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Cassazione Civile, Ordinanza n. 12235/2026 del 01/05/2026

Giurisprudenza civile

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

RIGETTO

Favorevole al resistente (fisco)

La controversia

Un'associazione religiosa aveva presentato una dichiarazione DOCFA per un immobile destinato a luogo di culto aperto al pubblico, indicando una rendita catastale pari a zero. L'Ufficio territoriale dell'Agenzia delle Entrate aveva rifiutato la pratica per mancata indicazione di una rendita catastale positiva. La Commissione tributaria provinciale e poi la Corte di giustizia tributaria di secondo grado avevano respinto il ricorso del contribuente, ritenendo corretto il diniego. In Cassazione la parte ricorrente ha proposto quattro motivi: 1) nullità della sentenza per motivazione apparente, perplessa e contraddittoria; 2) violazione dell'art. 1 d.m. 701/1994 e della procedura operativa richiamata, sostenendo che il DOCFA andasse accettato e che il controllo dell'Ufficio fosse solo successivo; 3) violazione delle norme catastali e fiscali, assumendo che gli edifici di culto non locati non debbano essere iscritti in catasto con rendita; 4) violazione di norme costituzionali, CEDU e TFUE per asserita lesione della libertà religiosa e per discriminazione. L'Agenzia ha resistito e proposto ricorso incidentale condizionato, assorbito.

La decisione

La Corte ha respinto il ricorso principale. Ha ritenuto infondato il motivo sulla motivazione, perché la sentenza d'appello conteneva un percorso logico comprensibile. Ha poi escluso che gli edifici destinati al culto pubblico possano essere iscritti in catasto senza attribuzione di rendita, osservando che, se il proprietario procede alla dichiarazione o alla variazione catastale, l'immobile deve essere censito secondo le regole generali e la proposta di rendita non può essere pari a zero. Ha ribadito che la rendita catastale non coincide con il presupposto d'imposta e non incide sull'esenzione fiscale dell'immobile, che dipende dalla sua destinazione. Ha inoltre escluso la violazione dei parametri costituzionali e sovranazionali evocati, trattandosi di questione tributaria generale e non di discriminazione religiosa. Il ricorso incidentale condizionato dell'Agenzia è stato dichiarato assorbito. Le spese sono state integralmente compensate per la peculiarità della questione.

Norme richiamate

  • art. 111, comma 6, Cost.

    Richiamato come parametro della motivazione dei provvedimenti giurisdizionali; non violato perché la sentenza di merito era sorretta da un iter argomentativo intelligibile.

  • art. 132 c.p.c., comma 2, n. 3 e 4

    Usato per censurare la motivazione apparente; la Corte precisa che il vizio ricorre solo quando la motivazione manchi del tutto o sia obiettivamente incomprensibile.

  • art. 118 disp. att. c.p.c.

    Richiamato insieme all'art. 132 c.p.c. sul contenuto della motivazione della sentenza.

  • art. 74, comma 1, L. n. 342 del 2000

    Richiamato nel primo motivo, senza rilievo decisivo ai fini dell'accoglimento.

  • art. 36, comma 2, nn. 2 e 4, d.lgs. n. 546 del 1992

    Parametrato al requisito motivazionale delle sentenze tributarie; non violato nel caso concreto.

  • art. 1 d.m. 19 aprile 1994, n. 701

    Richiamato per il controllo dell'amministrazione sulla dichiarazione catastale e sulla determinazione della rendita definitiva, anche in una fattispecie di bene esente.

  • art. 6, comma 3, lett. c, r.d.l. 13 aprile 1939, n. 652

    Non sono soggetti a dichiarazione: [...] c) i fabbricati destinati all'esercizio dei culti

    Gli edifici di culto sono esentati dalla dichiarazione catastale in via generale, ma tale esenzione non impedisce la successiva iscrizione se il proprietario presenti la dichiarazione.

  • art. 8, seconda parte, d.P.R. 1 dicembre 1949, n. 1142

    Parimenti non si classificano le unità immobiliari che, per la singolarità delle loro caratteristiche, non sian raggruppabili in classi, quali [...] fabbricati destinati all'esercizio pubblico del culto [...]

    I fabbricati di culto non sono classificabili nelle ordinarie classi catastali, ma ciò non esclude che, ove iscritti, debba essere comunque determinata una rendita.

