrizioni amministrative (procedura di definizione prevista dalla Parte Sesta-bis del d.lgs. 152/2006, introdotta dalla legge 68/2015) e ha chiesto il proscioglimento esteso anche alla R.R.D. srl e la revoca della confisca del mezzo. Liburdi ha dedotto contraddittorietà e manifesta illogicità della motivazione di merito, invocando il legittimo affidamento sulla sussistenza delle autorizzazioni in capo a Del Brocco e criticando l'assenza di accessi ispettivi agli uffici dell'azienda per accertare le autorizzazioni.
La decisione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibili entrambi i ricorsi per manifesta infondatezza. Ha ritenuto che il documento richiamato da Del Brocco si riferiva a un diverso e successivo verbale (27/02/2017) non pertinente al fatto accertato con il verbale del 5/10/2016 alla base della condanna; perciò l'allegata estinzione amministrativa non era conferente. Ha inoltre escluso la legittimità di chi, persona fisica, impugna la responsabilità dell'ente ex d.lgs. 231/2001; ha respinto il motivo di Liburdi perché generico e non confrontato con la questione della culpa in eligendo sviluppata in motivazione. Conseguentemente i ricorrenti sono stati condannati al pagamento delle spese processuali e al versamento di euro 3.000 in favore della Cassa delle ammende. La sentenza di merito (condanna, sanzioni e confisca) è così confermata nella parte non specificamente annullata dalla Corte.
Norme richiamate
Richiamato come riferimento alla partecipazione al reato (concorso di persone) in relazione alla responsabilità degli imputati.
D.lgs. n. 152/2006, art. 256, comma 1, lett. a)
Norma penale che sanziona il trasporto illecito di rifiuti: il giudice ha ritenuto integrata la fattispecie a carico degli imputati per trasporto di rifiuti con codice CER non autorizzato.
Parte Sesta-bis del D.lgs. n. 152/2006 (artt. 318-bis — 318-octies) introdotta dalla Legge 68/2015
Prevede procedure di estinzione delle contravvenzioni tramite ottemperanza a prescrizioni amministrative per fattispecie che non hanno causato danno concreto; la Corte ha osservato che l'adempimento invocato dal ricorrente si riferiva a un diverso verbale successivo e quindi non estingueva il reato contestato.
D.lgs. n. 231/2001, art. 25-undecies
Disciplina la responsabilità amministrativa delle società per reati commessi da loro rappresentanti; la R.R.D. srl era stata ritenuta responsabile in sede di merito, ma la Corte ha precisato che l'imputato persona fisica non è legittimato a impugnare quel capo di sentenza.
Codice di procedura penale, art. 606, lett. b) e lett. e)
Norme che individuano i motivi di ricorso per cassazione: lett. b) violazione di legge (invocata da Del Brocco) e lett. e) motivazione contraddittoria o manifesta illogicità (invocata da Liburdi). La Corte ha ritenuto i motivi inammissibili perché non pertinenti o generici.
Codice di procedura penale, art. 616
Norma che disciplina l'obbligo di condanna alle spese per ricorsi inammissibili o infondati; applicata per la condanna delle spese di cassazione.
D.L. n. 137/2020, art. 23, comma 8
Richiamato in relazione alla modalità di trattazione del ricorso in Cassazione (procedura semplificata/straordinaria prevista dal decreto).
Massime di principio
- Il produttore di rifiuti ha l'obbligo di verificare che il trasportatore sia autorizzato: la culpa in eligendo può essere valutata come responsabilità indipendente del produttore.
- L'estinzione della contravvenzione per ottemperanza amministrativa opera solo se l'adempimento riguarda il medesimo fatto contestato e risulta correttamente documentato e valutato; atti successivi riferiti a verbali diversi non estinguono automaticamente reati già accertati.
- L'imputato persona fisica non è legittimato a impugnare, nel suo ricorso personale, il riconoscimento della responsabilità amministrativa dell'ente ai sensi del d.lgs. 231/2001; la contestazione dell'ente richiede impugnazione propria o della parte legittimata.
- In Cassazione i motivi devono confrontarsi specificamente e puntualmente con la motivazione di merito: argomentazioni generiche o non riferite ai punti decisivi della sentenza sono inammissibili.
- La confisca e le misure accessorie disposte in sede di merito restano efficaci salvo annullamento espresso della Corte di cassazione; chiedere la revoca richiede motivi idonei e riferibili direttamente al capo impugnato.
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