  • art. 30 d.P.R. 1 dicembre 1949, n. 1142

    Tuttavia la rendita catastale delle unità immobiliari appartenenti a tali categorie si accerta ugualmente, con stima diretta per ogni singola unità

    Per gli immobili a destinazione speciale o particolare la rendita va comunque determinata con stima diretta.

  • art. 3, comma 2, d.m. 2 gennaio 1998, n. 28

    Elenca le categorie di immobili iscrivibili in catasto senza attribuzione di rendita; i fabbricati destinati al culto pubblico non vi rientrano.

  • art. 36, comma 3, d.P.R. 22 dicembre 1986, n. 917

    Non si considerano produttive di reddito, se non sono oggetto di locazione, le unità immobiliari destinate esclusivamente all'esercizio del culto

    La norma rileva ai fini del reddito fondiario e dell'imposizione diretta, non esclude l'attribuzione catastale della rendita.

  • art. 25, comma 1, d.P.R. 22 dicembre 1986, n. 917

    Richiamato per distinguere i redditi fondiari dai profili catastali; la rendita catastale è presupposto tecnico, non tributario.

  • art. 10 r.d.l. 13 aprile 1939, n. 652

    Disciplina la determinazione della rendita per le unità immobiliari speciali o particolari con stima diretta.

  • art. 2 d.lgs. 8 aprile 1948, n. 514

    Ha modificato la disciplina dell'art. 10 r.d.l. 652/1939 in tema di stima diretta della rendita catastale.

  • art. 56 d.P.R. 1 dicembre 1949, n. 1142

    Richiamato per la dichiarazione di accertamento degli immobili urbani di nuova costruzione, che deve contenere la proposta di categoria e rendita.

  • art. 20 r.d.l. 13 aprile 1939, n. 652

    Richiamato per la dichiarazione di variazione catastale, che deve contenere proposta di categoria e rendita.

  • art. 3 Cost.

    Invocato con riferimento a ragionevolezza e uguaglianza; la Corte non ravvisa violazioni.

  • art. 8 Cost.

    Invocato a tutela della libertà religiosa; la Corte esclude che l'attribuzione della rendita la violi.

  • art. 19 Cost.

    Invocato a tutela della libertà di culto; la Corte ne esclude la lesione.

  • art. 9 CEDU

    Richiamato dalla ricorrente come parametro sovranazionale, ma ritenuto non pertinente alla vicenda tributaria esaminata.

  • art. 11 CEDU

    Richiamato dalla ricorrente senza che ne sia ravvisata una concreta violazione.

  • art. 14 CEDU

    Invocato quale parametro di non discriminazione; la Corte esclude una discriminazione religiosa.

  • art. 1 Protocollo addizionale n. 1 CEDU

    Richiamato dalla ricorrente in relazione al diritto di proprietà; la Corte non ne ravvisa la violazione.

  • art. 10 TFUE

    Invocato per il divieto di discriminazione; ritenuto non decisivo nel caso concreto.

Massime di principio

  • Gli edifici destinati all'esercizio pubblico del culto sono esentati dall'obbligo generale di dichiarazione catastale, ma se il proprietario li dichiara o li varia catastalmente devono essere censiti secondo le regole ordinarie e con attribuzione di una rendita.
  • La rendita catastale ha natura tecnico-estimativa e inventariale; non coincide con il presupposto d'imposta e non incide, da sola, sulle eventuali esenzioni fiscali collegate alla destinazione religiosa dell'immobile.
  • Per gli immobili a destinazione speciale o particolare, la disciplina catastale speciale non consente l'iscrizione senza rendita se la fattispecie non è espressamente compresa tra quelle previste dal regolamento; non è ammessa applicazione analogica delle ipotesi di rendita zero.
  • La motivazione apparente della sentenza sussiste solo quando l'apparato argomentativo manchi del tutto o sia oggettivamente incomprensibile; non basta la mera sinteticità o il dissenso della parte dalla soluzione adottata.
  • Le circolari amministrative che forniscono istruzioni operative non possono prevalere sulle fonti normative primarie o regolamentari e non possono introdurre una disciplina diversa da quella risultante dal sistema normativo.
  • L'evocazione di parametri costituzionali o sovranazionali in materia tributaria richiede la specifica indicazione di un concreto pregiudizio; non è sufficiente dedurre in astratto una disparità di trattamento senza dimostrare una discriminazione effettiva.

Come è indicizzato

MaterieCatastoImpugnazioni
RamiTributiProcesso civile
IstitutiOnere della prova

Testo integrale

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